NOCERA UMBRA 17-23.04.1944

(Perugia - Umbria)

NOCERA UMBRA 17-23.04.1944

NOCERA UMBRA 17-23.04.1944
Descrizione

Località Nocera Umbra, Nocera Umbra, Perugia, Umbria

Data 17 aprile 1944 - 23 aprile 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 23

Numero vittime uomini 23

Numero vittime uomini ragazzi 2

Numero vittime uomini adulti 18

Numero vittime uomini anziani 1

Numero vittime uomini senza informazioni 2

Descrizione: L'area investita dal rastrellamento a partire dall'alba del 17 aprile 1944 è nevralgica, soprattutto in quella fase, per le vicende della 4. brigata Garibaldi “Foligno”, che qui inoltre ha potuto contare sin dall'inizio su un gran numero di adesioni e su una popolazione largamente favorevole. Di contro, si è sempre dovuto fronteggiare un nucleo fascista, sviluppatosi intorno al presidio della GNR di Nocera Umbra, fra i più attivi e organizzati di tutta la provincia. Mosciano, frazione di alta collina del comune di Nocera, è una delle basi della formazione, in particolare la chiesa parrocchiale di don Alfonso Guerra, che oltre a questa ha la cura anche di altre parrocchie della zona, come Collecroce.
Sin dai primi di aprile giunge al comando e ai vari battaglioni la voce di un'imminente operazione antipartigiana su larga scala, cosicché si predispone il trasferimento in zona più sicura, in direzione delle Marche. Il battaglione “Goffredo Mameli”, comandato da Giacinto Cecconelli, è uno dei più importanti dell'intera formazione, anche perché raccoglie gran parte del nucleo storico “folignate” della brigata (diverse decine di uomini, fra cui ex internati civili jugoslavi unitisi sin dall'autunno ai partigiani). Il 16 aprile, o nei giorni immediatamente precedenti, raggiunge Collecroce, a circa 1.000 metri s.l.m., decidendo però di fermarsi perché è giunta voce – da fonte considerata attendibile – che il pericolo non è poi così imminente. Questa si rivela però drammaticamente sbagliata e non è dato sapere se ci sia stata premeditata volontarietà in chi l'ha fornita. L'operazione che muove all'alba del 17 aprile si pone in linea di piena continuità con la “Grossunternehmen gegen die Banden” iniziata il 31 marzo precedente in Valnerina e nell'alto Reatino, contro la brigata “Gramsci”; i reparti tedeschi impegnati sono in gran parte gli stessi.
Vista l'importanza del minuscolo nucleo abitato di Collecroce, dove oltre a stanziare temporaneamente il “Mameli” passano nei giorni precedenti gli altri battaglioni, viene predisposto un particolare lavorìo di sentinelle agli unici due accessi. Sono proprio Tito Tesauri e Angelo Coccia, posti all'inizio del paese lungo la strada (l'unica) che sale da Annifo (comune di Foligno), le prime vittime. I tedeschi si muovono da quella direzione, ma i mezzi sono stati lasciati proprio ad Annifo, dove è posto il comando operativo, e procedono a piedi. Una fitta nebbia sul vasto piano sottostante, e il rumore degli animali che a quell'ora si risvegliano, copre i passi e tradisce così le due sentinelle (addormentatesi secondo alcune versioni). Quando si accorgono del pericolo è troppo tardi, ma riescono comunque a dare l'allarme convenuto, svegliando così i compagni che dormono a qualche decina di metri di distanza. Tesauri ha una gamba praticamente spezzata da una raffica, insieme all'amico fraterno vengono trascinati in piazzetta dove sono perquisiti e percossi, poi ricondotti al punto della cattura e finiti. Mentre avviene questo primo scempio gli altri partigiani si gettano in discesa cercando di occultarsi nelle fitte boscaglie sottostanti. Riesce a salvarsi buona parte del battaglione, almeno quelli che corrono in direzione di Bagnara. A parte questo settore non c'è sufficiente riparo; fuggire da Collecroce significa anche rimanere sotto tiro per diverse centinaia di metri. È così che ai margini della strada che scende a Castiglioni muore Romolo Rondelli, ferito, mentre fugge insieme al fratello Remo, senza riuscire a proseguire. Il corpo, crivellato di colpi, viene ritrovato qualche giorno dopo a poche decine di metri dalla strada, dentro un piccolo canale creato ai piedi del bosco dal defluire dell'acqua. Mezzo chilometro più a valle la stessa sorte subisce Joseph Besonces, che vanamente cerca riparo nelle frasche dopo essere stato raggiunto alle gambe mentre corre trasportando la mitragliatrice pesante.
