Piazzale Loreto, Milano, 10.08.1944

(Milano - Lombardia)

Piazzale Loreto, Milano, 10.08.1944

Piazzale Loreto, Milano, 10.08.1944
Descrizione

Località Piazzale Loreto, Milano, Milano, Lombardia

Data 10 agosto 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 15

Numero vittime uomini 15

Numero vittime uomini adulti 15

Descrizione: Fucilazione di quindici detenuti politici tratti dalle carceri di San Vittore, per rappresaglia da parte dei tedeschi per un attentato ad un autocarro tedesco, posteggiato in viale Abruzzi, l’8 agosto 1944, in cui restarono uccisi alcuni cittadini italiani.
Il 10 agosto, alle 4.45, vennero prelevati da San Vittore 15 detenuti politici, che vennero fucilati in piazzale Loreto da un plotone di esecuzione composto da militi della Gnr e delle legione Muti. Eraldo Soncini riuscì a fuggire in via Palestrina, ma fu raggiunto e ucciso sul posto. I corpi delle vittime furono lasciati sulla piazza come monito alla popolazione fino alle ore 18, quando vennero traslati all'obitorio sotto la tutela del diacono Giovanni Barbareschi, su incarico del cardinale Schuster.

Modalità di uccisione: fucilazione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Girardello Avellino, accusato per aver causato l’arresto di Casiraghi e Fogagnolo, fu condannato il 9 ottobre 1945 dalla Cas di Milano a venti anni di reclusione. Il 3 settembre 1947 la Corte di Cassazione annullò senza rinvio la sentenza dichiarando il reato estinto per amnistia.
Parini Piero, capo della provincia di Milano, accusato per non essersi efficacemente adoperato per impedire la rappresaglia, fu condannato il 27 ottobre 1945 a otto anni e quattro mesi. Il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione annullò la sentenza per erroneità e mancanza di motivazioni limitatamente al diniego delle attenuanti e rinviò il giudizio alla sezione speciale della Corte di assise di Varese.

Vittorio Rancati, quale comandante della Brigata Nera del gruppo fascista G. Oberdan, imputato non solo di aver comandato la guardia al luogo dell'esecuzione, ma anche di aver ordinato l'inseguimento del Soncini che non riuscì peraltro a salvarsi, venne condannato il 23 maggio 1947 ad anni dieci di reclusione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione dichiarò amnistiato il reato.
Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l'esecuzione della condanna.

Scheda compilata da Giovanni Scirocco e Luigi Borgomaneri
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-16 12:47:49

