POLIGONO DI TIRO PERUGIA 06-17.03.1944

(Perugia - Umbria)

POLIGONO DI TIRO PERUGIA 06-17.03.1944

POLIGONO DI TIRO PERUGIA 06-17.03.1944
Descrizione

Località Perugia, Perugia, Perugia, Umbria

Data 6 marzo 1944 - 17 marzo 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Nato a Milano, raggiunge Perugia nei primissimi anni di vita, per ragioni professionali del padre. Nella città natale vi torna però, adolescente, per frequentare la Scuola militare, preludio al passaggio in Accademia. Concluso il ciclo di studi, a fine 1943, i superiori sono talmente entusiasti di lui e delle sue capacità da caldeggiarne la permanenza promuovendolo ad istruttore, ma lui decide di tornare a Perugia, sentendo la necessità di giocare un ruolo attivo nella Resistenza (le sue posizioni sono vicine al Partito d'Azione). Presi i necessari contatti in città, dove inizialmente svolge alcuni compiti, ad inizio febbraio 1944 lascia casa per raggiungere la brigata “Leoni” sopra Castelleone di Deruta. Lo spostamento, grazie alla complicità di due noti antifascisti perugini, avviene per la prima parte sull'auto rubata per l'occasione in una piazza del centro storico al gerarca Cavallotti Felicioni. Nonostante la giovanissima età, visto il carattere e le capacità militari già acquisite riceve subito incarichi di notevole responsabilità, in un momento in cui la “Leoni”, insieme alla “Francesco Innamorati” con cui condivide la zona operativa, ha iniziato a compiere azioni rilevanti con cadenza pressoché quotidiana; diverse di queste sono guidate appunto da Grecchi.
Quando la mattina del 6 marzo si distribuiscono rapidamente i compiti per cercare di fronteggiare la massa di soldati tedeschi in arrivo, si offre di prendere il comando della squadra che avrebbe dovuto tamponare l'urto più consistente, cercando così di favorire lo sganciamento dei partigiani dal rastrellamento. Vede morire due suoi compagni, i sardi Paolo Appeddu e Antonio Tocco, ma solo dopo le 15 cede, più volte colpito e gravemente ferito. A terra, riesce comunque ad estrarre la pistola ed uccidere l'ufficiale che cerca di bloccarlo. A quel punto la rabbia dei tedeschi si scatena in maniera sconsiderata e le percosse sarebbero proseguite anche nei giorni successivi, perché a differenza degli altri otto compagni, fucilati al Poligono di Tiro di Perugia l'8 marzo, lui è tenuto in vita. Sono consapevoli di avere in mano uno degli individui più importanti di questa formazione e cercano di estorcergli con la violenza e la tortura quante più informazioni possibile. La notte prima della fucilazione viene ricoverato al Policlinico e sottoposto a diverse trasfusioni di sangue, perché i tedeschi vogliono assolutamente che muoia solo con le loro fucilate. La mattina successiva è trasportato di peso al Poligono, sorretto da due militari perché non è in grado di reggersi. Al sacerdote che gli presta i conforti religiosi, don Arsenio Ambrogi, manifesta un'assoluta tranquillità e riesce anche a dare un foglietto con poche righe per la famiglia, uno dei rari casi di scritture di condannati a morte della Resistenza umbra pervenuteci («Mamma, papà, fratelli. Vi lascio terribilmente addolorato per non avervi potuto rivedere. Perdonatemi per avervi procurato qualche dispiacere. Vi ho sempre voluto tanto bene. Perdonate quest'ultimo male e inviatemi la vostra Santa Benedizione. Muoio con la sicurezza di non aver fatto mai male a nessuno. Pregate per me. Per sempre vostro. Mario»). Il foglietto, tramite il sacerdote, viene fatto recapitare alla sorella, insegnante ad Assisi.
La serenità si rompe con un impeto di rabbia soltanto negli ultimi attimi di vita, perché mentre è portato al palo per la fucilazione incrocia lo sguardo del compagno coetaneo Augusto Del Buontromboni, cui l'esecuzione è stata appena revocata ma è costretto ad assistere a quella dell'amico dopo essersi offerto di sostituirlo, essendo formalmente lui il responsabile militare della formazione: «Augusto, sono contento di morire per la Patria, non dimenticare, vendicami, avevamo poche armi, potevamo uccidere ancora».
La fucilazione avviene alle 12.15.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: Procedimento contro Santucci Galliano [...] arrestato il 31 maggio 1945, in libertà provvisoria il 20 luglio 1945, imputato di collaborazionismo politico col nemico. Accusato di essere stato «diligentissimo delatore dell'attività spiegata dai patrioti della zona, sollecitando più volte il capo della provincia e il segretario federale perché disponessero il rastrellamento delle formazioni […]; richiedendo [...] l'intervento di dette autorità repubblicane affinché venissero effettuati detti rastrellamenti [...] e facendo distribuire armi ai fascisti per fronteggiare la situazione; per aver fatto apprezzamenti laudatori in merito al rastrellamento di Castelleone, che seguì da parte dei tedeschi in data 6 marzo 1944 con conseguenze luttuose [...]». Si dice inoltre «fascista antemarcia, squadrista, sciarpa littorio, più volte segretario politico del fascio, che dopo l'8 settembre 1943 ha provveduto a ricostruire. Di umili origini, insieme ai due fratelli si è arricchito talmente tanto da risultare uno dei derutesi più facoltosi. Dirige un laboratorio di maioliche con diversi operai. Abilissimo delatore». Il 20 novembre 1945 la Corte d'Assise di Perugia lo assolve per insufficienza di prove.
Procedimento penale contro Campi Alessandro, fu Vittorio e di Grazia Anna, nato a Deruta il 21 agosto 1898, ivi residente, segretario politico di quel Fascio repubblicano [sic].

