DOGLIO MONTE CASTELLO DI VIBIO 06-07.03.1944

(Perugia - Umbria)

DOGLIO MONTE CASTELLO DI VIBIO 06-07.03.1944

DOGLIO MONTE CASTELLO DI VIBIO 06-07.03.1944
Descrizione

Località Doglio, Monte Castello di Vibio, Perugia, Umbria

Data 6 marzo 1944 - 7 marzo 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Il 6 marzo 1944, due plotoni della GNR, rinforzati da effettivi della compagnia mista alpini-bersaglieri del 52° comando militare provinciale di Perugia, iniziano un rastrellamento sulla zona al confine fra i comuni di San Venanzo (Terni) e Monte Castello di Vibio, in particolare le rispettive frazioni di Ripalvella e Doglio, area estranea all'attività partigiana dove però, nei tanti sperduti casolari fra i fitti boschi, si sono nascosti renitenti, disertori ed ex prigionieri di guerra angloamericani. Il giorno successivo l'attenzione si concentra su Doglio, dove in precedenza sono stati compiuti atti ostili, ma non mortali, verso istituzioni della RSI e loro rappresentati: un milite e un carabiniere, giunti in paese per consegnare lettere di richiamo alle armi (non vi era lì un presidio fisso di forza pubblica, militi e carabinieri venivano due volte alla settimana dal capoluogo per l'ordinario servizio), sono stati fatti segno di colpi di fucile che li hanno leggermente feriti, mentre a ridosso del rastrellamento alcuni uomini si sono recati in Municipio e, introdottisi negli uffici dello Stato civile, hanno picchiano i presenti e portato via i registri. Questo induce nelle autorità la convinzione che in zona operi una formazione partigiana.
Il 7 di buon mattino Doglio è già completamente accerchiato, ma le ricerche vanno avanti senza particolari frutti, vi sono ufficiali della GNR e arriva anche il capo della provincia di Perugia Armando Rocchi, in tempo per ordinare seduta stante la fucilazione di Pietro Mariotti, scoperto dalle parti del cimitero con in spalla un fucile (regolarmente denunciato e detenuto) mentre cerca qualcosa da cacciare per far mangiare la madre malata. Tutta la popolazione è obbligata ad assistere alla fucilazione, dopo una breve arringa del capo della provincia, eseguita con particolare rapidità su ordine di Rocchi stesso perché la situazione sta facendosi eccessivamente concitata. Il colpo che uccide Mariotti giunge proprio nel momento in cui sua moglie sta tentando per la seconda volta di raggiungerlo, su richiesta sua, sulla piazza da dove era già stata bruscamente allontanata. Al marito sono negati anche i conforti religiosi. Il rumore degli spari (uno secondo qualche testimone, due secondo la maggior parte) la fa svenire; quando riprende i sensi, in casa, si trova di nuovo davanti Rocchi, che le fa un discorso delirante. A cose fatte tutti i militari abbandonano precipitosamente il paese. Qualche settimana dopo la moglie di Mariotti avrebbe rifiutato un assegno di 1.500 lire recapitatole, per conto del capo della provincia, dal segretario del Fascio di Monte Castello di Vibio.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: L'uccisione di Mariotti rientra fra i capi d'imputazione contro l'ex capo della provincia di Perugia Armando Rocchi (accusato di triplice omicidio e collaborazione militare con il nemico invasore). La lunga vicenda processuale, costellata anche di due passaggi in Cassazione, si conclude con la declaratoria di amnistia pronunciata il 24 novembre 1959 dalla II sezione penale della Corte d'Assise di Roma; il 30 ottobre 1961 la Corte d'Appello sempre di Roma ne sancisce la riabilitazione civile (già dal 1950 beneficiava di libertà condizionale e sconti di pena);
Processo presso la Corte d'Appello di Perugia contro Giuseppe Cesari, nato a Montefalco (Perugia) il 19/03/1902, milite della 102. legione GNR, che ha partecipato alle operazioni a Doglio ma senza assistere all'uccisione di Mariotti, perché giunto insieme ad altri commilitoni a cose fatte a causa di un guasto al motore dell'autocarro. Detenuto dal 13 gennaio 1945 al 21 gennaio 1946, la citata Corte (data non disponibile perché la notizia è appuntata a matita sulla copertina del fascicolo, senza ulteriori informazioni) dichiara il non luogo a procedere essendo il reato estinto per amnistia.
Della vicenda di Pietro Mariotti è investito in sede processuale anche il comandante provinciale della GNR di Perugia, Antonio Loredan (fu Guido e di Toran Leonilde, nato ad Asolo di Treviso il 01/05/1900 e residente a Treviso), in concorso con i militi Morucci Ermanno (fu Tobia e di Bittoni Zena, nato a Perugia il 10/04/1911 e ivi residente) e Vigilanti Italo (fu Francesco e di Bariletti Elvira, nato a Perugia il 12/03/1899 e ivi residente). Loredan è latitante, Morucci in libertà provvisoria dal 6 marzo 1945, Vigilanti in carcere dal 3 settembre al 22 dicembre 1948. Il mandato di cattura viene emesso il 28 marzo 1946, ma la trasmissione dello stesso dalla questura al giudice istruttore avviene solo il 9 agosto, quindi un mese e mezzo dopo l'approvazione del decreto di amnistia da parte del Governo. Il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Perugia si pronuncia il 29 marzo 1949: «Ritenuto che […] nei confronti del Loredan Antonio, non sono emerse prove circa la di lui partecipazione all'omicidio in persona del Mariotti Pietro […] e pertanto nei suoi confronti devesi dichiarare estinto il reato per amnistia, [...] CHIEDE: che la Sezione Istruttoria, dichiarata chiusa la formale istruzione, [...] Dichiari, inoltre, di non doversi procedere nei confronti del suddetto imputato per concorso nella fucilazione di Mariotti Pietro per non aver commesso il fatto […]».
Il 1 febbraio 1950 la Sezione Istruttoria «in parziale difformità dalla richiesta del Pm dichiara non doversi procedere contro Loredan Antonio, Morucci Ermanno e Vigilanti Italo in ordine alla imputazione di concorso nell'omicidio in persona di Mariotti Pietro per insufficienza di prove e in ordine alla imputazione di collaborazionismo per estinzione del reato in seguito ad amnistia. [...] Ordina la revoca del mandato di cattura nei confronti del Loredan» (quanto tuttavia le ricerche relative al suo arresto erano già state revocate con ordine del giudice istruttore di Perugia del 7 settembre 1948).

