SAPUTELLI CERMIGNANO 11-12.06.1944

(Teramo - Abruzzo)

SAPUTELLI CERMIGNANO 11-12.06.1944

SAPUTELLI CERMIGNANO 11-12.06.1944
Descrizione

Località Saputelli, Cermignano, Teramo, Abruzzo

Data 11 giugno 1944 - 12 giugno 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini senza informazioni 1

Descrizione: I partigiani nel vicino comune di Bisenti costituirono la cosiddetta brigata Valviano, dal nome della località nella quale stanziavano. Nella zona operava l'agguerrita banda guidata dal brigadiere Aielli, che raccoglieva antifascisti dalla valle del Vomano alla valle del Fino, e che operava in stretto contatto con la banda Ammazzalorso, a coordinare l'attività del raggruppamento “Valviano” c'era il capitano Renato Molinari. La brigata, dopo il disarmo del comando tedesco a Penna Sant'Andrea il 28 marzo, assaltò con delle bombe a mano un'autocolonna nemica sulla strada Bisenti-Appignano, uccidendo 1 tedesco e ferendone gravemente altri. Durante la ritirata i tedeschi si vendicarono.
Tra l'11 e il 12 giugno 1944 in località Collemarmo sempre nel vicino comune di Bisenti, due tedeschi si presentarono da Degnitti Domenico e chiesero da mangiare, ma arrivarono i partigiani e li uccisero, la reazione tedesca porterà al massacro dei presenti.
In questo contesto il12 giugno in contrada Saputelli venne catturato e poi ucciso Marino Saputelli, un diciottenne che stava pascolando le pecore.
In generale durante l'occupazione furono diverse le brutalità commesse dai militari tedeschi nel territorio comunale (furti, tentate violenze sulle donne, sopraffazioni...) e diverse furono le lamentele da parte della popolazione e le segnalazioni da parte dell'amministrazione comunale al comando tedesco Koruck di Teramo.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: ritirata

Annotazioni: Bisenti e Cermignano sono due comuni limitrofi, per questa ragione risulta esserci un po' di confusione nei luoghi di esecuzione. Marino Saputelli venne ucciso in contrada Saputelli, che si trova nel comune di Cermignano. Nei documenti della commissione italo-tedesca Vincenzo Violante risulta essere ucciso nel comune di Cermignano in località Villa Cupo, e non in località Scipione insieme a Scipioni Gaetano e Violante Alberino, in realtà secondo le testimonianze orali fu ucciso tra Bisenti e Cermignano. Inoltre sempre secondo i documenti della Commissione Italo-tedesca Vincenzo Violante risulta essere ucciso il 3 settembre 1944 e non in giugno, inoltre c'è difformità sulla modalità dell'uccisione, secondo la commissione avrebbe incontrato due soldati tedeschi e siccome armato di fucile da caccia veniva ucciso con bombe a mano, anche se risulta più verosimile la versione indicata nel pannello descrittivo.

