MONTE MELINO E DIRINDELLO MAGIONE 08.06.1944

(Perugia - Umbria)

MONTE MELINO E DIRINDELLO MAGIONE 08.06.1944

MONTE MELINO E DIRINDELLO MAGIONE 08.06.1944
Descrizione

Località Monte Melino, Dirindello, Magione, Perugia, Umbria

Data 8 giugno 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 2

Descrizione: Mencarelli viene ucciso in quanto tardava a consegnare un cavallo, richiestogli con violenza dai tedeschi.
Renaglia viene invece colpito a morte mentre fugge su un campo, senza essersi fermato all'alt impostogli.
Gli episodi avvengono in due frazioni del comune di Magione molto vicine (soprattutto la seconda, praticamente a tiro) a Monte Buono, dove nel primo pomeriggio dell'8 giugno 1944 ha luogo la “battaglia” fra militari della Wehrmacht e partigiani/contadini della brigata “Primo Ciabatti”; e c'è senza alcun dubbio un legame. Il contesto è quello dei giorni che preludono al definitivo assestamento del fronte sull'area del Trasimeno, che qui si consolida a metà del mese con l'apertura delle ostilità fra Wehrmacht e Alleati sulla Trasimene Line (nella prima parte dello scontro il territorio comunale di Magione risulta ancora tagliato in due dal fronte, poi la battaglia si sposa sull'area ovest e nord-ovest del lago, nel comune di Castiglione del Lago). Nella fase di preparazione dello scontro, che si sarebbe protratto per due settimane, la Wehrmacht fa confluire numerosi reparti in zona, oltre ad operare massicce razzie di ogni genere di bene. Le forze partigiane presenti in zona cercano sia di operare colpi di disturbo (si ha notizia di uccisioni di qualche militare tedesco), sia di bloccare queste razzie. Lo scontro di Monte Buono è dovuto proprio a questa seconda fattispecie: dopo qualche scaramuccia già al mattino, nel primo pomeriggio i partigiani, appostati in direzione di Agello, vedono giungere da Mugnano (qualche km a sud, ancora nel comune di Perugia) una colonna con al seguito carri agricoli e bestiame. Ai primi colpi sparati dai pochi uomini, per di più malamente armati, seguono raffiche di avvertimento dalla sovrastante villa, dove la Wehrmacht ha sistemato un comando tattico. Il proseguo dello scontro si risolve rapidamente con l'intervento dei militari della colonna, che falciano in mezzo al grano ormai alto dieci uomini, lasciandone feriti quattro. Ricerche di partigiani, razzie e intimidazioni (anche nei confronti di congiunti delle vittime, come il padre dei fratelli Fagioli) proseguono fino a sera, impedendo la raccolta dei cadaveri.
I cadaveri rimangono sul campo fino al giorno successivo, quando il parroco di Agello don Angelo Fedeli ottiene il permesso di recarsi a raccoglierli e procedere alla sepoltura.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: ripulitura e desertificazione

Annotazioni: La discrepanza che si può notare nell'attribuzione di militanza alla brigata “Ciabatti” o alla “Innamorati” è spiegabile con un'evoluzione che si è avuta nelle formazioni partigiane. La “Innamorati” si costituisce ad inizio inverno 1944, per iniziativa del PCI perugino che già aveva fatto qualche tentativo in proposito, prendendo posto sull'area collinare fra Deruta, Bettona e Cannara (dove già si trovava la “Leoni”, nata in quella zona, con effettivi prevalentemente locali). L'intitolazione a Francesco Innamorati avviene nel gennaio 1944, dopo l'uccisione di quest'ultimo (dirigente comunista di Foligno). La formazione, composta da un nucleo consistente di volontari provenienti dalla città di Perugia o dagli immediati dintorni, si sfalda a seguito del rastrellamento subito il 6 marzo 1944, sebbene tutti riescano a mettersi in salvo (era attestata in posizione più decentrata rispetto alla “Leoni”, che subisce i colpi maggiori). Dopo gli inevitabili abbandoni e una nuova fase organizzativa (nel frattempo il PCI perugino decentra la sua “segreteria” clandestina lontano dalla città, in direzione del Trasimeno), la formazione rientra in attività nel mese di aprile, posizionandosi appunto su un'area al confine fra i comuni di Perugia, Magione e Corciano, a ridosso del lago. Dopo la sua uccisione da parte dei tedeschi il 9 maggio 1944 a Secchiano (Cagli, Pesaro Urbino), viene intitolata a Primo Ciabatti, che insieme a Mario Grecchi è il più noto e celebrato partigiano perugino. Evidentemente in sede di riconoscimento delle qualifiche non è stato tenuto in debito conto questo passaggio, considerando tuttavia che diversi che precedentemente avevano militato nella “Innamorati” sono tornati a farlo nella “Ciabatti”.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria dei caduti nello scontro di Monte Buono e negli altri episodi correlati è stata sempre coltivata e molto sentita nelle frazioni coinvolte, anche perché in diversi poterono assistere, sebbene da lunga distanza, ai fatti. Per di più, si trattava nella totalità di uomini nati e cresciuti in queste campagne. Si è tuttavia consolidata, senza che ciò portasse a recriminazioni (semmai solo nei confronti del comando della formazione partigiana) ma solo ad un doloroso rammarico, la memoria di un gesto eccessivamente imprudente, deciso ed eseguito senza la dovuta valutazione dei rischi in cui sarebbero incorsi pochi uomini male armati (alcuni ricordano addirittura gente armata solo di forconi).

