Rione S. Martino, Montenerodomo, 02.02.1944

(Chieti - Abruzzo)

Rione S. Martino, Montenerodomo, 02.02.1944

Rione S. Martino, Montenerodomo, 02.02.1944
Descrizione

Località Rione S. Martino, Montenerodomo, Chieti, Abruzzo

Data 2 febbraio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 12

Numero vittime uomini 7

Numero vittime bambini 2

Numero vittime uomini ragazzi 2

Numero vittime uomini adulti 1

Numero vittime uomini anziani 2

Numero vittime donne 5

Numero vittime donne bambine 1

Numero vittime donne adulte 2

Numero vittime donne anziane 2

Descrizione: Nell’autunno del 1943, la guerra giunse direttamente nella valle del Sangro e nel Medio Sangro, insanguinando questi territori ed allungando la striscia di “terra bruciata” dall’alto Sangro a questa area proprio attraverso Montenerodomo il cui abitato fu totalmente distrutto a fine novembre 1943*. Dopo l’arrivo della brigata Maiella a Torricella Peligna e nella vicina Fallascoso, osteggiati dalla popolazione civile e minacciati dai partigiani, - le località come Schiappone, Vallone Cupo e Cascerie erano territorio presidiato dalla cd. Banda di Pizzoferrato - i tedeschi in ritirata reagirono furiosamente e gli eventi acquisirono una ferocia sempre maggiore. Ai primi di febbraio, infatti, le forze di occupazione si ritirano da Pizzoferrato lungo la via per Montenerodomo. E’ questo momento il più tragico per la storia dei monteneresi anche perché sulle falde della montagna la battaglia non era finita e i tedeschi, che mantenevano ancora dei presidi in loco, tentarono più volte di rioccupare posizioni già abbandonate. L’episodio, il più drammatico, viene ricordato come l’Eccidio della Candelora. Il 2 febbraio i soldati tedeschi, provenienti da Colle dell’Irco, misero a ferro e fuoco le frazioni di Casale e Verlinghiera. Nella stessa giornata uccisero sul posto l’anziana Tamburrino Annunziata e Rossi Domenica mentre catturarono i fratelli Rossi e i due nuclei familiari dei Di Luca (Di Luca Mauro Antonio con la moglie Filippa Tamburrino e due figli, Antonio e Vincenzo, e la D’Antonio Antonietta sposata con il fratello di Mauro emigrato in Australia, Marco Di Luca, e i suoi tre figli, Vincenzo, Doroteo Nicola e Consilia). Sotto la minaccia delle armi cercarono di estorcere ai prigionieri delle informazioni forse sui partigiani operanti nella zona o, come da alcune testimonianze, su un furto di derrate dalla casa espropriata dei Di Luca a Casale che era stata adibita dai tedeschi a deposito delle razzie. Non riuscendo, però, a estorcere nulla i soldati li riportarono in paese a Montenerodomo. Dopo una sosta nella piazza di S. Martino, sempre sotto la minaccia delle armi con un processo sommario furono fucilati in massa sul posto e gettati tra le macerie di una casa li vicino. I due fratelli Rossi Cosmo Camillo e Carmine Rocco probabilmente, pur essendo tra i catturati, non furono fucilati insieme ai Di Lullo a S. Martino ma in un punto poco distante da quello del massacro, cd. costa dell’uorie, forse per un tentativo di fuga. L’avvenimento tra i più feroci dell’area si presentò agghiacciante agli occhi dei monteneresi.

Modalità di uccisione: fucilazione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: ritirata

Estremi e note penali: Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Roma

Procedimento nmr. 162/95 R. mod 44 (B) INT,
nei confronti di ignoti ufficiali delle "SS" germaniche, in ordine al reato previsto e punito dagli arti. 13, 185 c.p.m.g. e 575 c.p. (VIOLENZA CON OMICIDIO), in danno di civili italiani, per fatti accaduti a Montenerodomo (CH), il 02.02.1944. Archiviato per prescrizione del reato e su richiesta del PM dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Militare di Roma.
( CPI classificato 9/161)

Procedimento nmr. 04/B/96 "mod. 44" INT,
nei confronti di ignoti ufficiali delle "SS" germaniche ed italiani appartenenti alla milizia fascista, in ordine al reato previsto e punito dagli artt. 13.185. 186, 187 c.p.m.g. e 575 c.p. (VIOLENZA CON OMICIDIO, SACCHEGGIO, DISTRUZIONE), in relazione a fatti avvenuti nella provincia di Chieti dall'ottobre del 1943 all'ottobre del 1945, a danno di civili italiani. Archiviato per prescrizione del reato su richiesta del PM dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Militare di Roma.
( CPI classificato CPI 9/144)

