Fortezza Priamar, Savona, 01.11.1944

(Savona - Liguria)

Fortezza Priamar, Savona, 01.11.1944

Fortezza Priamar, Savona, 01.11.1944
Descrizione

Località Fortezza Priamar, Savona, Savona, Liguria

Data 1 novembre 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 6

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 3

Numero vittime donne 3

Numero vittime donne adulte 2

Numero vittime donne anziane 1

Descrizione: Il 31 ottobre 1944, alle ore 9.05, a Savona, all'inizio di via Poggi, nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco (allora sita in via dei Mille), due sapisti uccisero con un colpo di arma da fuoco il maggiore della GNR Giorgio Massabò, di 56 anni, membro del Tribunale Speciale Fascista. Dapprima si sospettò degli stessi Vigili del Fuoco, dato il legame di alcuni di loro con la lotta di Liberazione. In seguito Giacomo Negro, tenente medico delle Brigate nere, attestò che i colpi di fucile provenivano dall'alto; pertanto si dedusse che fossero stati sparati da una delle case circostanti. La Polizia politica procedette agli interrogatori ed arrestò Luigia Comotto, di anni 68, abitante in un grande appartamento di via Poggi di cui affittava alcune stanze e dal quale si suppose fossero partiti i colpi. La Comotto, pur non avendo direttamente contribuito alla Resistenza, sovente aveva avuto modo di ospitare i partigiani e di essere solidale con alcuni di loro. Pur conoscendo i due attentatori, sottoposta ad interrogatori e torture, oppose sempre il silenzio. Venne quindi fucilata per rappresaglia l'1 novembre 1944 nel fossato meridionale della Fortezza del Priamar di Savona insieme alle partigiane Paola Garelli e Franca Lanzoni, arrestate precedentemente per attività sovversiva, e ai partigiani Giuseppe Baldessari, Stefano Peluffo e Pietro Cassani. Mentre Comotto e Lanzone morirono sul colpo, a Paola Garelli occorse il colpo di grazia.
Tutte e sei le vittime, pur non avendo commesso l'attentato, vennero fucilate per rappresaglia. Negli ultimi istanti i sei condannati furono assistiti da don Mario Frumento, tramite il quale essi ottennero di poter scrivere un ultimo saluto ai loro cari. A tale proposito sono note la lettera che Paola Garelli scrisse alla figlia “Mimma” prima di morire e il messaggiop affidato al sacerdote da Franca Lanzone per il fratello Mario e per la madre (cfr. Le martiri della provincia di Savona. Ricerca degli alunni scuola media “Guidobono” Legino, Tipolito Priamar, Savona, 1997, pp. 22-23).

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Il federale Aicardi Quinzio, il capitano Giglio Eugenio e Petronelli Carlo sono stati identificati quali autori delle torture inferte alle vittime prima della fucilazione, pertanto non sarebbe da escludere che i medesimi siano anche i responsabili della fucilazione.
Contro i responsabili delle sevizie nel mese di maggio del 1946 si pronunciò la Cassazione di Savona.

Scheda compilata da Giosiana Carrara, Dario Ferrero, Fabio Mocco
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-12-28 17:15:37