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-31 22:57:23

Vittime

Elenco vittime

Mencarelli Sante, nato a Corciano (Perugia) il 15/09/1901, residente a Magione, frazione Monte Melino, contadino; riconosciuto partigiano della brigata “Primo Ciabatti” dal 19/09/1943 allo 08/06/1944 «caduto in combattimento a Montebuono».
Renaglia Fernando, nato a Magione (Perugia) il 03/06/1925, ivi residente in frazione Dirindello, contadino, presumibilmente renitente; riconosciuto partigiano della brigata “Francesco Innamorati” dal 10/10/1943 al 18/06/1944 «caduto in combattimento a Monte Buono».

Elenco vittime civili 2

Mencarelli Sante.
Renaglia Fernando.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


1. Fallschirmjäger-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Luftwaffe

4. Fallschirm-Jäger-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Luftwaffe

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a Magione

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Magione

    Descrizione: Annuale commemorazione, con deposizione di corone presso i monumenti.

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Anno di realizzazione: 2005

    Descrizione: Con decreto del 9 novembre 2005 il Comune di Magione è stato insignito di medaglia di bronzo al Merito civile: «Partecipava con fierezza e profonda fede in un\'Italia democratica alla lotta partigiana, subendo, da parte delle truppe tedesche in ritirata,

  • monumento a Magione, Monte Buono

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Magione, Monte Buono

    Descrizione: Sul luogo dello scontro di Monte Buono (Magione) vi è un monumento, restaurato dal Comune di Magione nel 1994. La grande statua in pietra, sopraelevata da un piedistallo, è circondata a terra da un cippo per ognuno dei Caduti. Non sono dieci ma undici, pe

  • lapide a Magione, Agello

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Magione, Agello

    Anno di realizzazione: 1947

    Descrizione: Ad Agello (Magione), all\'interno della Cappella ai Caduti per la Patria, una lapide apposita (inaugurata il 9 giugno 1947) ricorda le vittime dello scontro di Monte Buono, insieme a Renaglia e Mencarelli.

  • monumento a Magione, cimitero di Agello

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Magione, cimitero di Agello

    Descrizione: Al cimitero di Agello (Magione) vi è un Monumento ai Caduti per la Libertà. Vi si ricordano i dieci morti a Monte Buono, Renaglia e Mencarelli. Vi sono anche i nomi di Renato Mencaglia e Lucio Bussolini, su cui non è stato possibile acquisire informazioni

Bibliografia


Angelo Bitti, La guerra ai civili in Umbria (1943-1944). Per un Atlante delle stragi nazifasciste, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2007, pp. 96n, 179.
Sergio Bovini (a cura di), Banda Primo Ciabatti, in L'Umbria nella Resistenza, II, cit., pp. 166-167.
Sergio Bovini (a cura di), Brigata Primo Ciabatti, operante nella zona Magione-Panicale, in L'Umbria nella Resistenza, II, cit., pp. 168-169.
Sergio Bovini (a cura di), Rapporto sull'organizzazione dei partigiani e sull'attività del gruppo F. Innamorati, in L'Umbria nella Resistenza, II, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 118-124.
Luciano Capuccelli (a cura di), Testimonianze di un comandante partigiano. Colloquio con Riccardo Tenerini, in, Antifascismo e Resistenza nella provincia di Perugia (Documenti e testimonianze), “Cittadino e Provincia”, V, giugno 1975 (n. speciale), Amministrazione della Provincia di Perugia, Perugia 1975, pp. 70-75.
Mons. Angelo Fedeli, L'eccidio di Montebuono, in Capuccelli (a cura di), Antifascismo e Resistenza nella provincia di Perugia (Documenti e testimonianze), cit., p. 87.
In diretta da Magione. Montebuono 33 anni fa. 25 aprile 1977, [s.l., s.n.] 1977.
Alberto Mancini, Diario di un partigiano, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, cit., pp. 149-165.
Alberto Mancini, Il C.L.N. di Magione e i contadini, in Capuccelli (a cura di), Antifascismo e Resistenza nella provincia di Perugia (Documenti e testimonianze), cit., pp. 121-122.
Montebuono 1944. Un episodio della lotta partigiana in Umbria, Panti, Perugia 1994 (ristampa).
Clara Roscini, Battaglia a Montebuono, in Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, II, cit., pp. 227-232.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2013, pp. 19n, 65, 71-74, 95.

Sitografia


DHI Roma, La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945.

Fonti archivistiche

Fonti

AS Isuc, ANPI Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche (1946-1948)».
AS Perugia, Cln provinciale, b. 13, f. 67, s. f. E, cc. 1-4.