Annotazioni: Nella giornata del 6 marzo, in preparazione della partenza verso Ripalvella e Doglio, prevista per la sera, vengono – come di norma – distribuiti i pacchetti di munizioni agli uomini della compagnia mista Alpini-Bersaglieri del 52° comando militare provinciale di Perugia. Il capitano comandante raccomanda di caricare le armi solo nel luogo di impiego, ma l'alpino Luigi Boschini (fu Angelo, classe 1925) trasgredisce. Poco dopo parte accidentalmente un colpo che uccide l'alpino Giovanni Toesca (fu Pietro, classe 1925). Boschini viene denunciato al Tribunale militare per omicidio colposo.
Secondo alcune testimonianze, depositate in sede processuale, Mariotti avrebbe tentato di fuggire una volta individuato dai fascisti.
Quanto alla fase intercorsa fra il trasporto di Mariotti in piazza e la sua fucilazione non vi è piena concordanza tra le testimonianze depositate.
L'episodio si inserisce in una fase, incentrata in particolare sul mese di marzo 1944, in cui le autorità fasciste provinciali cercano in ogni modo di giocare ancora un ruolo sulla scena, provando a scrollarsi di dosso la subalternità ai tedeschi. Episodi analoghi si verificano anche a Marsciano e Montefalco e, tranne quest'ultimo, si verificano precedentemente ai grandi rastrellamenti condotti da Wehrmacht e SS lungo la fascia appenninica, dove effettivamente (a differenza di Marsciano, San Venanzo, Monte Castello di Vibio e Montefalco) vi era un'intensa attività partigiana.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria di Pietro Mariotti è ancora molto viva fra la gente di Doglio. Qualcuno recrimina sul fatto che certe azioni avventate da parte di sprovveduti possano avere condotto a quella drammatica giornata e alla sua uccisione.