In modo analogo viene colpito, lungo la strada per Mosciano, Giuseppe Giunta. I compagni con cui sta scappando non riescono a rispondere alle sue grida di aiuto, rese ancora più strazianti dall'eco che si forma nella vallata, perché con i tedeschi alle calcagna dovrebbero uscire allo scoperto e sarebbe una strage. Viene finito con un colpo alla nuca e lo trovano nei giorni successivi con il volto coperto da un fazzoletto bianco.
Subito sotto Collecroce, in direzione del monte Pennino, viene invece rinvenuto il corpo senza vita di Walter Fritz, disertore della Wehrmacht da tempo con i partigiani ma giunto a Collecroce solo la sera del 16 aprile. Più avanti, lungo le prime rampe di uno dei sentieri che salgono sulla montagna, c'è invece Piero Corsaro. Riuscito inizialmente a salvarsi, è in testa al gruppo degli jugoslavi che sta salendo sul monte Pennino; hanno già affrontato una sparatoria e corrono verso la salvezza tra le braccia della montagna tanto cara. Il rischio maggiore sarebbe finito da lì a pochi passi, dopo una sporgenza che li mette pericolosamente allo scoperto. Qui però i colpi che già da un po' sibilano sopra le loro teste possono essere più precisi ed a cadere ferito mortalmente al torace è proprio lui, che con il suo sacrificio salva la vita di almeno una decina di uomini.
A quel punto è a Collecroce che si scatena un vero e proprio inferno: gli uomini vengono buttati violentemente fuori dalle case (mentre le donne sono costrette a rimanervi sotto la minaccia delle armi), dovunque c'è un partigiano – o presunto tale – viene appiccato il fuoco ad abitazioni, stalle e fienili (avviene dai Dominici, dai Berardi e dagli Angelini). Decine di persone sono radunate sullo spiazzo antistante i lavatoi, come ostaggi da fucilare in caso di offesa nei confronti dei militari. In questo contesto si consumano le efferatezze sulle due sentinelle e perdono la vita altri due ragazzi. Uno è originario di Gualdo, conosciuto come “il francesino”, ed è uno dei primi ad essere catturato, mentre tenta la fuga verso Mosciano; ricondotto indietro è fucilato sul muro di casa Berardi. Pochi istanti dopo viene trascinato sullo stesso punto Eliso Cucchiarini, trovato nascosto poco oltre casa sua e strappato a colpi di moschetto dalle braccia del padre; nemmeno un colpo di grazia a fermare lo strazio di un rantolo che, come ricordano i testimoni, dura più di un'ora.
Le fiamme e il fumo che si alzano dalle poche case sono avvertiti in lontananza e qualcuno da Annifo si avvia incautamente ad accertarsi di quanto sta accadendo. Nel mentre i tedeschi individuano il deposito di vettovaglie del battaglione dentro casa Dominici, obbligando quattro giovanissimi a caricare due carri con quintali di patate da trasportare proprio ad Annifo. I carri procedono ad una certa distanza l'uno dall'altro e il secondo, indietro di circa mezzo km, è condotto dai giovanissimi Gervasio Cucchiarini e Guido Gallina. Nel tragitto sono raggiunti da Vittorio Paolucci ed Eliso Conti, poco più che quarantenni padri di famiglia provenienti da Annifo. Sconsigliati a proseguire seguitano con i ragazzi verso destinazione, ma la scena non sfugge alle sentinelle tedesche appostate poco sopra, che fanno fuoco senza alcuna pietà su individui inermi e, in quel momento, al loro servizio.
Dopo avere seminato morte e distruzione a Collecroce per qualche ora, verso mezzogiorno il reparto del SS si avvia a Mosciano e almeno per quel giorno la strage si interrompe. Razziate Mosciano, Sorifa e altre frazioni vicine, dove vengono anche eseguite diverse catture, al mattino del 19 aprono il fuoco nei pressi di Castiglioni contro l'inerme cantoniere comunale Giuseppe Annibali. Viene ritrovato il giorno successivo, lungo il sentiero nei pressi di una delle innumerevoli sorgenti d'acqua presenti nella zona. Ormai senza vita, ha le mani fredde e rigide serrate a proteggere la testa colpita in più punti.