Annotazioni: A febbraio nell’area operavano gli uomini del 576° Reggimento della 305° Divisione di Fanteria tedesca, che rafforzati con qualche piccola altra unità vennero denominati Sperrverband Bode (Artese). Nella zona tra Pizzoferrato, Gessopalena e Montenerodomo operava fino alla primavera 1944 la Divisions-Füsilier-Bataillon 305 (Gentile).
* Non è stato possibile accertare la data precisa dell’avvio della distruzione totale del paese, sicuramente durata più giorni, dal momento che non è stato rintracciato il singolo provvedimento di sgombero. Il dato più attendibile sembra quello del Consiglio Comunale di Montenerodomo del 25.10.48 che riporta come data di distruzione dell’edificio comunale il 27 novembre (ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54); alcune testimonianze, però, raccolte nel Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria” e lo stesso progetto riportano il 26 novembre 1943, mentre in Giovanni Artese, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, op.cit., p. 22 si riporta il 21/22 novembre, e ancora una testimonianza e la relazione del sindaco del Paese datata 15.12.1971 inserita nel “Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza” indica la data del 23 novembre.
La registrazione in Comune degli atti di morte dei due nuclei dei Di Luca venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 22.02.1945 da Lalli Carmine con la testimonianza di Di Tommaso Fedele e Rossi Giuseppe , RAM Montenerodomo 1944 n. 8, 7, 10, 12, 5, 11, 9, 6.
La registrazione in Comune degli atti di morte dei due fratelli Rossi Cosmo Camillo e Carmine Rocco venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 02.04.1945 da Tamburrino Alfonso con la testimonianza di Di Francesco Nicola e Di Lullo Nicola per Cosmo, da Di Francesco Antonio con la testimonianza di Tamburrino Alfonso e Rossi Michele per Carmine, RAM Montenerodomo 1944 n. 41 e 40.
La registrazione in Comune dell’ atto di morte di Rossi Domenica venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 03.03.1945 da Di Francesco Antonio con la testimonianza di Tamburrino Filippo e Rossi Lorenzo, RAM Montenerodomo 1944 n. 30.
La registrazione in Comune dell’ atto di morte di Tamburrino Annunziata venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 09.03.1945 da Rossi Camillo con la testimonianza di D’Antonio Francesco e Rossi Fedele, RAM Montenerodomo 1944 n. 33.
I dati anagrafici dei fratelli Rossi e di Rossi Domenica, come quelli relativi alla data di nascita, non ritrovati presso l’ASC - dove sono andati distrutti - sono stati verificati presso l’ASCH Stato Civile del Comune di Montenerodomo.
Testimonianza di Tommaso Piccoli raccolta da Sonia Tamburrino, in Comune di Montenerodomo, Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, vol. I, Montenerodomo, 2006, p. 61.
Sul numero dei morti vi erano incongruenze tra i documenti in CPI 9/161 e 9/144 - dove vengono indicati solo i nominativi dei due nuclei familiari dei Di Luca (in CPI 9/144 inoltre viene indicata anche una data errata) - e il riferimento presente in Artese Giovanni (La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, op.cit.), dove venivano indicati genericamente una “quindicina di morti”. Il numero dei morti è stato accertato attraverso gli atti di morte presenti nel registro del Comune di Montenerodomo dove si è avuta conferma che in quel giorno vi furono 12 uccisioni così come indicato anche nel breve saggio di Albino Cavaliere. Sulla dinamica e i luoghi , ad eccezione per i Di Luca sicuramente fucilati in gruppo a S. Martino, vi è un po’ di incertezza; anche se la documentazione del “Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza” colloca tutte e 12 le vittime nello stesso luogo, infatti, ciò non viene confermato nelle testimonianze - che parlano di alcuni uccisi sul posto ed altri catturati - e dagli stessi certificarti di morte. Anche sulle cause del massacro non vi è convergenza Giovanni Artese riferisce di un tentativo di recupero di viveri, ipotesi che viene suffragata anche dalla testimonianza riportata dalla ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria” e Albino Cavaliere di un tentativo di estorcere informazioni sui partigiani operanti nella zona. In CPI 9/161 e 9/144 non vi è conferma del motivo della fucilazione.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Sebbene la memoria di questi avvenimenti sia stata particolarmente viva ed abbia portato al riconoscimento della Croce al Valore Militare, nel tempo, complice anche la scomparsa dei testimoni sopravvissuti a quegli avvenimenti si è andata progressivamente affievolendo. A rilanciarla è stato un progetto cofinanziato dalla UE, “Per non dimenticare…la nostra memoria”, che ha visto anche la celebrazione di un “Giorno della Memoria”. L’iniziativa, però, è rimasto un unicum nell’ambito dell’attuazione del progetto nell’agosto 2006. L’evento, infatti, nonostante alcuni tentativi operati dal gruppo di lavoro del Progetto, non è stato mai istituzionalizzato e non si ripete a dimostrazione che non vi è ancora una precisa volontà di sedimentare un ricordo vivo e condiviso di quei drammatici fatti. Per il 2015, però, è prevista una giornata commemorativa da realizzarsi il 2 febbraio, giorno in cui ricorre la strage della cd. Candelora, tra le più efferate che ha coinvolto il paese, organizzata dal Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Scheda compilata da Ilaria Del Biondo
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-08-03 15:42:12

