Contrada Marangola, Montenerodomo, 8-9.12.1943

(Chieti - Abruzzo)

Contrada Marangola, Montenerodomo, 8-9.12.1943

Contrada Marangola, Montenerodomo, 8-9.12.1943
Descrizione

Località Contrada Marangola, Montenerodomo, Chieti, Abruzzo

Data 8 dicembre 1943 - 9 dicembre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime donne 1

Numero vittime donne anziane 1

Descrizione: Nell’autunno del 1943, la guerra giunse direttamente nella valle del Sangro e nel Medio Sangro dove insiste Montenerodomo. Appena fuori dal nucleo urbano s’installò un presidio tedesco. Il contingente militare requisì alcune case per l’installazione del comando della guarnigione e dei servizi logistici ed intimò alla popolazione di consegnare beni e di prestare la loro opera. Le forze occupanti avrebbero mantenuto il possesso dell’area per tutto l’inverno mantenendo il collegamento strategico con la valle dell’Aventino mediante le due strade che dal Sangro vi si dirigono. Nel giro di pochi giorni gli uomini validi fuggirono dal paese mentre il bestiame veniva nascosto per impedirne la razzia nei boschi vicini. Tra ordini di sgombero, razzie e prevaricazioni sempre più violenti, si arriva alla tattica della vera e propria “terra bruciata” che insanguina questi territori nei mesi invernali tra il 1943 e il 1944 e che colpisce Montenerodomo a fine novembre 1943*. Dopo aver cacciato dalle loro abitazioni i pochi vecchi o malati rimasti, iniziò la distruzione, durata più giorni e sistematica casa per casa ad opera dei reparti dei genieri germanici. Le poche case che non erano state completamente distrutte dalle mine furono definitivamente abbattute l’8 dicembre. La donna, infatti, morì il 9 dicembre proprio per lo scoppio di una mina in seguito a questa operazione che portò alla completa distruzione del patrimonio abitativo del paese. La donna trovò la morte e la sepoltura presso contrada Marangola nella masseria di Coletti Martino.

Modalità di uccisione: minamento

Violenze connesse: minamenti e esplosioni

Tipo di massacro: ripulitura e desertificazione

Annotazioni: Nell’area operavano gli uomini del 3° battaglione di alta montagna staccato della 5° divisione da montagna (Artese). Nell’area di Pizzoferrato, Gessopalena e Montenerodomo operava fino alla fine di dicembre 1943 l’Hochgebirgsjäger-Bataillon 3 (Gentile).

* Non è stato possibile accertare la data precisa dell’avvio della distruzione totale del paese, sicuramente durata più giorni, dal momento che non è stato rintracciato il singolo provvedimento di sgombero. Il dato più attendibile sembra quello del Consiglio Comunale di Montenerodomo del 25.10.48 che riporta come data di distruzione dell’edificio comunale il 27 novembre (ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54); alcune testimonianze, però, raccolte nel Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria” e lo stesso progetto riportano il 26 novembre 1943, mentre in Giovanni Artese, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, op.cit., p. 22 si riporta il 21/22 novembre, e ancora una testimonianza e la relazione del sindaco del Paese datata 15.12.1971 inserita nel “Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza” indica la data del 23 novembre.

La registrazione in Comune dell’atto di morte venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 23.06.1945 da Di Francesco Filomena con la testimonianza di D’Orazio Giuseppe e Santucci Maria, RAM Montenerodomo 1944 n. 65.

I dati anagrafici, come quelli relativi alla data di nascita, non ritrovati presso l’ASC - dove sono andati distrutti - sono stati verificati presso l’ASCH Stato Civile del Comune di Montenerodomo dove però sono stati controllati gli anni dal ’74 all’‘82 e non risulta.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Sebbene la memoria di questi avvenimenti sia stata particolarmente viva ed abbia portato al riconoscimento della Croce al Valore Militare, nel tempo, complice anche la scomparsa dei testimoni sopravvissuti a quegli avvenimenti si è andata progressivamente affievolendo. A rilanciarla è stato un progetto cofinanziato dalla UE, “Per non dimenticare…la nostra memoria”, che ha visto anche la celebrazione di un “Giorno della Memoria”. L’iniziativa, però, è rimasto un unicum nell’ambito dell’attuazione del progetto nell’agosto 2006. L’evento, infatti, nonostante alcuni tentativi operati dal gruppo di lavoro del Progetto, non è stato mai istituzionalizzato e non si ripete a dimostrazione che non vi è ancora una precisa volontà di sedimentare un ricordo vivo e condiviso di quei drammatici fatti. Per il 2015, però, è prevista una giornata commemorativa da realizzarsi il 2 febbraio, giorno in cui ricorre la strage della cd. Candelora, tra le più efferate che ha coinvolto il paese, organizzata dal Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Scheda compilata da Ilaria Del Biondo
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-21 15:10:31