Vittime

Elenco vittime

1. Bravin Gian Antonio (Berge Bergech [recte: Bergeborbech, Germania], 28.2.1908), commerciante. Abitante in viale Monza 7, Milano. Partigiano nel Varesotto, poi nella prima organizzazione gappista milanese. Arrestato dai fascisti il 29 luglio 1944 [recte: giugno] 1944 e imprigionato nel carcere di San Vittore a disposizione della Sicherheitspolizei-Sicherheitsdienst (SIPO-SD) germanica.
2. Giulio Casiraghi (Sesto san Giovanni, 18.10.1899), tecnico della Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. Nel 1931 condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a 4 anni di detenzione per «costituzione del PCd\'I, appartenenza al medesimo e propaganda. Organizzatore degli scioperi del marzo 1943, del dicembre 1943 e del marzo 1944; organizzatore e sappista della 184ª brigata Garibaldi Sap. Arrestato al ritorno dal lavoro, verso mezzogiorno del 12 luglio 1944 da fascisti e SS dipendenti dall\'ufficio dello SS-Scharführer Werning, responsabile della Sicherungskompanie di Monza. Trasferito a San Vittore il 7 agosto 1944.
3. Renzo Del Riccio (Udine, 11.9.1923), operaio meccanico. Appartenente dalla fine settembre 1943 a una delle prime bande operanti nel Comasco, il 22.12.1943 partecipa all\'at­tacco del presidio fascista di Canzo. Arrestato (forse nell’aprile 1944) e inserito nelle liste del servizio obbligatorio del lavoro, nel giugno 1944 fugge durante la deportazione in Germania (fonte Giuseppe Valota, Aned Sesto S. G.). Nuovamente arrestato in viale Monza su delazione, è incarcerato a Monza e poi trasferito a San Vittore il 7 agosto 1944.
4. Andrea Esposito (Trani, 26.10. 1898), operaio. Appartenente, insieme al figlio Eugenio, alla 113ª brigata Garibaldi Sap. Entrambi arrestati il 31 luglio 1944 da membri dell\'Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana, vennero rinchiusi nelle carceri di San Vittore a disposizione della SIPO-SD. Il figlio Eugenio, inizialmente inserito nella lista dei fucilandi, sarà invece deportato prima al campo di concentramento di Gries (Bolzano) e successivamente in Germania, da dove ritornerà a guerra finita.
5. Domenico Fiorani (24.1.1913), perito industriale. Appartenente alle brigate Matteotti. Arrestato il 25 luglio 1944 dalle SS italiane a Busto Arsizio, mentre si reca dalla moglie degente in ospedale. Incarcerato a Monza e trasferito il 7 agosto 1944 a San Vittore.
6. Umberto Fogagnolo (2.10.1911), ingegnere alla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. Rappresentante del Partito d’azione nel CLN di Sesto e responsabile dell’organizzazione clandestina nelle fabbriche, è tra gli organizzatori dello sciopero generale del marzo 1944. Arrestato il 13 luglio 1944 nel suo ufficio da agenti italiani della Sickerungskompanie, viene incarcerato a Monza dove è ripetutamente torturato. Trasferito a San Vittore il 7 agosto 1944.
7. Giovanni Galimberti (Milano, 31.8.1922), impiegato. Appartenente alle formazioni Garibaldi con compiti di collegamento e raccolta di armi (membro della 3ª brigata d\'assalto Garibaldi Gap \"Egisto Rubini\", secondo il martirologio compilato nell\'immediato dopoguerra a cura dell\'Anpi provinciale milanese). Arrestato durante un incontro clandestino in piazza San Babila alla fine del giugno 1944 da agenti della SS germanica e italiana. Tradotto alle carceri di San Vittore.