Vittime

Elenco vittime

1. D\' Antonio Antonietta (d’marcaune) di Nicola e Di Nanni Maria, nata a Torricella il 09.03.1909, di anni 35, contadina, fucilata il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 8
2. Di Luca Antonio (d’marcaune), fu Mauro e fu Tamburrino Maria Filippa nato a Montenerodomo il 25.07.1930 scolaro di anni 14 scolaro fucilato il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 7
3. Di Luca Consiglia (d’marcaune) di Marco e D’Antonio Antonietta nata a Montenerodomo il 06.04.1934 di anni 10 scolara fucilata il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo, Registro 1944 n. 10
4. Dl Luca Doroteo Nicola (d’marcaune) di Marco e D’Antonio Antonietta nato a Montenerodomo il 09.02.1937 di anni 7 scolaro fucilato il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 12
5. Di Luca Mauro Antonio (d’marcaune), fu Vincenzo e fu Calabrese Consiglia, nato a Montenerodomo il 13.07.1901 di anni 43 fucilato contadino coniugato con Tamburrino Maria Filippa il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 5
6. Di Luca Vincenzo (d’marcaune), di Mauro e Tamburrino Maria Filippa, nato a Montenerodomo il 1937 di anni 7 fucilato il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 11
7. Di Luca Vincenzo (d’marcaune) di Marco e D’Antonio Antonietta, nato a Montenerodomo il 28.04.1930, scolaro di anni 14 fucilato il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 9
8. Tamburrino Maria Filippa (d’pelicane) fu Antonio e Rossi Filomena, nata a Montenerodomo il 1898 di anni 46 fucilata il 02.02.1944 a Rione S. Martino di Montenerodomo Registro 1944 n. 6
9. Rossi Carmine Rocco (d’galizie) di Galizio e Calabrese Chiara nato a Montenerodomo il 18.08.1869 di anni 75 contadino coniugato con D’Antonio Custode fu Pasquale fucilato il 02.02.1944 alla periferia del paese (costa dell’uorie) di Montenerodomo Registro 1944 n. 41
10. Rossi Cosmo Camillo (d’galizie) di Galizio e Calabrese Chiara nato a Montenerodomo il 26.09.1871 di anni 73, contadino coniugato con D’Antonio Carmela fu Pasquale fucilato il 02.02.1944 alla periferia del paese (costa dell’uorie) di Montenerodomo Registro 1944 n. 40
11. Rossi Domenica (d’peducce) di fu Antonio e Rossi Concetta nata a Montenerodomo il 09.10.1880 di anni 64, contadina vedova di D’Orazio Antonio fucilata il 02.02.1944 a contrada Casale di Montenerodomo Registro 1944 n. 30
12. Tamburrino Annunziata Carmina (d’achill) fu Antonio e Di Luca Concetta nata a Montenerodomo il 25.3.1868 di anni 76 da compiere, contadina vedova di Rossi Cosimo Antonio fucilata il 02.02.1944 in contrada Verlinghiera in aperta campagna di Montenerodomo Registro 1944 n. 33

