VILLA GIZZI LEONESSA 31.10.1943

(Rieti - Lazio)

VILLA GIZZI LEONESSA 31.10.1943

VILLA GIZZI LEONESSA 31.10.1943
Descrizione

Località Villa Gizzi, Leonessa, Rieti, Lazio

Data 31 ottobre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 1

Numero vittime uomini anziani 1

Descrizione: Quella in cui vengono uccisi, insieme ad altri due giovani di Cascia e Monteleone di Spoleto (Perugia, cfr. relative schede), Francesco Gizzi e il nipote Giulio rappresenta la prima operazione di rastrellamento compiuta dai tedeschi in questa area di confine fra Umbria e Lazio. Tre delle quattro vittime non hanno alcun legame con i partigiani, ma vengono considerati loro fiancheggiatori. Dieci giorni prima il gruppo partigiano di Monteleone di Spoleto aveva realizzato un colpo contro un'auto militare tedesca, uccidendo due dei tre passeggeri e facendo un discreto bottino, soprattutto in denaro.
La mattina del 31 circa duecento uomini della Platzkommandantur di Rieti muovono in direzione di Leonessa, prendendo poi la strada che conduce in Umbria nel territorio di Monteleone di Spoleto. Le prime due vittime vengono fatte proprio a ridosso del confine, in località Villa Gizzi di Leonessa. Giulio Gizzi viene sorpreso armato al limitare del bosco ai margini della strada. La colonna che lo cattura è particolarmente in allarme perché, secondo diverse ricostruzioni, è stata appena attaccata. Le prolungate sevizie cui è sottoposto il trentenne Giulio attraggono il vecchio zio Francesco, poco distante con il gregge al pascolo. Non appena giunto in prossimità dei soldati viene atterrato da una raffica di mitra, prima che il nipote sia finito a colpi di rivoltella.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: L'uccisione di Francesco e Giulio Gizzi entra nella vicenda processuale del capo della provincia di Rieti nel dopoguerra, di cui si ignora l'esito. Chiamato a deporre sui fatti, Paolo Gizzi, settantaduenne padre di Giulio, fornisce questa versione: «Il 31 ottobre 1943 mio figlio Giulio si trovava a pascolare le vacche in prossimità della strada per Monteleone di Spoleto. Ad un tratto s'incontrarono a passare dei camion tedeschi con delle truppe. Alcuni cacciatori che si trovavano sul monte, cominciarono a sparare, non ai tedeschi, ma a delle starne che si levarono in volo in quel momento. I tedeschi allora scesero dai camion e cominciarono ad inseguire i cacciatori che erano scappati al loro apparire. Anche mio figlio e lo zio Gizzi Francesco, scapparono. I tedeschi raggiunsero prima l'anziano zio e lo uccisero, dopo poco, raggiunto anche lui, uccisero anche mio figlio».

Annotazioni: Negli elenchi della Commissione regionale riconoscimento partigiani dell'Umbria, Francesco e Giulio Gizzi non risultano né fra i partigiani né fra i patrioti della brigata “Gramsci” (tra l'altro a fine ottobre non ancora ufficialmente costituita come tale). Vi è però un Antonio Gizzi, riconosciuto partigiano dal 9 settembre al 30 ottobre 1943, «caduto». Dato che tale nome non è mai emerso fra i Caduti della “Gramsci”, e considerando la coincidenza di date, è molto probabile che si tratti di Giulio Gizzi. Il fatto che venga riportato Antonio come nome può essere o un errore o la sua effettiva identità (sul cippo posto sul luogo dell'uccisione è chiamato Francesco), considerando quanto all'epoca fosse usuale in certi contesti chiamare le persone con nomi (e soprannomi) diversi da quelli registrati all'anagrafe. Non è da escludere, ma risulta improbabile trattandosi della fase iniziale della Resistenza – quindi con scarsa organizzazione e comunicazione fra i vari gruppi che poi avrebbero costituito la “Gramsci” – che Antonio possa essere il nome di battaglia.

Scheda compilata da Tommaso Rossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-01 17:22:06

Vittime

Elenco vittime

Gizzi Francesco fu Giuseppe, nato a Leonessa il 21/08/1864 e ivi residente in frazione Villa Gizzi, contadino-pastore.
Gizzi Giulio di Paolo, nato a Leonessa il 23/06/1914 e ivi residente in frazione Villa Gizzi, nipote di Francesco, contadino-pastore, partigiano.

Elenco vittime civili 1

Gizzi Francesco.

Elenco vittime partigiani 1

Gizzi Giulio.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Platzkommandantur Rieti

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Anno di realizzazione: 2005

    Descrizione: Con decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in data 31 marzo 2005, la provincia di Rieti è stata decorata di medaglia d\'argento al Merito civile: «La Comunità provinciale del Reatino resisteva, con fierissimo contegno, all\'accanita

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Descrizione: La Città di Leonessa ha ricevuto la medaglia d\'argento al Valore civile per quanto avvenuto nel suo territorio nel 1943-1944.

  • monumento a Leonessa

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Leonessa

    Descrizione: Pur essendo caduti in data diversa, il loro nome è comunque riportato anche a Leonessa sul Monumento-sacrario ai Martiri del 7 aprile 1944 e la data della loro uccisione è inserita in una delle steli che, lungo il viale che conduce al monumento, riportano

  • commemorazione a Leonessa, Villa Gizzi

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Leonessa, Villa Gizzi

    Descrizione: Profondamente sentite e partecipate le commemorazioni che si tengono a Leonessa e nelle frazioni dei Caduti per mano nazifascista nel 1943-1944.

  • cippo a Leonessa, Villa Gizzi

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Leonessa, Villa Gizzi

    Anno di realizzazione: 1983

    Descrizione: Cippo sul luogo dell\'uccisione di Francesco e Giulio Gizzi, inaugurato il 30 ottobre 1983 (sostituisce una croce posta, presumibilmente dai familiari, subito dopo la Liberazione, che tuttavia non risultava più visibile già a fine anni Settanta).

Bibliografia


Relazione del comandante il battaglione “Cimarelli” della brigata “A. Gramsci”, in Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, vol. 1, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 276-282, in particolare pp. 277-278; Giuseppe Zelli, Sulle montagne di Leonessa, in Ibid., pp. 295-319, in particolare p. 295.
Antonio Cipolloni, La guerra in Sabina dall'8 settembre 1943 al 12 giugno 1944, Arti Grafiche Celori, Terni 2011, pp. 233-234.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2013, pp. 619-621, 760-761.
Bruno Zenoni, Ambrogio Filipponi, La Resistenza incisa nelle pietre. Documentazione del contributo di sangue per la libertà della Patria nel triangolo Umbro-Laziale-Marchigiano ove operò la Brigata Garibaldina “Antonio GRAMSCI”, ANPI Terni, Terni 1977, p. 63.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

AS Isuc, ANPI Terni, Resistenza/Liberazione, b. 2 «Riconoscimento qualifiche 1946-1948».
AS Isuc, ANPI Perugia, b. 3, f. 10, c. 17 (r/v).
AS Roma, Corte d\'Appello-Corte d\'Assise, b. 2928.