SECCHIANO CAGLI 07.05.1944

(Pesaro e Urbino - Marche)

SECCHIANO CAGLI 07.05.1944

SECCHIANO CAGLI 07.05.1944
Descrizione

Località Secchiano, Cagli, Pesaro e Urbino, Marche

Data 7 maggio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Abbandonato alla nascita, viene subito affidato al brefotrofio di Città di Castello; la madre naturale, di cui assume il cognome, lo riconosce poi il 21 giugno 1924. Negli anni successivi passa al Collegio degli Orfani di Gubbio, dove tenta più volte di scappare ma compie le prime fondamentali esperienze personali, culturali e politiche. Fra i suoi insegnanti c'è l'eugubino Bruno Enei (poi partigiano “Tito Speri” nella “San Faustino Proletaria d'urto”), mentre fra i compagni stringe subito un profondo legame con Riccardo Tenerini, poi dirigente comunista della Resistenza nel Perugino. Proprio questa vicinanza gli permette, terminato l'Avviamento professionale, di entrare in contatto con gli antifascisti perugini e con l'universo che ruota attorno ad Aldo Capitini. Il filosofo si prende cura di questi ragazzi e, in maniera come sempre disinteressata in questi casi, della loro educazione. L'aiuto economico è garantito dalla solidarietà degli antifascisti perugini (in particolare le famiglie Cardinali e Tomassini), fra cui vi sono alcuni parenti di Tenerini, cosicché i due ragazzi possono iscriversi all'Istituto magistrale di Perugia. Terminati gli studi magistrali, sempre grazie al sostentamento degli antifascisti perugini riesce a trovare un impiego alle Poste, dopo avere lavorato nella libreria aperta dall'ottico libertario Luigi Catanelli anche come copertura dell'attività clandestina. Dal punto di vista politico, forte di anni di insegnamento capitiniano, ha ormai da tempo maturato una profonda e cosciente opposizione al fascismo. Insieme a Tenerini sta però vivendo una metamorfosi che li porta, nel periodo successivo all'entrata in guerra dell'Italia, ad allontanarsi dalla nonviolenza e dal liberalsocialismo del maestro per abbracciare un comunismo ammantato dalla fiera propensione all'attivismo. In collaborazione con l'inseparabile amico, e con l'aiuto logistico di Cesare Cardinali e Alfredo Tomassini (zio di Tenerini), è responsabile del gesto più eclatante compiuto dagli antifascisti di Perugia prima dell'autunno 1943: la mattina del 6 giugno 1941 la città si sveglia con i muri di diversi luoghi significativi imbrattati di scritte nere contro il “duce”, la “guerra fascista” e inneggianti all'opposizione al regime. La polizia, nonostante l'immediata presa di provvedimenti e qualche decina di arresti, non riesce ad individuare in Ciabatti e Tenerini i responsabili. Nel dicembre 1942 arriva la chiamata alle armi con assegnazione a Campobasso, ma anche in tale contesto non esita a fare propaganda e proselitismo fra i commilitoni. Nel maggio 1943 la polizia perugina sferra un ulteriore attacco alla rete degli oppositori e vengono colpiti anche Tenerini (catturato nell'isola quarnerina di Veglia-Krk, dove insegna) e Ciabatti. Relegati in isolamento alla Rocca di Spoleto, rivedono la luce solo a fine luglio 1943. Alla fine di agosto entra formalmente, con Tenerini, nell'organizzazione comunista di Perugia. Con l'8 settembre l'indicazione del Comitato antifascista e del PCI locale è di correre al Distretto militare, chiedere armi e la collaborazione del presidio in vista dell'arrivo dei tedeschi. Ciabatti vi si reca, insieme a Tenerini e a diversi altri giovani, ma la risposta è negativa e un violento alterco con un ufficiale porta anche ad alcuni arresti. Ad ottobre l'iniziativa del PCI sfocia nella costituzione di una prima formazione che si sistema nei pressi del capoluogo, di cui Ciabatti fa parte insieme – fra gli altri – a Tenerini. A lui spetta l'incarico di mantenere i contatti con i gruppi che vanno costituendosi nell'alta valle del Tevere. Il passaggio dalla fase organizzativa a quella operativa è lungo e difficoltoso, solo a gennaio la formazione inizia l'attività militare trasferendosi sulle colline fra Deruta, Cannara, Bevagna, Bettona, Collazzone e Gualdo Cattaneo. La brigata, intitolata al comunista folignate Francesco Innamorati da poco caduto, vede Ciabatti ai massimi gradi di responsabilità militare. Lo sbandamento dovuto al rastrellamento del 6 marzo riporta tutti i reduci dallo scontro verso Perugia, ma Ciabatti, insieme a Tenerini e Ugo Marinelli, riesce a compiere una difficile missione di recupero delle armi, poi nascoste nel capoluogo. Ad aprile, mentre la formazione si va riorganizzando in vista dello spostamento verso il lago Trasimeno, patisce un serio aggravamento delle condizioni di salute, con le restrizioni della vita alla macchia che hanno pregiudicato un organismo da sempre minato da una grave patologia polmonare. Per questo viene deciso di concedergli un periodo di riposo presso alcuni parenti di Arezzo, al termine del quale (fine maggio) avrebbe raggiunto la brigata “San Faustino Proletaria d'Urto” a Pietralunga. Nell'avviarsi verso l'alta valle del Tevere trasgredisce però agli accordi e devia per raggiungere subito i compagni. Qui è bloccato subito da Bruno Enei, il quale vistolo in quelle condizioni si cura di organizzarne lo spostamento verso i parenti. Nel primo pomeriggio del 7 maggio, mentre riposa presso una famiglia di contadini non lontano da Secchiano, è sorpreso dai tedeschi che lo obbligano ad alzarsi e mettersi in cammino, freddandolo poco dopo con una raffica di mitra. Due ragazzini sono costretti a scavare la stretta e poco profonda fossa dove viene collocato.
La brigata di cui ha fatto parte fino a marzo assume subito il suo nome.
Quando, qualche mese dopo, Alberto Cardinali va a cercare il suo corpo per riportarlo a Perugia, trova la fossa ricoperta da un letto di papaveri rossi e nella tasca della giacca un fazzoletto insanguinato e l'inseparabile pipa.
Il 6 maggio 1945 si tengono a Perugia i funerali solenni e viene inizialmente sepolto nella tomba della famiglia Cardinali.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Secondo una memoria per lungo tempo consolidata, e confermata da alcune fonti bibliografiche, Ciabatti sarebbe nato nel 1924 e lasciato dai genitori al Collegio degli Orfani di Gubbio l'anno successivo, al momento della loro partenza per l'America.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): È tuttora, senza dubbio, il simbolo insieme a Mario Grecchi della Resistenza perugina. Anche nel caso di Ciabatti la memoria e tramandata anche dall\'intitolazione di scuole ed edifici pubblici di vario genere, oltre che dalla toponomastica (non solo nel capoluogo).