Annotazioni: Da un procedimento a suo carico, risulta che per espressa volontà di Galliano Santucci, segretario politico del Fascio di Deruta nonché commissario prefettizio del medesimo Comune, sono stati lasciati insepolti per una settimana i cadaveri di due patrioti caduti durante il rastrellamento del 6 marzo (non vengono però fatti i nomi), che poterono poi essere composti nella bara solo usando il denaro trovatogli addosso; altro elemento di brutalità risiede nel fatto, come documentano i registri cimiteriali di Perugia, che anche Grecchi, come gli otto fucilati l'8 marzo, è trasportato al cimitero «Senza cassa».
Subito dopo l'arrivo degli Alleati a Perugia il 20 giugno 1944, viene costituita con i partigiani in città una brigata intitolata a Mario Grecchi, con il benestare dell'AMG. Suo compito è quello di coadiuvare (per non oltre qualche settimana) appunto le autorità alleate nella gestione dell'ordine pubblico. Al suo comando viene posto il cap. Valeriano Cucchi, ufficiale di complemento del Regio esercito, già partigiano della “Leoni” poi volontario nel “Cremona”. Muore in combattimento nei pressi di Ravenna il 3 marzo 1945.

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-06-21 09:12:07

Vittime

Elenco vittime

Grecchi Mario di Paolo e Binucci Maria, nato a Milano il 30/09/1926, residente a Perugia, celibe, già allievo del Collegio militare di Milano, partigiano; riconosciuto partigiano della brigata “Leoni” dal 28 gennaio al 17 marzo 1944, «commissario di guerra, fucilato a Perugia», gli viene attribuito il grado di tenente. Insieme a lui sono riconosciuti il padre Paolo e i fratelli Daniela, Franco e Maria.

Elenco vittime partigiani 1

Grecchi Mario.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alessandro Campi

    Nome Alessandro

    Cognome Campi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile fu Vittorio e di Grazia Anna, nato a Deruta (Perugia) il 21 agosto 1898, ivi residente, segretario politico di quel Fascio repubblicano, imputato in procedimento giudiziario presso il Tribunale di Perugia.

  • Crispolto Fanini

    Nome Crispolto

    Cognome Fanini

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile carbonaio, residente a Signoria (Torgiano), oggetto di indagini nell\'ottobre 1944 da parte della questura di Perugia. Non sottoposto a procedimento giudiziario perché morto nel corso dell\'estate precedente.

