FORCATURA CERRETO DI SPOLETO 31.03.1944

(Perugia - Umbria)

FORCATURA CERRETO DI SPOLETO 31.03.1944

FORCATURA CERRETO DI SPOLETO 31.03.1944
Descrizione

Località Forcatura, Cerreto di Spoleto, Perugia, Umbria

Data 31 marzo 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 4

Numero vittime uomini 4

Numero vittime uomini adulti 2

Numero vittime uomini anziani 2

Descrizione: Sin dalle prime ore della mattina, dopo che la notte è trascorsa con il sinistro rumore di mezzi in avvicinamento, le piazze delle frazioni di Cerreto (soprattutto Triponzo e Borgo Cerreto, in pianura lungo la statale) si riempiono di civili catturati, mentre altri cercano la fuga sulle montagne (caso piuttosto raro da queste parti, proprio la montagna sovrastante Triponzo è priva di vegetazione, cosicché chi fugge rimane a tiro per diverso tempo). Fra i presenti in piazza c'è anche il commissario prefettizio Giuseppe Cittadoni che cerca di dissuadere la gente da fuggire. Fra chi non lo ascolta c'è Bonifazi, che si muove in direzione della frazione montana di Fergino per cercare tranquillità presso alcuni parenti. Il padre di Bonifazi sostiene che il figlio viene fermato nei pressi di Forcatura da un milite della GNR locale, accusato di detenere armi e consegnato ai tedeschi per la fucilazione. Sconsigliati a proseguire per Forcatura – stavolta dal parroco don Giuseppe Boccanera – sono anche Domenico Michelangeli e suo figlio Emilio, che vi si stanno dirigendo con gli attrezzi da lavoro. Di passaggio per Fergino (frazione a metà strada fra il capoluogo e Forcatura) c'è anche Giacomo Persiani, che sta rientrando in paese con un carro trainato da un mulo e carico di barili di vino.
La dinamica delle uccisioni non è nota, si sa soltanto che il giorno successivo il parroco, insieme a qualcuno del paese, va a recuperare i cadaveri – ridotti in condizioni atroci – sotto il continuo tiro dei tedeschi e lo scherno di alcuni militari della Wehrmacht, che prosegue per tutto l'accompagnamento delle salme a Cerreto dove possono essere subito inumate.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: incendio di abitazione,minamenti e esplosioni

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Il 9 giugno 1945, con denuncia alla Procura del Re da parte del delegato provinciale dell'Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo, si apre il processo contro Giuseppe Cittadoni, nato a Cerreto di Spoleto il 25 gennaio 1899, di professione ufficiale postale, già podestà (a partire dal 1939) e commissario prefettizio di Cerreto oltre che della vicina Sellano (carica ricoperta fino alla Liberazione e nella quale viene confermato fino al 13 settembre 1944). È accusato da tre persone (tra cui il padre di una delle vittime) di collaborazione con i tedeschi in occasione del rastrellamento, in particolare di averli accompagnati nella giornata del 31 marzo 1944 a snidare renitenti/disertori e presunti partigiani; di collaborazione anche nei giorni successivi con le autorità della RSI giunte in zona; di collaborazione con i tedeschi in occasione del nuovo rastrellamento in zona avutosi cinque settimane dopo. Nella memoria difensiva sostiene di essere stato costretto a ciò dai tedeschi, ma soprattutto che nei giorni successivi per sua intercessione (insieme ai parroci) sono state evitate le fucilazioni dei rastrellati minacciate dal capo della provincia.
Nell'ottobre 1945 giungono a suo favore testimonianze degli 8 fucilandi del 1 aprile 1944, di tutto il CLN di Cerreto, di oltre cento cerretani tra cui i parroci, di vari ex partigiani.
Il 26 ottobre 1945 viene scarcerato dalla Rocca di Spoleto, dove era detenuto da due settimane.
L'8 luglio 1946 il Procuratore generale richiede il beneficio dell'amnistia.
Il 27 luglio 1946 la Corte d'Appello di Perugia dichiara non doversi procedere a suo carico per essere il reato di collaborazione politica e militare con il tedesco invasore estinto per amnistia.