Leggendo le interviste si notano delle incongruenze tra le fonti e i gli estremi anagrafici rinvenuti nel comune di Bisenti.
Sabatino Degnitti, cognato di Domenico e marito di Candida, racconta che l'11 giugno del 1944 a casa di Domenico Degnitti si presentarono dei tedeschi che terrorizzandolo lo costrinsero a dar loro da mangiare e da bere, nel frattempo in casa sopraggiunsero due partigiani (Ercole Di Girolamo, detto “Girasole”, e Giovanni Marchionne) che erano alla ricerca dei tedeschi, in quanto avevano compiuto diversi soprusi già in altre abitazioni. Quando arrivarono i partigiani, iniziò un conflitto a fuoco e vennero uccisi i due tedeschi e rimasero a terra Domenico Degnitti, Oreste Castiglione e Antonio Di Vincenzo, questi ultimi, tuttavia, secondo l'anagrafe furono uccisi il 12-06, e il Di Vincenzo risulta addirittura ucciso in contrada Saputelli, in altre fonti risulta che furono uccisi il 12-06 in contrada Collemarmo, ma non nell'abitazione del Degnitti Domenico; l'unico che in anagrafe risulta registrato all'11-06 è Domenico Degnitti.
Sabatino Degnitti racconta che il 12-06 i tedeschi, prima di stabilirsi in contrada Scipione, avevano catturato Marino Saputelli, in contrada Saputelli, nel comune di Cermignano, e che avevano fatto un ultimo rastrellamento a Collemarmo, prelevarono Giovanni Palusci e Degnitti Candida, e che fucilarono i tre prigionieri prima del calar del sole. In realtà secondo l'anagrafe Marino Saputelli venne ucciso in contrada Saputelli, anche se questo non spiega perchè la morte sia stata registrata nel comune di Bisenti, se Saputelli fa parte del comune di Cermignano, di conseguenza sembra verosimile il fatto che venne catturato a Saputelli e ucciso a Collemarmo insieme agli altri due.
In contrasto con tutte le fonti archivistiche, anagrafiche e letterarie, risulta la notizia, fornita da Sabatino Degnitti, che Gaetano Degnitti venne ucciso il 13 giugno, nello stesso giorno in cui vennero bruciate le varie abitazioni di Collemarmo.

Vincenzo Scipione, racconta che i tedeschi si presentarono nella contrada Scipione a fine maggio, e che alcuni di loro si presentavano alla popolazione come prussiani per dimostrarsi disponibili, e che altri per spaventarli dicevano che sarebbero presto arrivati i tedeschi veri che era molto più cattivi di loro.
A distanza di qualche giorno dal loro arrivo iniziarono i soprusi: lavori forzati, furti di bestiame, cibo e vino nelle cantine.
Vincenzo Scipione, racconta che sua cugina, Scipione Addolorata venne stuprata a turno da 4 tedeschi e che il padre Domenico, e la madre, furono costretti a guardare terrorizzati, tenuti al muro minacciati con un mitra.
Secondo Vincenzo Scipione, la situazione divenne ancora più tesa quando i tedeschi catturarono Vincenzo Violante, ex carabiniere che partecipava di notte alle azioni partigiane, e che al momento della cattura si apprestava a partire da Scipione per compiere una missione con un mitra e delle bombe a mano addosso.
Vincenzo Violante, insieme al cugino Alberino Violante e Gaetano Scipione, venne rinchiuso quindi in una stalla (normalmente usata per tenere le galline) e il resto della popolazione (circa 50 persone) venne chiusa in una casa di sole due stanze (di proprietà dell'intervistato) e che potevano uscire solo i giovani per curare gli animali o per assolvere agli ordini impartiti dai tedeschi.
Vincenzo Scipione conferma la versione di Sabatino Degnitti raccontando che c'era una paura terribile in quanto era giunta la notizia che a Collemarmo erano stati uccisi dei tedeschi, e che nel conflitto a fuoco dell'11-06 erano morte 3 persone, e che il giorno successivo erano morte altre 4 persone (comprendendo presumibilmente anche Gaetano Degnitti) tra cui una donna incinta.
Scipione racconta che i tedeschi avrebbero ucciso 20 italiani in totale, dato che i tedeschi morti erano 2, infatti il comandante disse che tenendo conto delle 7 vittime di Collemarmo, avrebbe intanto ucciso 3 persone (quindi i 3 prigionieri) e poi avrebbe provveduto agli altri 10.
La contrada era terrrorizzata, i tre prigionieri vennero portati a Bisenti, ma non uccisi subito, addirittura vennero lasciati senza vigilanza, ma i tre non provarono neanche a scappare perchè erano consapevoli che scappando avrebbero segnato la condanna a morte dei propri famigliari ancora tenuti sotto controllo a Scipione.
I tedeschi intanto obbligarono gli abitanti di Scipione a scavare una grande fossa a circa 40 metri di distanza dalla casa, la popolazione era distrutta e terrorizzata in quanto temeva di scavare la propria tomba, in realtà arrivò un mulo in cui c'erano i cadaveri dei due tedeschi uccisi. A quel punto alcuni soldati fecero deporre delle fascine sotto i corpi dei due militari (Scipione parla di due bei giovani, alti e biondi, e uno, dati i gradi sulla divisa, era presumibilmente un tenente), fecero avvolgere i corpi con delle lenzuola bianche e fecero ricoprire i corpi con la terra. I tedeschi invitarono gli abitanti a pregare, i quali iniziarono a piangere e a disperarsi così tanto che i tedeschi si commossero, abbassarono i mitra e iniziarono a piangere anche loro, compreso il comandante che iniziò a singhiozzare inginocchiandosi a terra.
La mattina del 13 giugno, il giorno di Sant'Antonio, si svegliarono e si accorsero che i tedeschi se ne erano andati. I tre prigionieri, invece, vennero uccisi proprio il 13 giugno (il 12 giugno secondo l'anagrafe) nella località chiamata “la Castillàne” tra Bisenti e Cermignano. Gli abitanti di Scipione quando li trovarono (nel libro c'è una foto dei cadaveri) videro che Alberino Violante e Gaetano Scipione erano stati semplicemente fucilati, mentre Vincenzo Violante, ritenuto eversivo, fu seviziato al punto che non si riconosceva più nemmeno il corpo e poi ucciso. Molto probabilmente il testimone confonde il giorno del ritrovamento con il giorno dell'uccisione.
Gli abitanti di Scipione deposero tre croci sul luogo della strage, ricordando commossi il gesto dei loro concittadini, che non scappando fecero salvare gli altri abitanti, realizzarono, inoltre, uno stendardo dedicato a Sant'Antonio, e da quel giorno ogni 13 giugno il paese è in festa in onore del santo, infatti si attribuisce a lui il miracolo della loro salvezza.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La vicenda risulta molto consolidata nella memoria dei cittadini di Cermignano e di Bisenti.

