Parata Bussi Sul Tirino 14-12-1943

(Pescara - Abruzzo)

Parata Bussi Sul Tirino 14-12-1943

Parata Bussi Sul Tirino 14-12-1943
Descrizione

Località Parata, Bussi sul Tirino, Pescara, Abruzzo

Data 14 dicembre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 10

Numero vittime uomini 10

Numero vittime uomini adulti 10

Descrizione: All’indomani dell’8 settembre 1943, si costituì in Chieti una formazione partigiana che fino ai primi di ottobre operò alle pendici sud-orientali della Majella, nella zona di Palombaro, da cui prese il nome. In quel periodo la linea del fronte stazionava sul fiume Sangro, a pochi chilometri dal paese; il compito della formazione partigiana, che manteneva regolari contatti radio con gli Alleati, era quello di condurre in salvo gli ex prigionieri fuggiti dai numerosi campi abruzzesi e marchigiani. Nel corso delle loro attività, gli uomini della Palombaro ebbero diversi scontri a fuoco con pattuglie tedesche, che lamentarono diversi feriti e diversi uomini catturati. Il 2 ottobre, nell’ennesimo scontro a fuoco, furono uccisi due tedeschi, mentre un terzo, ancorché ferito, riuscì a scampare all’agguato e a riparare a Sulmona. Il 4 ottobre reparti della Wehrmacht attaccarono le postazioni partigiane: una parte di patrioti si spostò in altra località in quota; un secondo gruppo attraversò il fronte; un terzo rientrò a Chieti. Il definitivo scioglimento della formazione avvenne il 13 ottobre, dopo un secondo attacco che consigliò ai superstiti di porre fine all’esperienza in montagna e rientrare a Chieti. Il passaggio di alcuni partigiani nella Guardia nazionale repubblicana, fece sì che molti dei loro ex compagni fossero successivamente catturati e fucilati.
Il 3 dicembre, con l’aiuto di alcuni fascisti, fu tesa un’imboscata ai patrioti: 14 di essi, recatisi in una villa poco fuori la città di Chieti per incontrare degli ufficiali alleati, si trovarono di fronte uomini della Wehrmacht travestiti da inglesi che, dopo aver intimato la resa, aprirono il fuoco. Trieste Del Grosso morì sul colpo, gli altri furono catturati e condotti a Bussi sul Tirino: torturati e processati da un tribunale tedesco, 10 di essi furono fucilati il 14 dicembre 1943, in una vecchia cava, fatta saltare subito dopo l’esecuzione.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: minamenti e esplosioni

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Nel dicembre 1943 a Bussi era presente soltanto la 334.Infanterie-Division; mentre a Chieti, nello stesso mese, si trovavano le seguenti unità:
3 Regiment Brandenburg Btg II;
Fallschirm-Artillerie Regiment 1 Btg I;
Fallschirm-J?ger Regiment 3 Btg Stab. Kp Rgt E;
Fallschirm-J?ger Regiment 4 Btg II
65.Infanterie-Division

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Nel complesso non vi sono mai state divisioni sulla strage e sulla sua memoria, anche grazie ad una certa continuità politica nelle Amministrazioni che si sono succedute a Bussi sul Tirino. A partire dall’anno 2000, vi sono state polemiche che, tuttavia, non mettevano in discussione il fatto accaduto ma soltanto il numero dei fucilati: quando l’Amministrazione comunale restaurò, infatti, la lapide davanti al Municipio eliminò il nominativo di Luigi Colazilli ed inserì, tra gli altri, quelli di una camicia nera e di un milite della GNR. Nel 2008 la lapide ha riacquistato la fisionomia originaria: tutti i nominativi inseriti nel 2000 sono stati trascritti su un monumento ai caduti di tutte le guerre, situato lontano dal Palazzo comunale, per lasciare spazio a quelli dei soli fucilati nel dicembre 1943, compreso, ovviamente, Luigi Colazilli.

