Monte Di Nese, Alzano Lombardo, 13.04.1945

(Bergamo - Lombardia)

Descrizione

Località Monte Di Nese, Alzano Lombardo, Bergamo, Lombardia

Data 13 aprile 1945

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 73

Numero vittime uomini 73

Numero vittime uomini senza informazioni 73

Descrizione: La sera del 12 aprile 1945 centinaia di soldati, originari di diverse nazioni dell'Unione Sovietica (soprattutto dell'Azerbaigian) e inquadrati nelle forze armate tedesche, giunsero a Monte di Nese: avevano trasgredito l'ordine del comando tedesco di dirigersi verso il fronte e deciso la diserzione, con la collaborazione e la guida di un gruppo di partigiani della Resistenza locale.
Erano solo una parte, tra le migliaia allora presenti nella provincia bergamasca, di mongoli, come erano chiamati dalla popolazione locale colpita dai tratti asiatici di alcuni di essi. Stanchi, affamati, privi di precisi ordini da parte dei pochi ufficiali che li conducevano, si abbandonarono al sonno, senza avere approntato un efficiente servizio di guardia. All’alba del 13, furono investiti dall' attacco di forze fasciste e di reparti composti da ex prigionieri sovietici di origine asiatica arruolatisi nella Wehrmacht. Combatterono per la vita, ma la sorpresa e la disorganizzazione della difesa produssero per i disertori un esito disastroso: più di un centinaio morirono, circa quaranta direttamente nella lotta, più di settanta fucilati a freddo dopo la battaglia. I cadaveri, spogliati degli effetti personali e di ogni possibilità di riconoscimento, furono abbandonati e si provvide a dar loro sepoltura – ben otto giorni dopo lo
scontro – in fosse comuni, in varie località, consacrate o meno che fossero. Nel 1950 tutti i resti vennero riuniti in cassette ossario presso il cimitero di Alzano Lombardo.
Un numero imprecisato - comunque consistente - si diede alla fuga, principalmente verso la Val Serina, dove entrò in contatto, teso e non sempre pacifico, coi partigiani della "XXIV Maggio" e della "I Maggio".

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: punitivo
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Estremi e note penali: Sentenze 14, 28, 54, 73 e 78/45; Sent. 6, 9, 28 e 81/46
Tribunale competente: Corte d’assise speciale di Bergamo

Scheda compilata da Simona Cantoni
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-10-11 09:56:13

Vittime

Elenco vittime

54 al cimitero di Monte di Nese; 11 vicino alla Chiesa e 8 in località Busa

Elenco vittime disertori 73

Ignoti

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


GNR, 612. Compagnia OP Macerata

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

GNR delle Montagne e delle Foreste di San Pellegrino

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Memorie
Bibliografia


Giuseppe Pezzini, I russi, in Scegliere giustizia e libertà. Frammenti di vita partigiana, Il filo di Arianna,
Bergamo 2009;
Andrea Pioselli, La diserzione. I “mongoli” nella Resistenza bergamasca e la strage di Monte di Nese, Il filo di Arianna, Bergamo 2010.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Aisrec, Fondo M. Colombo, fald. 1, b. d, fasc. 8, Comando Brigata XXIV Maggio, firmato il Commissario. Oggetto: Ricupero armamenti ed equipaggiamenti già appartenenti a soldati russi;
Fondo G. Alonzi, Cvl. Brigata Camozzi, Relazione sull’attività svolta dalla Brigata, fald. 3, b. a, fasc. 1;
Aisrec, Carte A. Boschini, b. a, fasc. 5, I russi, f.to Pietro Morandi, Almè con Villa, 12 aprile 1946;
Aisrec, Fondo N. Mazzolà, fald. 1, b. h, fasc. 2, Memoria, f.to Riccardo Boffelli, Almè, 27 luglio 1945;
Aisrec, Fondo N. Mazzola`, fald. 1, b. e, fasc. 1, Cln. Corpo volontari della liberta`, Formazione Vittorio Veneto, Al Comando militare di zona di Bergamo, Rapporto n. 18, Oggetto: sulla defezione delle SS russe dislocate in Val Brembana, f.to Il comandante della formazione Umberto Monti [Mazzola`], 24 aprile 1945;
Fonoteca Isrec, Testimonianza di Fortunato Fasana, raccolta il 18 dicembre 1986 a Bergamo da Bruno Bianchi e Marco Sorelli;
Fonoteca Isrec, Testimonianza di Franca Pelizzari Parigi, raccolta il 14 novembre 1979 a Bergamo da A. Bendotti e G. Bertacchi.