SAN LEOPOLDO E MARINA DI GROSSETO 12.06.1944

(Grosseto - Toscana)

SAN LEOPOLDO E MARINA DI GROSSETO 12.06.1944

SAN LEOPOLDO E MARINA DI GROSSETO 12.06.1944
Descrizione

Località San Leopoldo e Marina di Grosseto, Grosseto, Grosseto, Toscana

Data 12 giugno 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 6

Numero vittime uomini 4

Numero vittime uomini ragazzi 2

Numero vittime uomini adulti 2

Numero vittime donne 2

Numero vittime donne adulte 2

Descrizione: Lungo la costa tirrenica, la guerra ai civili legata alla ritirata tedesca colpì il territorio tra Grosseto, Livorno e Pisa dal 6 giugno alla metà di luglio. L’opera di repressione fu di pertinenza del 75. Corpo d’Armata: i tedeschi miravano a sgombrare le vie di comunicazione e a colpire le forze partigiane operanti alle loro spalle. I fatti di San Leopoldo furono preceduti da rastrellamenti nella zona di Castiglione della Pescaia, dove i soldati germanici volevano isolare la formazione partigiana del Gruppo “Tirli” (Raggruppamento “Monte Amiata” settore C). Rientrava in questo raggruppamento anche la banda di Marina di Grosseto, formatasi il 15 settembre 1943 e guidata dal capitano Mario Venturini, la cui azione fu limitata a causa della forte presenza di truppe tedesche in zona, schierate lungo la costa per fronteggiare l’eventuale sbarco alleato. Il 12 giugno 1944, a liberazione ormai imminente, un graduato e due militari tedeschi, incaricati di minare il ponte sulla Fiumara di San Leopoldo, si recarono presso il casello del genio civile, dove vivevano il responsabile Fortunato Falzini e alcune famiglie di sfollati. Forse i tedeschi avevano emanato un ordine di sfollamento della zona, già precedentemente allagata, per ragioni strategiche. La presenza di civili sul posto potrebbe esser stata interpretata come una trasgressione. I soldati uccisero Falzini e Luigi e Livio Botarelli, padre e figlio, abitanti vicino al casello. Al rumore degli spari, altri sfollati in zona tentarono la fuga lungo l’argine, ma Olga e Giancarlo Lari, madre e figlio, furono colpiti a morte, mentre Roma Madioni rimase ferita e morì qualche giorno dopo. I tedeschi spararono e gettarono delle bombe a mano anche contro una cisterna, provocando un ferimento. L’alto numero di sfollati presso il casello potrebbe esser stato il fattore all’origine della violenza. L’eventuale complicità fascista, sostenuta dalla popolazione locale, non fu mai accertata a livello giudiziario.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: ritirata

Estremi e note penali: I familiari delle vittime accusarono di complicità alcuni fascisti locali. Come si evince dalla lettera inviata dal prefetto di Grosseto Amato Mati al Ministero dell’Interno (23 luglio 1945), sorsero sospetti di partecipazione alla strage a carico di otto persone, ma l’impossibilità di avvalorare gli indizi con elementi concreti condusse al loro proscioglimento in istruttoria.