Il 21 aprile le autorità autorizzano il trasporto delle vittime dalla chiesa di Collecroce, dove sono state inizialmente composte, al cimitero di Nocera, tranne le due già deposte al camposanto di Annifo. Sette carri, di quelli normalmente usati nei lavori agricoli, sono caricati con undici cadaveri, ma solo quattro di questi hanno una cassa di legno; gli altri solo una coperta militare. Il parroco don Alfonso Guerra e tre uomini, Bernardino Tribuzi, Francesco Capoccia e Nazzareno Capoccia, sono autorizzati a comporre il corteo, che scendendo da Collecroce prima di Castiglioni si imbatte di nuovo nelle SS. Viene confermato il permesso di continuare, ma si fanno caricare altri due cadaveri poco oltre il paese appena spazzato dalla devastazione. Fatte poche centinaia di metri vengono raccolti, gettati l'uno sull'altro con la calce che ricopre indicibili ferite, i resti di Achille Staccioni e Giuseppe Squarta, presi il giorno precedente dalle loro case a Le Prata e uccisi perché privi di documenti. Serve a questo punto un altro carro, anche perché ai due ragazzi va aggiunto Giuseppe Annibali, adagiato nel frattempo nella chiesa di Castiglioni. Giunto all'altezza di Bagnara, il corteo viene di nuovo affiancato dal reparto incontrato qualche chilometro sopra ed è il momento dell'infamia se possibile ancora peggiore delle precedenti: il primo ad essere ucciso a bruciapelo è Francesco Capoccia, reo di avere ospitato partigiani nella sua casa di Collecroce, era stata rinvenuta anche una canna di fucile. Appena gettato il suo cadavere nel fosso vicino, le SS si rivolgono a Bernardino Tribuzi: lo minacciano della stessa sorte se non fa i nomi di chi ha ospitato i partigiani a Collecroce, lui tace, nega ogni addebito e chiede pietà per sé e per i suoi. Quando poi l'ufficiale si avvicina per colpirlo con uno schiaffo, Tiburzi è più lesto di lui e gli sferra un pugno in testa tale da farlo per un po' sembrare morto. Dopo sevizie e orrende mutilazioni il corpo viene gettato nel medesimo fosso. Senza perdere ulteriore tempo, con una raffica vi ci mandano anche Nazzareno Capoccia, del quale avevano già accertato la regolarità dei documenti.
Il 22 aprile, sicuramente anche in base alle notizie ricevute da un milite della GNR fuggito dopo un periodo di detenzione presso i partigiani, le SS tornano di nuovo a Sorifa, Mosciano e Serre Mosciano. Nella prima località ammazzano il bracciante Bartolomeo Armillei; con lui viene stanato dal nascondiglio anche Paolo Ferrari, poi trasportato nella vicina frazione di S. Cristina (comune di Valtopina) e lì ucciso. Per quel giorno gli assassinii si fermano, ma non le prepotenze, le minacce di morte, gli incendi (è la volta della chiesetta di Serre Mosciano).
Quando tutto sembra finalmente andare scemando, il 23 corre malauguratamente voce che da qualche parte sono riapparsi i partigiani. Le SS salgono di nuovo a Serre Mosciano, dove sarebbero stati avvistati i “ribelli”. Poco al di sopra del paese il vecchio Domenico Grilli sta pascolando il gregge insieme all'adolescente Domenico Pascucci: pagano con la vita l'avere risposto negativamente alla domanda se abbiano visto o meno i partigiani.
Per trovare gli ultimi morti è necessario spostarsi qualche km più a nord in frazione Boschetto, sul confine fra i comuni di Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Lungo un sentiero che sale sulla montagna, in località Castaldo, un cippo in pietra, che usa la medesima terminologia di quello eretto a Collecroce per Tito Tesauri e Angelo Coccia, segna il punto in cui i nazifascisti spezzano le vite dei partigiani Nando Tesauri e Angelo Biconne. L'unica fonte a disposizione, un rapporto inviato nel dopoguerra dal Comitato comunale Patrioti di Nocera al CLN provinciale di Perugia, colloca il decesso alle 16:30, motivo per cui possiamo considerarle le ultime vittime del rastrellamento.
Alcune uccisioni avvengono in luoghi particolarmente isolati ed impervi, quindi i cadaveri non vengono subito ritrovati. Per il trasporto di alcuni, composti all'interno della chiesa parrocchiale di Collecroce, l'autorizzazione viene concessa solo due giorni dopo l'uccisione.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Da qualche anno il Comune di Nocera e la locale sezione ANPI “17 aprile” stanno promuovendo una politica di salvaguardia di tutti i segni di memoria materiale di protagonisti ed episodi della Resistenza presenti in territorio nocerino. Ne sono stati inoltre inaugurati di nuovi laddove mancanti (in qualche caso si tratta di pietre o lapidi poste nella piazzetta delle frazioni o in luoghi ben visibili, in sostituzione delle croci poste – spesso dai familiari stessi – sul luogo di rinvenimento del cadavere e scomparse con il passare dei decenni).