Vittime

Elenco vittime

D’Orazio Rosalba Giovina (d’natalicchie), fu Domenico e fu Di Francesco Maria Vincenza nata a Montenerodomo nel 1867 di anni 76 per AdM, contadina vedova di Di Giorgio Felice, deceduta il 9.12.1943 a Contrada Marangola a Montenerodomo per lo scoppio di mina durante azione di “terra bruciata”

Elenco vittime civili 1

D’Orazio Rosalba Giovina

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Montenerodomo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Monumento composto da una stele in granito su basamento in marmo a forma di croce dedicato alla memoria delle vittime civili e militari. Il monumento è situato in Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo, dove vi è anche il Municipio, ed è accompagnato da tre lapidi in marmo dedicate rispettivamente ai militari caduti e dispersi della I Guerra Mondiale, ai militari caduti e dispersi della II Guerra Mondiale e alle vittime civili durante l’occupazione tedesca nella II Guerra Mondiale; anno di inaugurazione 2 agosto 2006.

  • museo a Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Tipo di memoria: museo

    Ubicazione: Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.

  • onorificenza alla città a Montenerodomo

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 1976

    Descrizione: Croce al valor militare concessa dal Ministero della Difesa con Decreto del Presidente della Repubblica 26 giugno 1975 al Comune di Montenerodomo per attività partigiana (registrato alla Corte dei Conti il 6 marzo 1976, registro n. 6 Difesa, Foglio 319 – Motivazione “Durante sette mesi di occupazione nazifascista, sostenne coraggiosamente le forze partigiane subendo, per la sua attività patriottica, enormi sacrifici culminati nella distruzione dell’intero abitato. Reagendo con fierezza alla barbara tracotanza dell’oppressore offrì un valido contributo di sangue generoso, di combattenti, di sacrifici e di valore alla causa della libertà della patria – Zona di Montenerodomo, novembre 1943-maggio 1944”)

Immagini delle memorie di pietra
Bibliografia


Artese Giovanni, La guerra in Abruzzo e Molise (1943-1944), Edigrafital, Teramo, vol. 2, La battaglia del Sangro, la battaglia del Moro e di Ortona, i combattimenti nell'area a nord di Venafro, p. 111
Artese Giovanni, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, saggio inedito, p. 22
Cavaliere Albino, Gli eccidi nazisti nell’Alto Sangro-Aventino e le origini della Brigata Maiella, in «Rivista Abruzzese di Studi Storici dal fascismo alla Resistenza», a. IV, n. 2-3, p. 136-137.
Comune di Montenerodomo, Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, vol. I e II, Montenerodomo, 2006
Oddino Bo, Società rurale e resistenza, in Attilio Esposto (a cura di), Democrazia e contadini in Italia nel ventesimo secolo, Robin Edizioni, Roma, 2006, vol. I, p. 359
E. Fimiani (a cura di), L'Abruzzo e Montenerodomo nel secondo dopoguerra: ricostruzione e nuovo esodo, Media, Teramo, 2007, p.11

Sitografia


* Non è stato possibile accertare la data precisa dell’avvio della distruzione totale del paese, sicuramente durata più giorni, dal momento che non è stato rintracciato il singolo provvedimento di sgombero. Il dato più attendibile sembra quello del Consiglio Comunale di Montenerodomo del 25.10.48 che riporta come data di distruzione dell’edificio comunale il 27 novembre (ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54); alcune testimonianze, però, raccolte nel Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria” e lo stesso progetto riportano il 26 novembre 1943, mentre in Giovanni Artese, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, op.cit., p. 22 si riporta il 21/22 novembre, e ancora una testimonianza e la relazione del sindaco del Paese datata 15.12.1971 inserita nel “Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza” indica la data del 23 novembre.

La registrazione in Comune dell’atto di morte venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 23.06.1945 da Di Francesco Filomena con la testimonianza di D’Orazio Giuseppe e Santucci Maria, RAM Montenerodomo 1944 n. 65.

I dati anagrafici, come quelli relativi alla data di nascita, non ritrovati presso l’ASC - dove sono andati distrutti - sono stati verificati presso l’ASCH Stato Civile del Comune di Montenerodomo dove però sono stati controllati gli anni dal ’74 all’‘82 e non risulta.

Fonti archivistiche

Fonti

ASC Montenerodomo, RAM 1944-1947 e SC
ASC Montenerodomo, Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza
ASCH Stato Civile Comune di Montenerodomo