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-01 17:25:22

Vittime

Elenco vittime

Ciabatti Primo, di Parioli Primo Dino e Ciabatti Letizia, nato a Citerna (Perugia, ma fino al 1923 in provincia di Arezzo) il 21 aprile 1920, residente a Perugia, postelegrafonico, celibe, partigiano; riconosciuto partigiano della brigata “Francesco Innamorati” dal 15 ottobre 1943 al 7 maggio 1944, «caduto a Secchiano di Cagli».

Elenco vittime partigiani 1

Ciabatti Primo.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Perugia, sede delle Poste centrali

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Perugia, sede delle Poste centrali

    Descrizione: Il suo nome, con la qualifica di partigiano, è compreso sulla lapide che all\'ingresso delle Poste centrali di Perugia ricorda i postelegrafonici caduti durante la Seconda guerra mondiale.

  • altro a Perugia, scuola elementare "Primo Ciabatti"

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Perugia, scuola elementare \"Primo Ciabatti\"

    Descrizione: All\'interno della Scuola elementare “Primo Ciabatti” di Perugia (oggi parte dell\'Istituto comprensivo “Perugia 2”) c\'è un mezzobusto che lo raffigura, con annessa lapide commemorativa (qui tra l\'altro, come non sempre accade, è riportata la data di nascita corretta).

  • monumento a Perugia, cimitero civico

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Perugia, cimitero civico

    Anno di realizzazione: 1964

    Descrizione: Monumento funebre (con sepoltura) presso l\'area monumentale del Cimitero civico di Perugia, eretto dal Comune di Perugia nel 1964 (a pochi passi da quello di Mario Grecchi).

  • altro a Perugia, Secchiano

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Perugia, Secchiano

    Anno di realizzazione: 2008

    Descrizione: Stele sul luogo dell\'uccisione (Secchiano, Cagli), eretta dal Comune di Perugia il 9 maggio 2008 (in questo caso l\'anno di nascita è riportato in maniera errata, 1924).

  • lapide a Citerna

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Citerna

    Anno di realizzazione: 2014

    Descrizione: Lapide in sua memoria scoperta a Citerna (Perugia) il 26 luglio 2014, per iniziativa della sezione Anpi di San Giustino-Citerna.

Bibliografia


ANPI Sezione San Giustino-Citerna, Primo Ciabatti. Memorie di una breve vita per una grande idea, [s.n.t.] [2014].
Istituto Umbro di Studi e Ricerche “Pietro Farini” (a cura di), Mario Grecchi e Primo Ciabatti. Due vite per la libertà, Grafica Salvi, Perugia 1965.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2013, passim, in particolare pp. 320-324.
Riccardo Tenerini, Diario partigiano, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 125-141; Rapporto sull'organizzazione dei partigiani e sull'attività del gruppo F. Innamorati, Ibid., pp. 118-124.

Sitografia


DHI Roma, La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945.

Fonti archivistiche

Fonti

AS Perugia, Cln provinciale, b. 15, f. 29, sf. C, c. 34.
ASC Citerna, Registri atti di nascita, anno 1920.
Cimitero civico di Perugia, Registro delle tumulazioni, anno 1944.