Scheda compilata da Tommaso Rossi
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-01-25 14:59:56

Vittime

Elenco vittime

Annibali Giuseppe, fu Raffaele e fu Fonghi Luigia, nato a Nocera Umbra il 01/01/1898, residente in frazione Castiglioni, coniugato con Schiaroli Sesta, cantoniere comunale, civile/legato a partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 1 ottobre 1943 al 19 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Armillei Bartolomeo (Lello), fu Carlo e di Antonelli Maddalena, nato a Nocera Umbra l\'8/03/1919, bracciante, coniugato con Mingarelli Ida, già militare in Fanteria, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 1 dicembre 1943 al 29 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Besonces Joseph, marocchino, già militare nell\'esercito francese, ex prigioniero di guerra, partigiano.
Biconne Angelo, di Pietro e di Pallotta Emilia, nato Nocera Umbra il 19/04/1925, celibe, falegname, partigiano; riconosciuto partigiano della 4 brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 dicembre 1943 al 23 aprile 1944; «civile – fucilato a Nocera».
Capoccia Francesco, fu Vincenzo e di Antonelli Caterina, nato a Nocera Umbra il 29/07/1902, residente in frazione Collecroce, contadino, coniugato con Travaglini Felicetta, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 febbraio al 17 aprile 1944, «civile – morto in combattimento a Nocera».
Capoccia Nazzareno, di Luigi e di Merli Francesca, nato a Nocera Umbra il 18/06/1925, residente in frazione Collecroce, celibe, contadino, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 gennaio al 17 aprile 1944, «civile – morto in combattimento a Nocera».
Coccia Angelo, fu Francesco e fu Marini Filomena, nato a Nocera Umbra il 06/08/1922, bracciante, celibe, già militare in Aeronautica, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 1 ottobre 1943 al 17 aprile 1944, «militare – morto in combattimento a Nocera».
Collarini Gino, nato a Gualdo Tadino (Perugia) nel 1924, soprannominato “Il francesino” perché cresciuto in Francia dopo l\'emigrazione dei genitori, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 3 febbraio al 2 aprile 1944, «civile – fucilato a Nocera».
Conti Eliso, ca. 40 anni, residente in frazione Annifo del comune di Foligno (Perugia), coniugato con prole, civile.
Cucchiarini Eliso, di Rinaldo e Loschi Clelia, nato a Nocera Umbra il 14 maggio 1922, residente in frazione Collecroce, contadino, celibe, già militare in Fanteria, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 novembre 1943 al 17 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Cucchiarini Gervasio, di Protasio e di Leonardi Anna, nato a Nocera Umbra il 09/03/1926, residente in frazione Collecroce, contadino, celibe, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 novembre 1943 al 17 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Ferrari Paolo, nato a Cremona nel 1925, residente a Calvatone (Crotone), renitente/disertore, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 16 novembre 1943 al 23 aprile 1944, «militare – comandante di squadra – morto in combattimento a Collecroce».