Annotazioni: Dopo la strage si registrò un furto presso l’abitazione della famiglia Botarelli. Come si ricava dalla lettera inviata dal Prefetto di Grosseto Amato Mati al Ministero dell’Interno (23 luglio 1945), tre persone furono rinviate a giudizio per furto pluriaggravato. Si trattava dei coniugi Pietro Agnoletti e Maria Alfani, nonché del padre di Pietro, Fortunato Agnoletti. Pietro Agnoletti, classe 1914, iscritto al PNF dal 24 maggio 1936 e membro della 98. Legione MVSN dal 1940, era un bracciante agricolo di Marina di Grosseto, tornato a casa dopo l’otto settembre 1943, in qualità di reduce del 22. Battaglione CC NN stanziato in Albania. Fonti di Questura lo descrivono come un individuo esaltato e indisciplinato, seppur non vi fossero elementi rilevanti a suo carico. Fu radiato dal Casellario Politico Centrale il 18 aprile 1949.
Da un documento rinvenuto nel Fondo CPLN dell’Isgrec, redatto a più mani e firmato anche dal sindaco di Grosseto dell’epoca Lio Lenzi (22 luglio 1944), si rileva una differente dinamica dell’evento rispetto alla relazione del prefetto Amato Mati del 14 giugno 1945, ad oggi l’unico e più esauriente documento per la ricostruzione dell’episodio. Secondo quanto riferito da Lenzi, reparti tedeschi di SS, dopo aver rastrellato e minato la zona, si recarono presso il podere della famiglia Botarelli, sito nei pressi del casello del genio civile, e dopo aver mangiato e bevuto costrinsero il capofamiglia Luigi a porsi sull’attenti, prima di sparargli addosso una raffica di mitra, uccidendolo sul colpo. I presenti, in preda al terrore, cercarono rifugio dentro una cisterna sotterranea posta nei paraggi, contro la quale i tedeschi spararono alcuni colpi di pistola e gettarono alcune bombe a mano, uccidendo altre quattro persone e ferendone gravemente altre due (Armando Lari e Roma Madioni). I morti furono seppelliti nell’argine del fossato di San Giovanni, mentre i feriti, dopo le prime cure sul posto fornite dall’infermiere della Croce Rossa Del Conte, furono trasportati dalle truppe alleate presso l’ospedale di Tarquinia, dove Roma Madioni morì qualche giorno dopo.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Tra i familiari delle vittime e la cittadinanza di Marina di Grosseto si è da sempre assistito a un forte risentimento per la mancata giustizia e per il fatto che non siano mai state accertate le presunte responsabilità da parte di fascisti locali, che secondo la memoria popolare avrebbero agito come complici dei tedeschi. Solo in tempi recenti questo episodio è entrato a far parte della memoria collettiva ufficiale. Per un lungo periodo, principalmente a causa della mancata giustizia, questo frammento di storia è stato solo un patrimonio di ricordi di singoli, testimoni diretti o indiretti.

Scheda compilata da Marco Grilli
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-17 21:28:44

Vittime

Elenco vittime

Botarelli Livio, nato il’11/07/1927 a Foiano della Chiana (Arezzo) e risiedeva a San Leopoldo, Marina di Grosseto.
Botarelli Luigi, nato il 23/01/1891 a Foiano della Chiana (Arezzo) e risiedeva a San Leopoldo, Marina di Grosseto.
Falzini Fortunato, nato a Castiglione della Pescaia (Grosseto) il 20/2/1904 e risiedeva a San Leopoldo, Marina di Grosseto;.
Lari Giancarlo, nato il 16/10/1926 a Pietrasanta (Lucca) e risiedeva a Marina di Grosseto.
Lari Olga, di anni 46, madre di Giancarlo.
Madioni Roma, di anni 43, imparentata con la famiglia Lari (aveva da poco sposato Raffaele ed era cognata di Armando).

Elenco vittime partigiani 6

Botarelli Livio.
Botarelli Luigi.
Falzini Fortunato.
Lari Giancarlo.
Lari Olga.
Madioni Roma.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • museo a Grosseto, ISGREC

    Tipo di memoria: museo

    Ubicazione: Grosseto, ISGREC

    Descrizione: Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Ogni anno, in occasione della ricorrenza del 12 giugno, presso la chiusa di San Leopoldo (precedentemente al pattinodromo di Marina di Grosseto), si tiene la commemorazione ufficiale in onore delle sei vittime civili, presenziata da rappresentanti delle autorità locali di Grosseto.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Anno di realizzazione: 2014

    Descrizione: Il 27 aprile 2014, in occasione del Festival Resistente realizzato ogni anno dall’Associazione Festival Resistente dell’Arci di Grosseto, l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec), in collaborazione con la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), ha organizzato una gita ciclistica rivolta a tutta la cittadinanza lungo il percorso della memoria Grosseto-San Leopoldo, nell’ambito degli eventi Fiab “Resistere, Pedalare, Resistere”.