Scheda compilata da Nicola Palombaro
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-22 11:14:01

Vittime

Elenco vittime

1. Bruno Eugenio Guido, di Eligio e di Della Valle Virginia, nato il 21/06/1921 a Rapino, impiegato
2. Cerritelli Domenico, di Nunzio e di Micci Maria, nato il 04/12/1915 a Chieti, professore presso il liceo classico “G. Vico” di Chieti
3. Colazilli Luigi, di Silvio e di Di Pietro Aida, nato il 01/07/1917 a Chieti, studente, laureando in medicina
4. Cutelli Salvatore, di Vito e di Cammarona Rosa, nato il 10/04/1894 a Chiaramonte Gulfi (RG), Maggiore di complemento di artiglieria, comandante il IV Gruppo del 58° Rgt. Artiglieria della Divisione “Legnano”
5. Di Carlo Vittorio, fu Camillo e di Del Rosario Felicetta, nato il 01/11/1920 a Chieti, sottotenente di complemento di artiglieria
6. Falco Pietro, di Alessandro e di Maccione Agata, nato il 31/01/1899 a Chieti, industriale
7. Guzzi Menotti, nato il 29/12/1899 a Catanzaro, capitano di fanteria in S.P.E.
8. Mucci Leonida, fu Rocco e di Agreste Rosa, nato il 23/03/1920 a Chieti, sottotenente di complemento di artiglieria
9. Mucci Marcello, fu Rocco e di Agreste Rosa, nato il 29/03/1918 a Chieti, tenente di fanteria
10. Viola Giuseppe, fu Alfredo e di Cosimo Verina, nato il 23/02/1918 a Chieti, sottotenente di fanteria

Elenco vittime partigiani 10

1. Bruno Eugenio Guido, di Eligio e di Della Valle Virginia, nato il 21/06/1921 a Rapino, impiegato
2. Cerritelli Domenico, di Nunzio e di Micci Maria, nato il 04/12/1915 a Chieti, professore presso il liceo classico “G. Vico” di Chieti
3. Colazilli Luigi, di Silvio e di Di Pietro Aida, nato il 01/07/1917 a Chieti, studente, laureando in medicina
4. Cutelli Salvatore, di Vito e di Cammarona Rosa, nato il 10/04/1894 a Chiaramonte Gulfi (RG), Maggiore di complemento di artiglieria, comandante il IV Gruppo del 58° Rgt. Artiglieria della Divisione “Legnano”
5. Di Carlo Vittorio, fu Camillo e di Del Rosario Felicetta, nato il 01/11/1920 a Chieti, sottotenente di complemento di artiglieria
6. Falco Pietro, di Alessandro e di Maccione Agata, nato il 31/01/1899 a Chieti, industriale
7. Guzzi Menotti, nato il 29/12/1899 a Catanzaro, capitano di fanteria in S.P.E.
8. Mucci Leonida, fu Rocco e di Agreste Rosa, nato il 23/03/1920 a Chieti, sottotenente di complemento di artiglieria
9. Mucci Marcello, fu Rocco e di Agreste Rosa, nato il 29/03/1918 a Chieti, tenente di fanteria
10. Viola Giuseppe, fu Alfredo e di Cosimo Verina, nato il 23/02/1918 a Chieti, sottotenente di fanteria

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Fernando Tieri Piave

    Nome Fernando

    Cognome Tieri Piave

    Ruolo nella strage Delatore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile tenente presso 14° Rgt. Fanteria, proprietario della villa in cui avvenne l’imboscata, testimonianze di Angelo Prisco, Romeo Migliori ed Eligio Bruno, imputato in alcuni processi ex art. 5 del Decreto Legge Luogotenenziale n. 159/1944

  • Luciano Cruciani

    Nome Luciano

    Cognome Cruciani

    Ruolo nella strage Delatore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile ex partigiano, testimonianza, imputato in alcuni processi ex art. 5 del Decreto Legge Luogotenenziale n. 159/1944

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Bussi sul Trino, via Regina Margherita

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Bussi sul Trino, via Regina Margherita

    Descrizione: Bussi sul Tirino, lapide commemorativa in via Regina Margherita

  • cippo a Bussi sul Trino, località Parata

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Bussi sul Trino, località Parata

    Anno di realizzazione: 1943

    Descrizione: Bussi sul Tirino, località Parata, cippo commemorativo eretto da ANPI Chieti. Contiene anche il nome di Trieste Del Grosso, ucciso a Chieti il 3 dicembre 1943 al momento della cattura;