    Note procedimento la questura di Perugia riferisce nell\'ottobre 1944. «Nella notte dal 2 al 3 marzo 1944, alcuni esponenti della banda di patrioti capitanata da Taba Dario [“Innamorati”] si recarono presso l\'abitazione del carbonaio Fanini Crispolto, [...] facendosi consegnare 7 muli, parecchia biancheria, alcune coperte imbottite e coperte di lana, un apparecchio radio, del lardo, un prosciutto e altri oggetti vari, il tutto per un valore abbastanza rilevante. Durante la stessa notte, una pattuglia di patrioti della medesima banda […], saputo che in una casa colonica sita nei pressi della frazione Pomonte di Gualdo Cattaneo, vi era del bestiame custodito da militari tedeschi, eludendo la vigilanza di questi ultimi, entrava nella stalla ed asportava 4 capi bovini. I militari tedeschi iniziarono immediatamente le ricerche del bestiame e minacciarono un rastrellamento. Nel frattempo elementi di altra banda, che operava nelle vicinanze della prima, si introdussero in una abitazione di campagna dove 4 tedeschi stavano mangiando, e fecero fuoco su questi ultimi uccidendone tre e lasciando ferito il 4, il quale, ricondotto al proprio reparto, riferì minutamente quanto era accaduto. Dopo qualche giorno, ed esattamente il 6 marzo, da parte del Comando Tedesco, fu organizzato un rastrellamento in grande stile e su vasta zona[...]. Secondo alcuni, il promotore del rastrellamento sarebbe stato Fanini Crispolto che avrebbe fatto le sue rimostranze all\'ex capo della Provincia Rocchi […]. Ma, anche se si volesse procedere nei confronti di quest\'ultimo, oggi non è più possibile, dato che esso è morto alla fine di luglio u.s. D\'altra parte sembra più probabile che siano stati i fatti avvenuti ulteriormente e contro i militari tedeschi che provocarono il rastrellamento».

  • Galliano Santucci

    Nome Galliano

    Cognome Santucci

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile fu Antonio e Giommetti Elisa, nato a Deruta (Perugia) il 20 gennaio 1896, ivi residente, segretario politico del Fascio repubblicano di Deruta e commissario prefettizio del medesimo comune, imputato in procedimento giudiziario presso il Tribunale di Perugia.

    Note procedimento l\'esito per lui positivo del procedimento che subisce, nonostante le accuse siano molto circostanziate e surrogate da numerose precise testimonianze, si compie anche per intervento in suo favore di numerosi antifascisti derutesi (fra cui Alberto Del Buontromboni) e dell\'ebreo Alberto Finzi, che testimonia di avere ricevuto protezione da Santucci.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Anno di realizzazione: 1944

    Descrizione: Medaglia d\'oro al Valore militare alla memoria (conferita nel secondo semestre del 1944): «allievo della scuola militare di Milano, partigiano comandante di una banda della brigata “leoni” (alla memoria). Giovanissimo e ardito vice comandante di una banda di partigiani operante nella zona dei monti di Bettona, Deruta, Collemaggio [i.e. collemancio], fu sempre di esempio nel condurre i suoi uomini nelle azioni più rischiose. accerchiata la zona ad opera di una divisione tedesca, si offriva volontario con sei uomini per tenere una posizione chiave e dar tempo al resto della banda di mettersi in salvo – sosteneva il combattimento contro un battaglione tedesco riuscendo senza alcuna arma automatica a tenere la posizione dalle 9 del mattino alle 17 del pomeriggio. ferito gravemente da 12 pallottole veniva catturato – all’ufficiale tedesco che gli intimava la resa, rispondeva con un colpo di pistola uccidendolo. moribondo gli veniva fatta una trasfusione di sangue per farlo vivere fino al mattino e fucilarlo – affrontava serenamente il plotone di esecuzione e, dopo avere rifiutata la benda, cadeva al grido di “viva l’Italia”».

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Ogni anno, sia nell\'anniversario del rastrellamento per quello che riguarda i monumenti nell\'area di Castelleone, che per il 25 aprile, tutti questi monumenti sono luogo di solenni celebrazioni (sia da parte delle Anpi che dei Comuni). In particolare a Perugia, l\'Amministrazione da decenni concentra la fase più solenne della commemorazione il 25 proprio in borgo XX giugno, di fronte alla lapide sulla porta d\'ingresso del (tuttora esistente ed attivo) Poligono di Tiro. In particolare la figura di Mario Grecchi è fra le più note e ancora conosciute di tutta la Resistenza umbra.

  • lapide a Perugia, Poligono di tiro

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Perugia, Poligono di tiro

    Anno di realizzazione: 1945

    Descrizione: Lapide ai 9 partigiani fucilati fra l\'8 e il 17 marzo 1944 al Poligono di Tiro di Perugia (ingresso del Poligono, borgo XX giugno 29); inaugurata il 20 giugno 1945.