8. Vittorio Gasparini (Ambivere -Bg-, 30.7.1913), dottore in legge. Capitano degli alpini. Incaricato della radiotrasmissione di messaggi clandestini viene arrestato dalla SS tedesca il 25 maggio 1944. Interrogato a Brescia, nello stesso giorno è ricondotto a Milano e imprigionato nel carcere di San Vittore. Medaglia d\'oro al valore militare alla memoria.
9. Emidio Mastrodomenico (San Ferdinando di Puglia, 30.11.1922), agente di PS al commissariato di Lambrate. Collegato con il movimento resistenziale, è catturato il 29 luglio [ o il 16 aprile? L’Unità 11.10.64, Font. 18, 101] 1944 in piazza Santa Barbara da agenti della SIPO-SD e incarcerato a San Vittore.
10. Angelo Poletti (Linate al Lambro, 20.6.1912), operaio meccanico presso l\'Isotta Fraschini. Socialista. Dopo una breve esperienza partigiana in Valle Strona, rientra a Milano dove dirige il gruppo da cui nascerà la 44ª brigata Matteotti. Ferito a una gamba e arrestato il 19 maggio 1944 [o marzo? Cfr. L’Unità 11.10.64; Fondo Fontanella b. 18, fasc. 101], da membri dell\'Ufficio speciale dell’UPI della GNR, diretto del famigerato tenente Melli, viene imprigionato a San Vittore a disposizione della SIPO-SD.
11. Salvatore Principato (Enna, 19.4.1892), insegnante. Riconosciuto appartenente alle formazioni Garibaldi. Arrestato il 9 luglio 1944 da SS della Sicherungskompanie di Monza, è imprigionato e torturato nel locale carcere e poi trasferito a San Vittore il 7 agosto 1944.
12. Andrea Ragni (secondo un rapporto della GNR - poi ripreso dal «Corriere della sera» - nato a Piacenza il 4.7.1914, in realtà nato a Brescia il 5.10.1921). Appartenente alle brigate Garibaldi, catturato e fuggito in data imprecisata dell\'autunno 1943. Nuovamente catturato il 22 maggio 1944 da membri della SS tedesca su indicazione di un agente italiano. Imprigionato nel carcere di San Vittore.
13. Eraldo Soncini (Milano, 4.4.1911), operaio alla Pirelli Bicocca [nel 1942 lavora al reparto rettifica filiere; da Antifascismo e Resistenza. Niguarda e dintorni dal 1921 al 1945, p. 27]. Appartenente alla costituenda 107ª brigata Garibaldi Sap. Arrestato il 9 luglio 1944 nei pressi di piazzale Loreto da SS della Sicherungskompanie di Monza. Imprigionato nel locale carcere e trasferito a San Vittore il 7 agosto 1944. In piazzale Loreto Soncini tenta la fuga lungo via Andrea Doria e, ferito, tenta di nascondersi nel portone di via Palestrina 9. Raggiunto e scoperto dagli inseguitori, viene finito sul posto, trascinato in piazzale Loreto e gettato tra i cadaveri dei compagni fucilati. [Nel dopoguerra, secondo quanto pubblicato dal «Corriere della sera» del 24 maggio 1947, Giovanni Villasanta, comandante della compagnia \"Oberdan\" (Porta Venezia) della VIII BN A. Resega, e il ten. Della GNR Vittorio Rancati furono condannati ion contumacia per l\'assassinio di Soncini].
14. Libero Temolo (Arzignano, 31.10.1911), operaio alla Pirelli Bicocca. Membro della cellula clandestina comunista di fabbrica, partecipa all’organizzazione dello sciopero generale del marzo 1944, delle prime squadre di difesa e della costituenda 107ª brigata Garibaldi Sap. Arrestato il 21 aprile 1944 da agenti dell\'Ufficio speciale dell\'Upi, detenuto e torturato nella sede dei brigatisti neri della compagnia Oberdan (via Cadamosto 4), viene poi incarcerato a San Vittore a disposizione della SIPO-SD.
15. Vitale Vertemati (Niguarda, 26.3.1918), meccanico. Partigiano della 3ª brigata d\'assalto Garibaldi Gap \"Lombardia\" (poi \"E. Rubini\"). Arrestato il 1° maggio 1944 da agenti dell\'Ufficio speciale dell\'Upi e incarcerato a San Vittore a disposizione della SIPO-SD.

