Contrada Casale, Montenerodomo, 30.11.1943

(Chieti - Abruzzo)

Contrada Casale, Montenerodomo, 30.11.1943

Contrada Casale, Montenerodomo, 30.11.1943
Descrizione

Località Contrada Casale, Montenerodomo, Chieti, Abruzzo

Data 30 novembre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 1

Numero vittime uomini anziani 1

Descrizione: Nell’autunno del 1943, la guerra giunse direttamente nella valle del Sangro e nel Medio Sangro. Ad ottobre sui monti appena fuori da Montenerodomo s’installò un contingente militare requisendo alcune case per l’installazione del comando della guarnigione e dei servizi logistici ed intimando alla popolazione di consegnare beni e di prestare la loro opera. Le forze occupanti avrebbero mantenuto il possesso dell’area, un ulteriore tassello del complesso sistema difensivo della Linea Gustav, per tutto l’inverno difendendo il collegamento strategico con la valle dell’Aventino mediante le due strade che dal Sangro vi si dirigono. Nel giro di pochi giorni gli uomini validi fuggirono dal paese mentre il bestiame veniva nascosto per impedirne la razzia nei boschi di Paganello – dove si erano rifugiati anche molti profughi provenienti da Sulmona e da altre città, colpite da bombardamenti o già occupate dai tedeschi - e a Monte Maio. A novembre si intensificarono gli ordini di sgombero mentre le razzie e le sopraffazioni si fecero sempre più violente fino alla tattica della vera e propria “terra bruciata” che insanguinò questi territori nei mesi invernali tra il 1943 e il 1944. Nell’ultima decade*, infatti, dopo aver cacciato dalle loro abitazioni i pochi vecchi o malati rimasti, iniziò la distruzione sistematica casa per casa ad opera dei reparti dei genieri germanici presumibilmente del 93° battaglione sotto il comando della 26a Divisione. L’operazione “terra bruciata” durò più giorni iniziando dalla case del rione San Vito. Sulla scia di questi avvenimenti si inserisce l’episodio in questione. Secondo le testimonianze, il 30 novembre 1943, a seguito dell’uccisione involontaria ad opera di due giovani monteneresi di un mulo in possesso dei tedeschi, questi reagirono furiosamente cercando i colpevoli e uccidendo due uomini lungo la strada che conduceva a la Porta di Casale.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: legato al controllo del territorio

Annotazioni: Probabilmente appartenenti alla 1a divisione paracadutisti tedesca (Gen. Heidrich) 3° reggimento (Artese). Nell’area di Pizzoferrato, Gessopalena e Montenerodomo operava fino alla fine di dicembre 1943 l’Hochgebirgsjäger-Bataillon 3 (Gentile).

* Non è stato possibile accertare la data precisa dell’avvio della distruzione totale del paese, sicuramente durata più giorni, dal momento che non è stato rintracciato il singolo provvedimento di sgombero. Il dato più attendibile sembra quello del Consiglio Comunale di Montenerodomo del 25.10.48 che riporta come data di distruzione dell’edificio comunale il 27 novembre (ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54); alcune testimonianze, però, raccolte nel Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria” e lo stesso progetto riportano il 26 novembre 1943, mentre in Giovanni Artese, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, op.cit., p. 22 si riporta il 21/22 novembre, e ancora una testimonianza e la relazione del sindaco del Paese datata 15.12.1971 inserita nel “Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza” indica la data del 23 novembre.

La registrazione in Comune dell’atto di morte di Lalli Nicola venne effettuata “per circostanze gravi imposte dalla guerra” il 22.02.1945 da Di Tommaso Fedele con la testimonianza di D’Antonio Nicola e Rossi Giuseppe, RAM Montenerodomo 1944 n. 2; mentre quella di Di Luca Donato il 03.03.1945 da Rossi Michele con la testimonianza dello stesso Rossi Giuseppe e Nino Tamburrino, RAM Montenerodomo 1944 n. 28

I dati anagrafici di Di Luca, come quelli relativi alla data di nascita, non ritrovati presso l’ASC - dove sono andati distrutti - sono stati verificati presso l’ASCH Stato Civile del Comune di Montenerodomo.

Testimonianza di Maria Rossi (d’cherubine) tratta dal giornale “Pro Locis”, n. 4 ottobre 2002, Gessopalena, p. 8 riportata anche in Comune di Montenerodomo, Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, vol. I, Montenerodomo, 2006, p. 55

Testimonianza di Arnaldo D’Antonio tratta dal giornale “Pro Locis”, n. 4 ottobre 2002, Gessopalena, p. 8 che indica i “due giovani” in Fiorangelo Nero e Domenico D’Antonio.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Sebbene la memoria di questi avvenimenti sia stata particolarmente viva ed abbia portato al riconoscimento della Croce al Valore Militare, nel tempo, complice anche la scomparsa dei testimoni sopravvissuti a quegli avvenimenti si è andata progressivamente affievolendo. A rilanciarla è stato un progetto cofinanziato dalla UE, “Per non dimenticare…la nostra memoria”, che ha visto anche la celebrazione di un “Giorno della Memoria”. L’iniziativa, però, è rimasto un unicum nell’ambito dell’attuazione del progetto nell’agosto 2006. L’evento, infatti, nonostante alcuni tentativi operati dal gruppo di lavoro del Progetto, non è stato mai istituzionalizzato e non si ripete a dimostrazione che non vi è ancora una precisa volontà di sedimentare un ricordo vivo e condiviso di quei drammatici fatti. Per il 2015, però, è prevista una giornata commemorativa da realizzarsi il 2 febbraio, giorno in cui ricorre la strage della cd. Candelora, tra le più efferate che ha coinvolto il paese, organizzata dal Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Scheda compilata da Ilaria Del Biondo
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-21 12:30:03