Gallina Guido, di Luigi e Marazzani Annunziata, nato a Nocera Umbra il 05/11/1928, residente in frazione Collecroce celibe, contadino, civile; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dall\'11 febbraio al 17 aprile 1944, «civile – fucilato a Nocera».
Giunta Giuseppe, siciliano di 21 anni, militare sbandato dopo l\'Armistizio, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 ottobre 1943 al 17 aprile 1944, «civile – fucilato a Sorifa».
Grilli Domenico, fu Angelo e fu Fermanelli Caterina, nato a Nocera Umbra il 17/01/1868, residente in frazione Serre Mosciano, contadino, vedovo di Rinaldetti Elisa risposatosi in seconde nozze con Mingarelli Cesarina, civile; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 marzo al 23 aprile 1944, «civile – fucilato a Nocera».
Paolucci Vittorio, ca. 40 anni, residente in frazione Annifo del comune di Foligno (Perugia), coniugato con prole, civile; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” il 17 aprile 1944 [sic], «caduto».
Pascucci Domenico, di Pietro e di Cucchiarini Annunziata, nato a Nocera Umbra il 29/01/1929, residente in frazione Serre Mosciano, celibe, contadino, civile; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 febbraio al 23 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Rondelli Romolo, fu Giovanni e di Pasucci Felice [sic], nato a Nocera Umbra il 06/07/1922, meccanico, celibe, già militare in Aeronautica, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 novembre 1943 al 17 aprile 1944, «civile – morto in combattimento a Nocera».
Squarta Giuseppe, fu Antonio e di Cossa Maria, nato a Nocera Umbra l\'8/01/1924, residente in frazione Le Prata, contadino, celibe, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 dicembre 1943 al 21 aprile 1944, «civile – fucilato a Nocera».
Staccioni Achille (a volte, errato, Staccuoni), di Reogardo e fu Ansuini Sabatina, nato a Nocera Umbra il 06/07/1923, residente in frazione Le Prata, contadino, celibe, già militare in Fanteria, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 novembre 1943 al 21 aprile 1944, «militare – fucilato a Nocera».
Tesauri Nando, fu Alessandro e di Santarelli Matilde, nato a Nocera Umbra il 17/06/1922, celibe, bracciante, già militare in Aeronautica, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 15 dicembre 1943 al 23 aprile 1944, «civile – fucilato a Nocera».
Tesauri Tito, di Gildo e Tini Rosa, nato a Nocera Umbra il 05/08/1925, residente in frazione Case Basse, celibe, bracciante, partigiano; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 1 febbraio al 17 aprile 1944, «civile – morto in combattimento a Nocera».
Tribuzi Bernardino, fu Bernardino e fu Regni Maria, nato a Nocera Umbra il 14/04/1894, residente in frazione Collecroce, coniugato con Timi Maddalena, contadino, civile/legato ai partigiani; riconosciuto partigiano della 4. brigata Garibaldi “Foligno” dal 10 gennaio al 17 aprile 1944, «civile – morto in combattimento a Nocera».

Elenco vittime civili 5

Conti Eliso.
Gallina Guido.
Grilli Domenico.
Paolucci Vittorio.
Pascucci Domenico.

Elenco vittime partigiani 11

Armillei Bartolomeo (Lello).
Besonces Joseph.
Biconne Angelo.
Coccia Angelo.
Collarini Gino.
Cucchiarini Eliso.
Ferrari Paolo.
Giunta Giuseppe.
Rondelli Romolo.
Tesauri Nando.
Tesauri Tito.