Elenco vittime civili 12

D\'Antonio Antonietta
Di Luca Antonio
Di Luca Consiglia
Dl Luca Doroteo Nicola
Di Luca Mauro Antonio
Di Luca Vincenzo
Di Luca Vincenzo
Tamburrino Maria Filippa
Rossi Carmine Rocco
Rossi Cosmo Camillo
Rossi Domenica
Tamburrino Annunziata Carmina

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


SS reparto non precisato

Tipo di reparto: Waffen-SS

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Monumento composto da una stele in granito su basamento in marmo a forma di croce dedicato alla memoria delle vittime civili e militari. Il monumento è situato in Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo, dove vi è anche il Municipio, ed è accompagnato da tre lapidi in marmo dedicate rispettivamente ai militari caduti e dispersi della I Guerra Mondiale, ai militari caduti e dispersi della II Guerra Mondiale e alle vittime civili durante l’occupazione tedesca nella II Guerra Mondiale; anno di inaugurazione 2 agosto 2006.

  • museo a Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Tipo di memoria: museo

    Ubicazione: Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.

  • onorificenza alla città a Montenerodomo

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 1976

    Descrizione: Croce al valor militare concessa dal Ministero della Difesa con Decreto del Presidente della Repubblica 26 giugno 1975 al Comune di Montenerodomo per attività partigiana (registrato alla Corte dei Conti il 6 marzo 1976, registro n. 6 Difesa, Foglio 319 – Motivazione “Durante sette mesi di occupazione nazifascista, sostenne coraggiosamente le forze partigiane subendo, per la sua attività patriottica, enormi sacrifici culminati nella distruzione dell’intero abitato. Reagendo con fierezza alla barbara tracotanza dell’oppressore offrì un valido contributo di sangue generoso, di combattenti, di sacrifici e di valore alla causa della libertà della patria – Zona di Montenerodomo, novembre 1943-maggio 1944”)

  • commemorazione a Montenerodomo

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Il 2 agosto 2006 è stato celebrato il “Giorno della memoria” nell’ambito dell’attuazione del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria”. La giornata, che ha visto l’inaugurazione del monumento di cui sopra, ha commemorato le vittime della II Guerra Mondiale comprendente le 55 vittime civili (di cui 47 morte per fucilazione, 6 per scoppio di mine, 1 per bombardamento ed 1 per assideramento) e delle 17 vittime militari monteneresi morte nel corso della II GM partecipando alle operazioni militari sui vari fronti di guerra i cui nomi sono elencati in due delle tre targhe che sono state apposte sul muro di cinta della piazza vicino al monumento. La giornata si inseriva nella sere di iniziative promosse dal Progetto tra le quali gli incontri di sensibilizzazione della cittadinanza, culminati nella celebrazione di una messa alla memoria il 6 agosto e nella cerimonia di consegna degli attestati di benemerenza a firma del Primo Cittadino agli anziani del paese il 7 agosto 2006.

Immagini delle memorie di pietra
Bibliografia


Artese Giovanni, La guerra in Abruzzo e Molise (1943-1944), Edigrafital, Teramo, vol. 2, La battaglia del Sangro, la battaglia del Moro e di Ortona, i combattimenti nell'area a nord di Venafro, p. 111
Artese Giovanni, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, saggio inedito, p. 22 e p. 32 (solo su questo episodio)
Cavaliere Albino, Gli eccidi nazisti nell’Alto Sangro-Aventino e le origini della Brigata Maiella, in «Rivista Abruzzese di Studi Storici dal fascismo alla Resistenza», a. IV, n. 2-3, p. 136-137.
Comune di Montenerodomo, Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, vol. I e II, Montenerodomo, 2006
Oddino Bo, Società rurale e resistenza, in Attilio Esposto (a cura di), Democrazia e contadini in Italia nel ventesimo secolo, Robin Edizioni, Roma, 2006, vol. I, p. 359
E. Fimiani (a cura di), L'Abruzzo e Montenerodomo nel secondo dopoguerra: ricostruzione e nuovo esodo, Media, Teramo, 2007, p.11

Sitografia


Siti:
Sezione del sito ufficiale del Comune dedicata al Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, http://www.montenerodomo.net/comeravamo/content/blogcategory/6/19/

Fonti archivistiche

Fonti

ASC Montenerodomo, RAM 1944-1947 e SC
ASC Montenerodomo, Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza
DB Carlo Gentile - Istituto storico germanico di Roma
ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54
ASCH Stato Civile Comune di Montenerodomo
CPI 9/144 e 9/161
AUSSME, N 1/11, b. 2132 bis