Annotazioni: Tale episodio si colloca all'interno della “Grossunternehmen gegen die Banden”, partita il 31 marzo 1944 e che ha investito per circa dieci giorni tutta la zona operativa della brigata “Gramsci”. Catture e deportazioni vi sono state in ogni Comune investito, oltre ad incendi, danneggiamenti e cannoneggiamenti di abitazioni.
L'area di Cerreto di Spoleto ha ricoperto per la Wehrmacht un ruolo centrale, vista la sua collocazione geografica strategica, tanto da divenire sede del comando tattico dell'operazione. Sin dal 31 marzo numerose sono le catture in loco o il trasporto di ostaggi da paesi vicini, concentrati presso la frazione pianeggiante di Borgo Cerreto. Per quanto riguarda la mattina del 31 si ricordano anche numerosi colpi d'artiglieria verso la montagna e danneggiamenti alle abitazioni delle varie frazioni.
Nei giorni successivi al 31 marzo, passata la prima ondata, vi fanno capolino anche le autorità locali e provinciali della RSI, per compiere ulteriori rastrellamenti di renitenti e disertori. Il numero delle catture e successivi trasferimenti a Perugia, per quanto riguarda Cerreto, è di almeno trentadue ragazzi, già minacciati di una fucilazione mai eseguita per intercessione dei parroci della zona. Dopo qualche giorno di permanenza in carcere, vengono tutti destinati al lavoro obbligatorio sulla Linea Gustav.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Come tutti gli episodi legati alla “Grossunternehnem gegen die Banden”, la memoria è ancora ben radicata, senza polemiche o recriminazioni reciproche, nelle singole comunità, sebbene nel territorio di Cerreto non esista un monumento specifico a queste vittime; i loro nomi sono soltanto compresi sulla lapide che ricorda tutti i Caduti di Cerreto di Spoleto nella Seconda guerra mondiale.

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-01 09:59:17

Vittime

Elenco vittime

Bonifazi Francesco, nato a Cerreto di Spoleto nel 1921, ivi residente, contadino, reduce dalla campagna di Russia (ancora beneficia di regolare licenza dopo il rientro dal fronte).
Michelangeli Domenico, di anni 71, nato e residente a Cerreto di Spoleto, contadino.
Michelangeli Emilio di Domenico, di anni 23, nato e residente a Cerreto di Spoleto, contadino.
Persiani Giacomo, di anni 60, nato e residente a Cerreto di Spoleto, contadino; riconosciuto (con il cognome errato di “Persiano”) combattente della brigata “Melis” dal 30 dicembre 1943 al 31 marzo 1944, «caduto in combattimento».

Elenco vittime civili 3

Michelangeli Domenico.
Michelangeli Emilio.
Persinai Giacomo.

Elenco vittime militari 1

Bonifazi Francesco.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Banden-Bekämpfungs-Stab von Kamptz

Tipo di reparto: Polizei

I./SS-Polizei-Regiment 20

Tipo di reparto: Polizei

II./Regiment 3. “Brandenburg”

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Alarmeinheiten/Platzkommandantur Rieti/14. Armee

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Luftwaffe reparto non precisato


Appartenenza: Luftwaffe

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Jürgen von Kamptz

    Nome Jürgen

    Cognome von Kamptz

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile comandante SS Gruppenführer.

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto Banden-Bekämpfungs-Stab von Kamptz

  • Werner Wilcke

    Nome Werner

    Cognome Wilcke

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile comandante SS Sturmbannführer.

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto I./SS-Polizei-Regiment 20

Memorie
Bibliografia


Angelo Bitti, La guerra ai civili in Umbria (1943-1944). Per un Atlante delle stragi nazifasciste, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2007, p. 174.
Don Giuseppe Boccanera, Memorie personali della Resistenza, [s.n.t.], pp. 39-42, 47-48.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2013, pp. 683-721, in particolare pp. 684-687.

Sitografia


DHI Roma, La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945.

Fonti archivistiche

Fonti

AS Perugia, Cln provinciale, b. 13, f. 67, s.f. O, cc. 2-8 «Elenco degli effettivi della brigata Melis».
AS Perugia, Corte d\'Appello di Perugia, Processi penali, b. 25, f. 412.
AS Perugia, Prefettura di Perugia, Gabinetto riservato, b. 146, f. 6, s.f. C, cc. 5-6.
AS Isuc, ANPI Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche (1946-1948)».