  • altro a Grosseto, San Leopoldo

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Grosseto, San Leopoldo

    Anno di realizzazione: 2015

    Descrizione: In occasione del 71. Anniversario della Liberazione, il 12 giugno 2015, l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec) e il Comune di Grosseto hanno posto alla chiusa di San Leopoldo un pannello esplicativo sulla strage, realizzato dallo stesso Isgrec.

  • cippo a Grosseto, San Leopoldo

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Grosseto, San Leopoldo

    Anno di realizzazione: 2012

    Descrizione: A San Leopoldo, sul luogo della strage, il 12 giugno 2012 è stata posta un cippo con una targa recante i nomi delle vittime per volere della cittadinanza di Marina di Grosseto, grazie al particolare interessamento del Circolo Aics Casotto Pescatori. Sull’iscrizione della targa si legge: “Fiori appena sbocciati, innocenti disarmati, qui furono trucidati. La cittadinanza”.

  • lapide a Grosseto, Marina di Grosseto, pattinodromo

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Grosseto, Marina di Grosseto, pattinodromo

    Descrizione: Una lapide coi nomi delle vittime della strage si ritrova presso il pattinodromo di Marina di Grosseto.

Bibliografia


Roger Absalom, Paola Carucci, Arianna Franceschini, Jan Lambertz, Franco Nudi, Simone Slaviero (a cura di), Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45. 2. Guida alle fonti archivistiche. Gli archivi italiani e alleati, Roma, Carocci, 2004, p. 174.
Comitato per le celebrazioni del XX della Resistenza, La Provincia di Grosseto alla macchia. Atti e documenti delle formazioni partigiane e del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale, Amministrazione provinciale, Grosseto, 1965, p. 154.
Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, 1943-’45, La liberazione in Toscana. La storia, la memoria. Testimonianze, ricordi dai comuni toscani, Giampiero Pagnini editore, Firenze, 1994.
Francesca Ferri, “San Leopoldo, 70 anni di strage impunita” in “Il Tirreno” (12/6/2013).
Gianluca Fulvetti, Uccidere i civili. Le stragi naziste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009, pp. 95-96.
Giovanni Verni, Cronologia della Resistenza in Toscana, Roma, Carocci, 2005, cd allegato.

Sitografia


iltirreno.geolocal.it
www.adnkronos.com
www.arcigrosseto.com
www.comune.grosseto.it
www.fiab-onlus.it
www.grossetocontemporanea.it
www.ilgiunco.net
www.isgrec.it
www.maremmanews.it
www.maremmaonline.com
www.toscananovecento.it

Fonti archivistiche

Fonti

ACS, Ministero dell’Interno, Direzione generale Pubblica Sicurezza, Divisione affari generali, 1952, b. 52 “Danni e brutalità commesse dai tedeschi”, Relazione al Ministero dell’Interno del Prefetto di Grosseto Amato Mati (14/6/1945).
AS Grosseto, Fondo R. Prefettura, b. 797, f. Relazioni della Resistenza.
ISGREC, Fondo Anpi, Serie I, b. 29, 12 giugno 1944, Strage di San Leopoldo;
ISGREC, Fondo Anpi, Serie II, b. 17, Elenchi fucilati per rappresaglia dai nazifascisti; pratiche per pensioni ai discendenti; pratiche per sussidi ai familiari e per pensioni.
ISGREC, Fondo Cpln, b. 10, f. 268 Ferrari Amedeo.
ISGREC, Fondo Cpln, b. 24, f. “Commissioni varie”, s.f. “Commissione per le criminalità di guerra”, Nota di invio alla Sottocommissione per la documentazione della criminalità di guerra della relazione sui fatti di San Leopoldo, stilata dal sindaco Lio Lenzi (13/12/1944). Nella busta vi è solo la nota ma non la relazione.
ISGREC, Fondo Cpln, b. 32, f. 1206 Pascucci Ruggero.