Pordenone 18-3-1945

(Pordenone - Friuli-Venezia Giulia)

Pordenone 18-3-1945

Pordenone 18-3-1945
Descrizione

Località Pordenone, Pordenone, Pordenone, Friuli-Venezia Giulia

Data 18 marzo 1945

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Antifascista di lungo corso, Contin aveva subìto a causa della sua militanza nella FGCI lunghi anni di carcere e confino, sia in Italia che in Francia. Dopo l’8 settembre del 1943 Contin venne mandato in Friuli per organizzare le prime formazioni partigiane garibaldine. Prima Commissario politico del Battaglione “Mazzini”, fu poi assieme a Mario Modotti e Pietro Maset tra i promotori della Brigata unificata “Ippolito Nievo”, della quale divenne Commissario. Protagonista di numerose operazioni ad alto rischio, Contin dopo gli imponenti rastrellamenti dell’autunno del 1944 avrebbe tentato di riorganizzare le squadre partigiane nella zona tra Codroipo e Pordenone. Proprio a Codroipo, la sera del 16 marzo 1945, cadde in un’imboscata tesagli da un gruppo di fascisti. Dopo un breve conflitto a fuoco, venne arrestato e condotto presso la caserma dei carabinieri, dalla quale egli tentò di fuggire. Colpito da una raffica, venne gravemente ferito all’addome e trasportato presso le “Casermette” di Pordenone. Qui i fascisti della “Banda Leschiutta” lo riconobbero e provarono ad estorcergli informazioni in cambio di cure mediche. Dopo due giorni di agonia, venne trasportato prima nell’Ospedale di Pordenone e poi in quello di Udine, dove arrivò probabilmente già morto il 18 marzo

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: La “Banda Leschiutta”, dal nome del tenente Angelo Leschiutta che ne fu l’iniziatore, fu attiva su tutto il territorio del Pordenonese dal 1944 ed era formata da una dozzina di uomini legati al IV Btg. “Fascisti Friulani” del V Rgt. della Milizia di Difesa Territoriale di stanza a Pordenone. Gli uomini della banda, al pari di formazioni simili già attive nella bassa friulana, si distinsero presto per la loro attiva partecipazione a numerosi rastrellamenti, scontri armati con le bande partigiane, saccheggi, omicidi e rappresaglie. Il cuore della loro azione contro le bande era però legata all’attività informativa, che essi svolgevano sia avvalendosi di informatori e spie, sia praticando efferate sevizie sui prigionieri catturati durante i rastrellamenti. Per tale motivo le “Casermette” di via Molinari a Pordenone, sede del comando del battaglione, divennero presto luogo di morte e sevizie per un numero piuttosto elevato di partigiani e civili accusati di sostenere il Movimento di Liberazione. Attiva la collaborazione di tale banda anche con le forze tedesche presenti nella zona.

Per quanto riguarda la “Banda Leschiutta” alcuni dei suoi componenti vennero processati a fine guerra dalla Corte d’Assise Straordinaria di Udine nel 1946. Gli incartamenti del procedimento, conclusosi con una serie di condanne piuttosto lievi, sono oggi reperibili presso l’Archivio di Stato competente.

Scheda compilata da Irene Bolzon
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-02 20:56:38

Vittime

Elenco vittime

Giulio Quinto Contin “Richard”, nato a Padova l’11.11.1906, di Girolamo e Irene Della Libera, partigiano, Commissario politico della brigata “Ippolito Nievo”

Elenco vittime partigiani 1

Giulio Quinto Contin “Richard”, nato a Padova l’11.11.1906, di Girolamo e Irene Della Libera, partigiano, Commissario politico della brigata “Ippolito Nievo”

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Piancavallo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Piancavallo

    Descrizione: Contin è ricordato nel monumento alla Resistenza di Piancavallo la cui targa in bronzo ricorda i nomi dei caduti della Brigata Unificata Ippolito Nievo A.

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Anno di realizzazione: 1978

    Descrizione: Alla memoria di Contin è stata concessa nel 1978 la Medaglia d’Argento al Valore Militare

Bibliografia


Pietro Angelillo, Sigfrido Cescut, I luoghi delle Pietre e della Memoria. Itinerario tra le testimonianze dedicate ai Caduti della Resistenza, Istlib, Pordenone, 2006.

Alberto Buvoli, Franco Cecotti e Luciano Patat (a cura di), Atlante storico della lotta di liberazione italiana nel Friuli Venezia Giulia. Una resistenza di confine 1943-1945, IRSML, IFSML, Istlib Pordenone, Centro Isontino di Ricerca Leopoldo Gasparini, Trieste-Udine-Pordenone-Gradisca, 2005.

Bruno Steffè, La guerra di liberazione nel territorio della provincia di Pordenone 1943-1945, ETS, Spilimbergo, 1997.

Mario Candotti, Lotta partigiana nella Destra Tagliamento. 1943/1945, IFSML, Udine, 2014.

Gian Angelo Colonnello, Guerra di liberazione. Friuli, Venezia Giulia, zone jugoslave, Editrice Friuli, Udine, 1965.

Sitografia


http://www.centrostudiluccini.it/attivita/resistenza/pdf/contin.pdf

Fonti archivistiche

Fonti