Elenco vittime partigiani 10

Bravin Gian Antonio,
Renzo Del Riccio,
Andrea Esposito ,
Domenico Fiorani,
Giovanni Galimberti ,
Angelo Poletti,
Andrea Ragni,
Eraldo Soncini,
Libero Temolo,
Vitale Vertemati

Elenco vittime antifasciste 5

Casiraghi Giulio,
Fogagnolo Umberto,
Gasparini Vittorio,
Mastrodomenico Emidio,
Principato Salvatore

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto GNR non precisato

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

SS Aussenkommando Mailand Sipo-SD

Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Sicherheitspolizei u. SD

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Giacinto Luisi

    Nome Giacinto

    Cognome Luisi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

    Note procedimento Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Compagnia Oberdan/8. Brigata nera “Aldo Resega” di Milano

  • Girardello Avellino

    Nome Girardello

    Cognome Avellino

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Girardello Avellino, accusato per aver causato l’arresto di Casiraghi e Fogagnolo, fu condannato il 9 ottobre 1945 dalla Cas di Milano a venti anni di reclusione. Il 3 settembre 1947 la Corte di Cassazione annullò senza rinvio la sentenza dichiarando il reato estinto per amnistia.

    Note procedimento Girardello Avellino, accusato per aver causato l’arresto di Casiraghi e Fogagnolo, fu condannato il 9 ottobre 1945 dalla Cas di Milano a venti anni di reclusione. Il 3 settembre 1947 la Corte di Cassazione annullò senza rinvio la sentenza dichiarando il reato estinto per amnistia. Parini Piero, capo della provincia di Milano, accusato per non essersi efficacemente adoperato per impedire la rappresaglia, fu condannato il 27 ottobre 1945 a otto anni e quattro mesi. Il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione annullò la sentenza per erroneità e mancanza di motivazioni limitatamente al diniego delle attenuanti e rinviò il giudizio alla sezione speciale della Corte di assise di Varese. Vittorio Rancati, quale comandante della Brigata Nera del gruppo fascista G. Oberdan, imputato non solo di aver comandato la guardia al luogo dell\'esecuzione, ma anche di aver ordinato l\'inseguimento del Soncini che non riuscì peraltro a salvarsi, venne condannato il 23 maggio 1947 ad anni dieci di reclusione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione dichiarò amnistiato il reato. Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

  • Luigi Campi

    Nome Luigi

    Cognome Campi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

    Note procedimento Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Compagnia Oberdan/8. Brigata nera “Aldo Resega” di Milano

  • Theodor Saevecke

    Nome Theodor

    Cognome Saevecke

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Il Tribunale Militare di Torino ha riconosciuto Saevecke colpevole di \"Violenza con omicidio in danno di cittadini italiani\" emettendo nei suoi confronti la condanna all\'ergastolo il 9 giugno 1999

    Note procedimento Il Tribunale Militare di Torino ha riconosciuto Saevecke colpevole di \"Violenza con omicidio in danno di cittadini italiani\" emettendo nei suoi confronti la condanna all\'ergastolo il 9 giugno 1999

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto SS Aussenkommando Mailand Sipo-SD

  • Vittorio Rancati

    Nome Vittorio

    Cognome Rancati

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Vittorio Rancati, quale comandante della Brigata Nera del gruppo fascista G. Oberdan, imputato non solo di aver comandato la guardia al luogo dell\'esecuzione, ma anche di aver ordinato l\'inseguimento del Soncini che non riuscì peraltro a salvarsi, venne condannato il 23 maggio 1947 ad anni dieci di reclusione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione dichiarò amnistiato il reato.

    Note procedimento Girardello Avellino, accusato per aver causato l’arresto di Casiraghi e Fogagnolo, fu condannato il 9 ottobre 1945 dalla Cas di Milano a venti anni di reclusione. Il 3 settembre 1947 la Corte di Cassazione annullò senza rinvio la sentenza dichiarando il reato estinto per amnistia. Parini Piero, capo della provincia di Milano, accusato per non essersi efficacemente adoperato per impedire la rappresaglia, fu condannato il 27 ottobre 1945 a otto anni e quattro mesi. Il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione annullò la sentenza per erroneità e mancanza di motivazioni limitatamente al diniego delle attenuanti e rinviò il giudizio alla sezione speciale della Corte di assise di Varese. Vittorio Rancati, quale comandante della Brigata Nera del gruppo fascista G. Oberdan, imputato non solo di aver comandato la guardia al luogo dell\'esecuzione, ma anche di aver ordinato l\'inseguimento del Soncini che non riuscì peraltro a salvarsi, venne condannato il 23 maggio 1947 ad anni dieci di reclusione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione dichiarò amnistiato il reato. Luigi Campi e Giacinto Luisi, imputati per aver materialmente ucciso il Soncini, vennero condannati il 23 maggio 1947 alla pena di morte per fucilazione. In data 17 novembre 1948 la Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dai due, tramutò la pena in ergastolo. Con ordinanza 6 novembre 1954 la Corte di Cassazione condonò la pena inflitta a Luisi, tramutandola in dieci anni di reclusione e in tre di libertà vigilata. Con ordinanza 6 febbraio 1961 la Corte di Assise di Appello di Milano dichiarò estinto il reato del Campi, facendo così cessare l\'esecuzione della condanna.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Compagnia Oberdan/8. Brigata nera “Aldo Resega” di Milano

Sentenze dei tribunali militari sull'episodio
Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Scuola in via Gran Sasso, Milano

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Scuola in via Gran Sasso, Milano

    Descrizione: Una lapide ricorda Salvatore Principato nell\'atrio della scuola e un\'altra in via Gran Sasso (presso la sua abitazione).