Scheda compilata da Claudia Piermarini
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-15 23:32:17

Vittime

Elenco vittime

Saputelli Marino

Elenco vittime civili 1

Saputelli Marino

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


71. Infanterie Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Teramo, piazza Orsini

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Teramo, piazza Orsini

    Descrizione: Lapide dedicata a tutti i caduti della provincia di Teramo.

Bibliografia


-Friedrich Andrae, La Wehrmacht in Italia. La guerra delle forze armate tedesche contro la popolazione civile 1943-1945, Editori Riuniti, Roma, 1997, p.133.
- Luigi Braccilli , Abruzzo kaputt -pagine sulla resistenza-, Editrice Nepora, 1975, Sant'Atto (Teramo), pp. 52-55
-Costantino Felice, Dalla Maiella alle Alpi -Guerra e Resistenza in Abruzzo-, Donzelli editore, Roma, 2014, pp. 202-206.
-Sandro Melarangelo, La Resistenza a Teramo -documenti e immagini, Edizioni Menabò, Ortona, 2013, p. 181
-Angelo Panzone, Lido Panzone, C'era una volta a Bisenti -Personaggi, eventi e aneddoti del secolo scorso, Coram group, Bisenti, 2007, pp. 113-122.
-Violenze e rappresaglie nazifasciste allegato a Anni di guerra : Teramo 1943-1944 : fascismo, resistenza, liberazione : mostra storico-documentaria : aula magna del Convitto nazionale, Teramo, 19 novembre-3 dicembre 1994, Deltagrafica, Teramo, 1994, p.68.

Sitografia


La presenza militare tedesca in Italia 1943-1945

Fonti archivistiche

Fonti

-ACS, ACC, s. 245, bob. 1230B, fot. 19.0, f. 56
-Comune di Bisenti, registri atti di nascita e di morte.
-AS Teramo, Prefettura, versamento \'89, b. 14
-AS Teramo, Prefettura Gabinetto, 3° Versamento, Busta 30 f.1, s. f. 5A
-AS Teramo, Prefettura Gabinetto, 3° Versamento, Busta 51, f. 1b
-AS Teramo, Prefettura Gabinetto, 3° Versamento, Busta 35b, f. 14