  • monumento a

    Tipo di memoria: monumento

    Descrizione: Monumento ai Caduti militari e partigiani (Castelleone, Deruta); inaugurato l\'8 aprile 1945, è composto anche da un piccolo cubo in pietra con una breve epigrafe, originariamente collocato al Poligono di Tiro di Perugia come primo ricordo delle fucilazioni lì avvenute nel marzo 1944.

  • monumento a Bettona

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bettona

    Descrizione: Monumento alle brigate “Leoni” e “Francesco Innamorati”, sul luogo in cui si sono concentrati i maggiori scontri durante il rastrellamento il 6 marzo 1944 (lungo la strada che congiunge Castelleone di Deruta a Bettona, già nel territorio di questo comune).

  • lapide a Deruta, piazza dei Consoli

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Deruta, piazza dei Consoli

    Anno di realizzazione: 2004

    Descrizione: Lapide a lui dedicata, posta sulla facciata della torre campanaria in piazza dei Consoli a Deruta (scoperta il 6 marzo 2004).

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    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Perugia, via dell\'Aquilone

    Descrizione: Lapide a lui dedicata sulla facciata dell\'edificio in centro storico a Perugia (via dell\'Aquilone) dove risiedeva la famiglia, che riporta la motivazione della concessione di Movm alla memoria (s.d.).

  • lapide a Perugia, policlinico

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Perugia, policlinico

    Descrizione: Lapide a lui dedicata all\'ingresso principale del Policlinico di Perugia (ricollocata il 25 aprile 2013, la lapide esisteva da decenni nella vecchia sede del Policlinico, ora demolita, all\'interno del padiglione che lo vide ricoverato la notte prima dell\'esecuzione).

  • monumento a Perugia, cimitero civico

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Perugia, cimitero civico

    Descrizione: Monumento funebre, con sepoltura sotterranea, nell\'area monumentale del Cimitero civico di Perugia (non è certa la data di realizzazione, ma dai registri cimiteriali la sua salma risulta traslata dalla prima sepoltura il 23 ottobre 1948).

  • altro a

    Tipo di memoria: altro

    Descrizione: Molto diffusa, non solo nelle aree investite dal rastrellamento, è la toponomastica a lui dedicata, oltre a scuole ed edifici pubblici.

Bibliografia


Istituto Umbro di Studi e Ricerche “Pietro Farini” (a cura di), Mario Grecchi e Primo Ciabatti. Due vite per la libertà, Grafica Salvi, Perugia 1965, pp. 11-14.
Rapporto sull'organizzazione dei partigiani e sull'attività del gruppo F. Innamorati, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 118-124.
Paolo Bartoli (a cura di), Parole di Pietra. Le lapidi commemorative di Perugia dal 1860 al 2004, Benucci, Perugia 2004, pp. 190-191.
Alberto Mancini, Diario di un partigiano, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 149-165.
Rita Boini, Eroe morto troppo presto. Mario Grecchi nel ricordo del suo amico più caro, “Il Sabato” (supplemento culturale del “Corriere dell'Umbria”), 9 dicembre 2000, pp. 8-9.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2013, passim, in particolare pp. 133-135, 143-149, 177-194.
Cinzia Spogli (a cura di), Mario Grecchi. Brigata “Leoni”, [s.n.t].
Riccardo Tenerini, Diario partigiano, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 125-141.

Sitografia


DHI Roma, La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945.
Mario Grecchi su \"Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana\" [http://www.ultimelettere.it/?page_id=52&ricerca=738&doc=980], URL consultato il 21/06/2017

Fonti archivistiche

Fonti

AS Isuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche 1946-1948».
AS Perugia, Cln provinciale, b. 15, f. 6 (o 29), sf. B, c. 7; Ibid., b. 1, f. 19, c. 7; Ibid., b. 13, f. 67, sf. N.
AS Perugia, Corte d\'Appello di Perugia, Processi penali, b. 20, f. 300, 343.
AS Perugia, Prefettura di Perugia, Gabinetto riservato, b. 38, f. 1, sf. Ba e sf. Z, cc. 2, 4; Ibid., b. 42, f. 3, sf. F, c. 3; Ibid., b. 58, f. 3, sf. B; Ibid., b. 188, f. 6, cc. 256, 266.
Cimitero civico di Perugia, Registro delle tumulazioni anno 1944 (e permesso di seppellimento).