Elenco vittime legate a partigiani 7

Annibali Giuseppe.
Capoccia Francesco.
Capoccia Nazzareno.
Cucchiarini Gervaso.
Squarta Giuseppe.
Staccioni Achille.
Tribuzi Bernardino.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


14. Kompanie/SS-Polizei-Regiment 15

Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Ordnungspolizei

I./SS-Polizei-Regiment 20

Tipo di reparto: Polizei

Compagnia della Morte della GNR di Perugia

Tipo di reparto: Reparto speciale

GNR, distaccamento di Nocera Umbra

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Sainas

    Nome Antonio

    Cognome Sainas

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile capitano comandante della \\\"Compagni della morte\\\", reparto di Ordine pubblico – utilizzato generalmente in funzione direttamente antipartigiana, non tanto nella ricerca di renitenti e disertori – dell\\\'UPI del comando provinciale della GNR di Perugia.

    Tipo di reparto fascista Reparto speciale

    Nome del reparto Compagnia della Morte della GNR di Perugia

  • Bernhard Griese

    Nome Bernhard

    Cognome Griese

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile colonnello comandante del reggimento.

  • Werner Wilcke

    Nome Werner

    Cognome Wilcke

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile maggiore, comandante del reggimento.

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto I./SS-Polizei-Regiment 20

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Annuali e ancora molto sentite e partecipate. Ogni monumento presente nel territorio viene visitato, mentre il momento più solenne si celebra a Collecroce.

  • lapide a Foligno, Piazza della Repubblica

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Foligno, Piazza della Repubblica

    Anno di realizzazione: 1947

    Descrizione: Gran parte delle vittime di questo rastrellamento sono ricordate sulla lapide che in piazza della Repubblica a Foligno ricorda i Caduti nella Resistenza (scoperta il 21 settembre 1947, restaurata il 25 aprile 2006).

  • lapide a Nocera Umbra, cimitero

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Nocera Umbra, cimitero

    Anno di realizzazione: 1976

    Descrizione: Lapide ai Caduti della Resistenza presso il cimitero civico di Nocera Umbra (scoperta il 17 aprile 1976).

  • luogo della memoria a Nocera Umbra, Collecroce

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Nocera Umbra, Collecroce

    Anno di realizzazione: 1987

    Descrizione: Complesso monumentale ai Caduti per la Liberazione, frazione Collecroce (presente in parte dal 1987, inaugurato ufficialmente, nella sua forma definitiva, il 25 aprile 1988).

  • cippo a Nocera Umbra, Collecroce

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, Collecroce

    Descrizione: Cippo sul luogo dell\'uccisione di Tito Tesauri e Angelo Coccia il 17 aprile 1944, frazione Collecroce (ignota la data di inaugurazione).

  • cippo a Nocera Umbra, strada fra Annifo e Collecroce

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, strada fra Annifo e Collecroce

    Anno di realizzazione: 2015

    Descrizione: Cippo in pietra grezza in memoria di Gervasio Cucchiarini, Guido Gallina, Vittorio Paolucci ed Eliso Conti, lungo la strada fra Annifo e Collecroce (per iniziativa della sezione ANPI “17 aprile” di Nocera Umbra, inaugurato il 19 aprile 2015).

  • altro a Nocera Umbra

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Nocera Umbra

    Descrizione: Due croci, una in pietra una in ferro, poste sul luogo dell\'uccisione di Gervasio Cucchiarini, Guido Gallina, Vittorio Paolucci ed Eliso Conti, lungo il tracciato della vecchia strada (sottostante all\'attuale) che univa Annifo a Collecroce (ignota la data di inaugurazione ma presumibilmente a ridosso dei fatti, dato che le scritte sono ormai pressoché illeggibili; le stesse croci sono difficilmente ritrovabili se non si hanno indicazioni).

  • altro a Nocera Umbra, Sorifa

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Nocera Umbra, Sorifa

    Descrizione: Edicola in muratura con lapide sul luogo della cattura di Bartolomeo Armillei e Paolo Ferrari (e uccisione del primo) il 22 aprile 1944, frazione Sorifa (ignota la data di inaugurazione, restaurata il 21 aprile 2012 per iniziativa dell\'Amministrazione comunale e della sezione ANPI “17 aprile” di Nocera Umbra).