Vittime

Elenco vittime

1. Di Luca Donato (d’marcaune), fu Giustino e Di Tomaso Vitacolonna nato a Montenerodomo 04.01.1877 di anni 66 contadino, coniugato con Rossi Maria Fedele, deceduto il 30.11.1943 a Contrada Casale di Montenerodomo
2. Lalli Nicola (d’minghlall), di Carmine e Di Luca Rosa nato a Montenerodomo l’08.08.1926 di anni 17, falegname, celibe deceduto a Contrada Casale di Montenerodomo il 30.11.1943

Elenco vittime civili 2

Di Luca Donato,
Lalli Nicola

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Monumento composto da una stele in granito su basamento in marmo a forma di croce dedicato alla memoria delle vittime civili e militari. Il monumento è situato in Piazza Benedetto Croce a Montenerodomo, dove vi è anche il Municipio, ed è accompagnato da tre lapidi in marmo dedicate rispettivamente ai militari caduti e dispersi della I Guerra Mondiale, ai militari caduti e dispersi della II Guerra Mondiale e alle vittime civili durante l’occupazione tedesca nella II Guerra Mondiale; anno di inaugurazione 2 agosto 2006.

  • museo a Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Tipo di memoria: museo

    Ubicazione: Palazzo Comunale di Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.

  • onorificenza alla città a Montenerodomo

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 1976

    Descrizione: Croce al valor militare concessa dal Ministero della Difesa con Decreto del Presidente della Repubblica 26 giugno 1975 al Comune di Montenerodomo per attività partigiana (registrato alla Corte dei Conti il 6 marzo 1976, registro n. 6 Difesa, Foglio 319 – Motivazione “Durante sette mesi di occupazione nazifascista, sostenne coraggiosamente le forze partigiane subendo, per la sua attività patriottica, enormi sacrifici culminati nella distruzione dell’intero abitato. Reagendo con fierezza alla barbara tracotanza dell’oppressore offrì un valido contributo di sangue generoso, di combattenti, di sacrifici e di valore alla causa della libertà della patria – Zona di Montenerodomo, novembre 1943-maggio 1944”)

  • commemorazione a Montenerodomo

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Montenerodomo

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Il 2 agosto 2006 è stato celebrato il “Giorno della memoria” nell’ambito dell’attuazione del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria”. La giornata, che ha visto l’inaugurazione del monumento di cui sopra, ha commemorato le vittime della II Guerra Mondiale comprendente le 55 vittime civili (di cui 47 morte per fucilazione, 6 per scoppio di mine, 1 per bombardamento ed 1 per assideramento) e delle 17 vittime militari monteneresi morte nel corso della II GM partecipando alle operazioni militari sui vari fronti di guerra i cui nomi sono elencati in due delle tre targhe che sono state apposte sul muro di cinta della piazza vicino al monumento. La giornata si inseriva nella sere di iniziative promosse dal Progetto tra le quali gli incontri di sensibilizzazione della cittadinanza, culminati nella celebrazione di una messa alla memoria il 6 agosto e nella cerimonia di consegna degli attestati di benemerenza a firma del Primo Cittadino agli anziani del paese il 7 agosto 2006.

Immagini delle memorie di pietra
Bibliografia


Artese Giovanni, La guerra in Abruzzo e Molise (1943-1944), Edigrafital, Teramo, vol. 2, La battaglia del Sangro, la battaglia del Moro e di Ortona, i combattimenti nell'area a nord di Venafro, p. 111
Artese Giovanni, La linea “Bernhard-Gustav” nella valle dell’Aventino, saggio inedito, p. 22
Cavaliere Albino, Gli eccidi nazisti nell’Alto Sangro-Aventino e le origini della Brigata Maiella, in «Rivista Abruzzese di Studi Storici dal fascismo alla Resistenza», a. IV, n. 2-3, p. 136-137.
Comune di Montenerodomo, Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, vol. I e II, Montenerodomo, 2006
Oddino Bo, Società rurale e resistenza, in Attilio Esposto (a cura di), Democrazia e contadini in Italia nel ventesimo secolo, Robin Edizioni, Roma, 2006, vol. I, p. 359
E. Fimiani (a cura di), L'Abruzzo e Montenerodomo nel secondo dopoguerra: ricostruzione e nuovo esodo, Media, Teramo, 2007, p.11
“Pro Locis”, n. 4 ottobre 2002, Gessopalena, p. 8

Sitografia


Siti:
Sezione del sito ufficiale del Comune dedicata al Progetto di ricerca “Per non dimenticare…la nostra memoria”, http://www.montenerodomo.net/comeravamo/content/blogcategory/6/19/

Fonti archivistiche

Fonti

ASC Montenerodomo, RAM 1944-1947 e SC
ASC Montenerodomo, Dossier Lorenzo D’Orazio Onorificenza
DB Carlo Gentile - Istituto storico germanico di Roma
ASCH Prefettura b. 278 div. 1 serie 2 Montenerodomo casa comunale cat. 54
ASCH Stato Civile Comune di Montenerodomo