  • onorificenza alla persona a Umberto Fogagnolo

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Ubicazione: Umberto Fogagnolo

    Descrizione: Medaglia d\'argento al valore militare alla memoria a Umberto Fogagnolo

  • onorificenza alla persona a Vittorio Gasparini

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Ubicazione: Vittorio Gasparini

    Descrizione: Medaglia d’oro al valore militare alla memoria a Vittorio Gasparini

Bibliografia


Piero Bianchi Olocausti: Salvatore Principato in "L'Ora della scuola", Milano, 1 marzo 1946
Luigi Borgomaneri Hitler a Milano. I crimini di Theodor Saevecke capo della Gestapp, Roma, Datanews editrice, 1997, pp. 131-146
Pasqualina Callegari (a cura di) Il coraggio della libertà. La scuola milanese durante il fascismo e la resistenza (con la collaborazione di Linda Candia Untersteiner, Giudi Faini Cavalli, Concetta Principato, Maria Sofia Silva Strada. Introduzione di Mario Silvani), Novara, Aldo D’Imperio Editore, 1991, pp. 7, 115-117, 129
Massimo Castoldi 10 agosto 1944. I martiri di Piazzale Loreto nella memoria di tre poeti: Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo, Franco Loi in "Poetiche. Rivista di letteratura" vol. 9, n. 1, 2007, p. 84
Massimo Castoldi Flores apparuerunt in terra nostra: il maestro socialista Salvatore Principato e il giovane padre Luigi Reginaldo Orlandini da Lizzano in "Nuèter. Storia, tradizione e ambiente della montagna bolognese e pistoiese" anno 33, n. 65, giugno 2007, pp. 45-51
Roberto Cenati - Antonio Quatela (a cura di) Alle fronde dei salici. 15 vite per la libertà. Milano - Piazzale Loreto, 10 agosto 1944, Milano, Anpi - Provincia di Milano, 2007
Bianca Ceva 5 anni di storia italiana 1940-1945, Milano, Edizioni di Comunità, 1964, p. 265
Enzo Collotti - Renato Sandri - Frediano Sassi (a cura di) Dizionario della Resistenza, Torino, Einaudi, 2001, vol. II, pp. 72, 274, 275
Piero Malvezzi - Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003, pp. 74-75, 114-116
Sergio Fogagnolo "Lui era ingegnere elettrotecnico alla Marelli" in "Patria indipendente" N. 10/06, Roma, 2006, pp. 24-26
I martiri della libertà, Milano, A.N.P.I., [1945]
Massimo Griner, La “pupilla” del duce. La Legione autonoma mobile Ettore Muti, Bollati Boringhieri, Torino 2004, pp. 169-178
Giancarlo Monina (a cura di) Il movimento di Unità proletaria (1943-1945). Con due contributi su Lelio Basso e il PSI nel dopoguerra in "Annali della Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco", Roma, Carocci editore, 2005, pp. 19, 34, 127
Concettina Principato - Giovanni Patti (a cura di) Due scelte in tempi difficili: Mino Micheli, Salvatore Principato, Milano, Circolo culturale G. Salvemini, 1985
Giovanni Scirocco, Piazzale Loreto, 10 agosto 1944, in Cristiana Fiamingo (a cura di), Culture della memoria e patrimonializzazione della memoria storica, Unicopli, Milano 2014, pp. 127-143
Domenico Zucaro (a cura di) Socialismo e democrazia nella lotta antifascista 1927-1939 in «Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli» n. 25, Milano, Feltrinelli, 1988, pp. 39, 44, 112-113, 173-177, 180, 189, 19
Calvi Angelo, Vittorio Gasparini, cattolico, seppe resistere, Tera Mata Edizioni, Bergamo 2012

Sitografia


www.ultimelettere.it
www.anpi.it
www.piazzaleloreto.mi.it

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio di Stato di Milano, Corte d\'Assise straordinaria, Sentenza n. 232 del 9 ottobre 1945, N. 261 del 27 ottobre 1945; n. 75 del 23 maggio 1947
BA, 480/2240; BAB, R 70 Italien/14; PRO, WO 310/204, WO 204/11471, Atrocities. Summary...; Procura Militare di Torino, 2167; EAR, vol. 3, p. 411 s.; CPI 50/1, 67/1
INSMLI, Fondo Malvezzi Piero Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana e europea, b. 6 fasc. 12, b. 14 f. 57