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-12-06 14:15:19

Vittime

Elenco vittime

Mariotti Pietro, nato a Monte Castello di Vibio il 29/06/1911, ivi residente in frazione Doglio, coniugato con Zafferani Norina e padre di un figlio, contadino. Riconosciuto partigiano combattente fra gli “Isolati” dal 20 ottobre 1943 al 14 gennaio 1944.

Elenco vittime civili 1

Mariotti Pietro.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


102. legione GNR di Perugia

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Armando Rocchi

    Nome Armando

    Cognome Rocchi

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile capo della provincia di Perugia.

    Note procedimento L\'uccisione di Mariotti rientra fra i capi d\'imputazione contro l\'ex capo della provincia di Perugia Armando Rocchi (accusato di triplice omicidio e collaborazione militare con il nemico invasore). La lunga vicenda processuale, costellata anche di due passaggi in Cassazione, si conclude con la declaratoria di amnistia pronunciata il 24 novembre 1959 dalla II sezione penale della Corte d\'Assise di Roma; il 30 ottobre 1961 la Corte d\'Appello sempre di Roma ne sancisce la riabilitazione civile (già dal 1950 beneficiava di libertà condizionale e sconti di pena).

  • Giuseppe Aira

    Nome Giuseppe

    Cognome Aira

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile Comandante dei 42 effettivi della compagnia mista Alpini-Bersaglieri del 52. Comando militare provinciale di Perugia

    Tipo di reparto fascista Esercito

    Nome del reparto 52. Comando militare provinciale di Perugia/Compagnia mista Alpini-Bersaglieri

  • Sconosciuto Sainas

    Nome Sconosciuto

    Cognome Sainas

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile capitano comandante della 1. compagnia Ordine Pubblico,“Compagnia della morte”, della 102. legione GNR di Perugia.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto 1. compagnia Ordine Pubblico/102. legione GNR di Perugia

  • Sconosciuto Sconosciuto

    Nome Sconosciuto

    Cognome Sconosciuto

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile Sergente maggiore da cui è partito il primo colpo.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto 102. legione GNR di Perugia

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Monte Castello di Vibio, Doglio

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Monte Castello di Vibio, Doglio

    Descrizione: Lapide a Pietro Mariotti in frazione Doglio (non sul luogo dell\'uccisione ma all\'interno del borgo).

  • lapide a Monte Castello di Vibio, Doglio

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Monte Castello di Vibio, Doglio

    Descrizione: Nome di Pietro Mariotti menzionato sulla lapide che, all\'ingresso di Doglio, ricorda i Caduti nelle due guerre mondiali.

  • lapide a Monte Castello di Vibio

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Monte Castello di Vibio

    Descrizione: Menzionato (con particolare evidenza perché è il primo nome inciso ed a caratteri più grandi rispetto agli altri) sulla lapide che a Monte Castello di Vibio ricorda le quindici vittime del nazifascismo nel territorio comunale.

Bibliografia


Angelo Bitti, La guerra ai civili in Umbria (1943-1944). Per un Atlante delle stragi nazifasciste, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2007, p. 171.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno, 2013, pp. 150-151, 194-197, 198 e n, 199, 224, 246n.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

AS Isuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche 1946-1948».
AS Perugia, Prefettura di Perugia, Gabinetto riservato, b. 42, f. 3, s. f. C, c. 30.
AS Perugia, Corte d\'Appello di Perugia, Processi penali, b. 25, f. 403; Ibid., Corte d\'Appello di Perugia (ultimo versamento), Fascicoli processuali penali, b. 74, f. 972.
AS Perugia, Armando Rocchi, b. 3, f. 1, s. f. 4, cc. 96-140; Ibid. fasc. 2, s. f. 6 «Motivi di ricorso»; Ibid., f. 14 «Memoriale», pp. 71-88.
AS Isuc, Guerra 1940-1945, b. 1, fasc. 3, cc. 29, 115-116 (il fascicolo contiene, in copia fotostatica, il Diario storico-militare e la Memoria storico-militare del 52° Comando militare provinciale di Perugia, dal 10 novembre 1943 giorno dell\'ufficiale costituzione al 15 giugno 1944, giorno della smobilitazione; la collocazione originale è AUSSME, I-1 Rsi, b. 10).