  • cippo a Valtopina, Santa Cristina

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Valtopina, Santa Cristina

    Anno di realizzazione: 2015

    Descrizione: In frazione S. Cristina (Valtopina) il 3 ottobre 2015 è stato inaugurato un cippo sul luogo dell\'uccisione di Paolo Ferrari il 22 aprile 1944, per iniziativa delle sezioni ANPI di Valtopina e Nocera Umbra, di entrambe le Amministrazioni comunali e dell\'ANPI provinciale di Cremona.

  • cippo a Nocera Umbra, La Prata

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, La Prata

    Anno di realizzazione: 2012

    Descrizione: Cippo in pietra grezza in memoria di Achille Staccioni e Giuseppe Squarta, frazione Le Prata (inaugurato il 28 agosto 2012, per iniziativa dell\'Amministrazione comunale e della sezione ANPI “17 aprile” di Nocera Umbra).

  • cippo a Nocera Umbra, strada fra Collecroce e Bagnara

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, strada fra Collecroce e Bagnara

    Anno di realizzazione: 2013

    Descrizione: Cippo in pietra grezza sul luogo dell\'uccisione di Francesco e Nazzareno Capoccia e Bernardino Tribuzi, lungo la strada sterrata che unisce le frazioni di Collecroce e Bagnara (inaugurato il 27 aprile 2013, per iniziativa dell\'Amministrazione comunale e della sezione ANPI “17 aprile” di Nocera Umbra).

  • cippo a Nocera Umbra, Castiglioni

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, Castiglioni

    Descrizione: Cippo in pietra grezza in memoria dei caduti della frazione Castiglioni durante il rastrellamento, frazione Castiglioni (inaugurato non prima del 2012, per iniziativa dell\'Amministrazione comunale e della sezione ANPI “17 aprile” di Nocera Umbra).

  • cippo a Nocera Umbra, Boschetto

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Nocera Umbra, Boschetto

    Descrizione: Cippo sul luogo dell\'uccisione di Angelo Biconne e Nando Tesauri il 23 aprile 1944, frazione Boschetto (ignota la data di inaugurazione, ma sicuramente non recente).

  • altro a Nocera Umbra

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Nocera Umbra

    Descrizione: Tutti i luoghi in cui sono stati ritrovati cadaveri sono stati pressoché immediatamente segnati da piccole croci in ferro, con al massimo una targhetta con indicazione del nome, generalmente per iniziativa dei familiari di ciascuna vittima. Quasi nessuna di queste risulta essere più visibile, come confermato dalla gente del posto che ricorda perfettamente il posizionamento di ciascuna.

Bibliografia


Angelo Bitti, La guerra ai civili in Umbria (1943-1944). Per un Atlante delle stragi nazifasciste, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2007, pp. 92 e n., 101n, 115n, 176-177.
Dino Renato Nardelli, Grammatiche della memoria. Il monumento ai caduti di Collecroce (17 aprile 1944), Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2005.
Pietro Rondelli, Nocera Umbra dal 14 gennaio al 30 giugno 1944, in Luciano Capuccelli (a cura di), Antifascismo e Resistenza nella provincia di Perugia (Documenti e testimonianze), “Cittadino e Provincia”, V, giugno 1975 (n. speciale), Amministrazione della Provincia di Perugia, Perugia 1975, p. 92; Il movimento partigiano e la rappresaglia nazi-fascista nella parrocchia di Mosciano di Nocera Umbra, Ibid, pp. 94-97; Relazione sull'attività svolta dalla brigata “G. Garibaldi” dal settembre 1943 al luglio 1944, Ibid., pp. 262-272, in particolare p. 268.
Pietro Rondelli, Dieci mesi a Nocera (8 settembre 1943-3 luglio 1944). Ricordi e testimonianze, Edimond, Città di Castello, 2004.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2013, pp. 242, 512-514, 545-561.

Sitografia


DHI Roma, La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945.

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio parrocchiale di Mosciano, Carte sparse, «Strage di Collecroce (17 aprile 1944 e seguenti)».
ASC Nocera Umbra, Anagrafica e RAM anno 1945.
AS Isuc, ANPI Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche 1946-1948».
AS Perugia, CLN provinciale, b. 13, f. 67, sf. H, cc. 43-49.