  • lapide a Chieti

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Chieti

    Descrizione: Chieti, lapide commemorativa in corso Marrucino

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Salvatore Cutelli, maggiore di complemento presso il 58° reggimento artiglieria «Legnano» fu insignito di medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: Comandante di gruppo, colto dall’armistizio nella zona di Chieti, mentre era in trasferimento ferroviario verso le Puglie, impossibilitato a proseguire, troncati per forza di cose i collegamenti con i comandi superiori, si prodigava per la difesa contro i tedeschi dei materiali e delle artiglierie, sottraeva alle requisizioni armi e munizioni, trasfondeva in militari fedeli ed in civili ammirati la sua volontà ed il suo coraggio e si faceva promotore e capo di azioni partigiane, intese ad ostacolare il nemico. Tradito, processato, condannato a morte, sosteneva ed incoraggiava fino all’ultimo i suoi collaboratori più fidi, come lui condannati, e offriva poi con ammirevole fierezza ai carnefici il suo purissimo cuore. Veterano di altre guerre, esempio di virtù militari, giunto sul posto dell’esecuzione, nel dubbio di essere fucilato alle spalle si voltava di scatto, si strappava la camicia ed offriva il petto alla raffica del fucile mitragliatore gridando: « Viva l’Italia! ». — Bussi (Chieti), 8 settembre - 14 dicembre 1943.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: La strage viene commemorata sia il 14 dicembre che il 25 aprile. A Bussi sul Tirino vi sono stati e vi sono progetti didattici sull’episodio.

Bibliografia


Nicola Palombaro, Secondo i nostri interessi. Alleati e Resistenza in Abruzzo nella documentazione dell’Allied Control Commission, Villamagna, Tinari, 2009;
Filippo Paziente, I Martiri partigiani di Chieti. Storia, memoria, rimozione, Villamagna, Tinari, 2006;
Costantino Felice, Guerra, dopoguerra, Resistenza in Abruzzo. Uomini, economie, istituzioni, Milano, Franco Angeli, pp. 191-213;
Costantino Felice, Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo, Roma, Donzelli, 2014, pp. 110-122;
Nicola Palombaro, Il filo della memoria. 11 febbraio 1944: divieto d’oblio, con cd mutimediale, Sigraf, Pescara, 2005, testimonianze di Floriano Finore, Carlo Cavorso, Franca Di Natale, Karl Bayerlein, in sezione I testimoni;
Nicola Palombaro (a cura di), Il filo della memoria. 11 febbraio 1944: divieto d’oblio. Seconda edizione ampliata, Villamagna, Tinari, 2010, in particolare p. 36-40; pp. 136-140; 143-164;
Lelio Sciolè, Concluso il processo contro la “banda Fioresi”, in “Crimen” n. 41, anno VI, 10 ottobre 1950;
Giovanna Di Carlo, Martiri di Bussi, sparito il decimo nome, in «Il Centro» del 26 aprile 2005;
Giovanna Di Carlo, «Il decimo martire sarà ricordato». Il caso dei fucilati di Bussi, in «Il Centro» del 27 aprile 2005.

Sitografia


http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=45415
http://www.archiviostorico.unibo.it/it/struttura-organizzativa/sezione-archivio-storico/lauree-honoris-causa/luigi-colazilli.asp?IDFolder=333&IDOggetto=112766&LN=IT
http://www.brigatamaiellasvp.it/accadde-ieri/banda-palombaro.html
http://www.territorilink.it/?tag=banda-palombaro
http://www.chietinuova3febbraio.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=99%3Ala-resistenza-in-provincia-di-chieti-memoria-oblio-revisione&Itemid=93
http://www.hgnews.it/articoli/read/id/677/Per-non-interropere-il-filo-della-memoria.html

Docufilm a cura di Fabrizio Franceschelli e Anna Cavasinni, La guerra in casa. La Linea Gustav: Chieti e provincia

Fonti archivistiche

Fonti

«Italia combatte», 1° maggio 1944, Fratelli di sangue e di fede
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 43.0, fasc. 67
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 45.0, fasc. 67
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 17.0, fasc. 55
ACS, ACC, s. 245, bob. 1229 B, fot. 41.0, fasc. 32
ACS, MI, DGPS, SIS, b. 31, fasc. HP 21-Chieti
ACS, MI, DGPS, SIS, b. 10 fasc. CP 3-Chieti
ACS, ACSF, tit.VII, n. 7, fasc. 23
ACS, ACSF, tit. VII. n. 6, fasc. 40
ASCH, Tribunale civile e penale, Sanzioni contro il fascismo, busta non numerata
Archivio privato Famiglia Cavorso