Vittime

Elenco vittime

Baldessari (o Baldassarre) Giuseppe Francesco detto “Pino” (“Fedo”), n. 16-03-1918 a Savona (SV), residente a Savona (SV), operaio, celibe, già marinaio; partigiano appartenente dal primo ottobre 1943 alla Div. SAP Gramsci Brg. Colombo. Arrestato dalle Brigate nere il 20-10-1944 al Santuario (SV) e incarcerato nel Palazzo littorio savonese con l’accusa di «affiliazione a bande, trovato in possesso di un’arma automatica e sorpreso nell’atto di accompagnare alla diserzione tre soldati repubblicani (San Marco)», prima di essere fucilato dovette subire ripetute torture.
Cassani Pietro (“Giacomo”), n. 11-08-1905 a Genova (GE), residente a Genova (GE), guardiano notturno, coniugato con prole, già carabiniere; partigiano appartenente alla Brg. GL Astengo. Fu arrestato il 18-10-1944 a Genova e successivamente tradotto a Savona, dove venne incarcerato dal 23 al 31 ottobre 1944.
Comotto Luigia (“Gemma”), n. 06-06-1876 a Genova (GE), residente a Savona (SV), casalinga, coniugata. Venne arrestata subito dopo l’uccisione del maggiore della GNR Giorgio Massabò, in via Poggi, in quanto gli agenti dell’ufficio politico della Questura di Savona, a seguito di perquisizione domiciliare, individuarono nella sua abitazione il luogo da cui i due attentatori sapisti avevano sparato (ritrovati anche alcuni bossoli). Inutilmente interrogata presso il Palazzo littorio di Savona sull\'identità dei due responsabili, che pure conosceva, oppose sempre silenzio alle violenze subite. Venne fucilata con altri 5 partigiani perché “colpevole di favoreggiamento dell\'assassinio di un ufficiale superiore dell\'esercito repubblicano”.
Garelli Paola (“Mirka”), n. 14-05-1916 a Mondovì (CN), residente a Savona (SV), pettinatrice, coniugata con prole; partigiana appartenente dall\'ottobre 1943 alla Div. SAP Gramsci Brg. Colombo. Fu arrestata dalle Brigate nere la notte tra il 14 e il 15 ottobre 1944 a causa del suo proselitismo antifascista e dell’attività di collegamento e rifornimento per le formazioni partigiane. Detenuta nel Palazzo littorio di Savona, subì, durante gli interrogatori, ripetute intimidazioni e torture. Per farla parlare, gli aguzzini la misero persino davanti ad un muro sparandole intorno alla testa alla presenza della figlia Mimma, di soli 7 anni. In seguito a queste torture, la Garelli perse parzialmente l\'udito. Venne fucilata l\'1 novembre 1944 perché “colpevole di appartenere ad una organizzazione antinazionale, ingaggiatrice di elementi femminili ai fini cospirativi, distributrice di manifestini sobillatori e disfattivi, colpevole di disarmo di militari, colpevole di incitamento alla diserzione di soldati repubblicani”.
Lanzone (o Lanzoni) Francesca (“Franca” o “Tamara”), n. 28-09-1919 a Savona (SV), residente a Savona (SV), operaia rilegatrice presso la tipografia “Saettone” in via S. M. Maggiore, a Savona, nubile; partigiana appartenente dal primo ottobre 1943 alla Div. Gramsci Brg. Colombo. Di cognome “Lanzoni” ma scambiato in seguito ad un errore dell\'anagrafe in “Lanzone”, Franca fu tradita da un soldato della San Marco. Venne quindi arrestata dalle Brigate nere con i genitori e i due fratelli la sera del 21-10-1944 con l’accusa di aver incitato alla diserzione tre soldati repubblicani e per la sua attività di collegamento e rifornimento per le formazioni partigiane. Anch’essa dovette subire intimidazioni e torture. Il fratello più piccolo, Aldo (di 10 anni), venne rilasciato insieme al padre, malato di cuore, dopo una quindicina di giorni. L\'altro fratello, di nome Mario, restò ancora un mese in carcere mentre la madre fu detenuta sino alla fine del dicembre 1944. Tutta la famiglia era ancora detenuta quando avvenne la fucilazione di Franca.
Peluffo Stefano (“Penna” o “Mario”), n. 12-04-1926 a Savona (SV), residente a Savona (SV), impiegato, celibe; partigiano riconosciuto come appartenente alla Div. SAP Gramsci Brg. Falco dal primo ottobre 1943. Arrestato dalle Brigate nere la notte tra il 14 e i 15 ottobre 1944 a Savona, a seguito di una delazione, fu accusato di «essere un reclutatore di elementi femminili per propaganda sobillatrice e disfattista»; subì ripetute intimidazioni, torture e sevizie nel Palazzo littorio savonese. Fu quindi fucilato per rappresaglia dalle Brigate nere il 1º novembre 1944.

Elenco vittime civili 1

Comotto Luigia (“Gemma”)

Elenco vittime partigiani 5

Baldessari (o Baldassarre) Giuseppe Francesco detto “Pino\"
Cassani Pietro (“Giacomo”),
Garelli Paola (“Mirka”),
Lanzone (o Lanzoni) Francesca (“Franca” o “Tamara”),
Peluffo Stefano (“Penna” o “Mario”)

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Brigata nera reparto imprecisato

Tipo di reparto: Brigata Nera

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Carlo Petronelli

    Nome Carlo

    Cognome Petronelli

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Il federale Aicardi Quinzio, il capitano Giglio Eugenio e Petronelli Carlo sono stati identificati quali autori delle torture inferte alle vittime prima della fucilazione, pertanto non sarebbe da escludere che i medesimi siano anche i responsabili della fucilazione.

    Note procedimento Contro i responsabili delle sevizie nel mese di maggio del 1946 si pronunciò la Cassazione di Savona.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Brigata nera reparto imprecisato

  • Eugenio Giglio

    Nome Eugenio

    Cognome Giglio

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Il federale Aicardi Quinzio, il capitano Giglio Eugenio e Petronelli Carlo sono stati identificati quali autori delle torture inferte alle vittime prima della fucilazione, pertanto non sarebbe da escludere che i medesimi siano anche i responsabili della fucilazione.

    Note procedimento Contro i responsabili delle sevizie nel mese di maggio del 1946 si pronunciò la Cassazione di Savona.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Brigata nera reparto imprecisato

  • Quinzio Aicardi

    Nome Quinzio

    Cognome Aicardi

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Il federale Aicardi Quinzio, il capitano Giglio Eugenio e Petronelli Carlo sono stati identificati quali autori delle torture inferte alle vittime prima della fucilazione, pertanto non sarebbe da escludere che i medesimi siano anche i responsabili della fucilazione.

    Note procedimento Contro i responsabili delle sevizie nel mese di maggio del 1946 si pronunciò la Cassazione di Savona.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Brigata nera reparto imprecisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Savona, Fortezza Priamar

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Savona, Fortezza Priamar

    Descrizione: Le vittime sono ricordate in due lapidi (l\'una in bronzo con una scultura in acciaio, l\'altra in marmo) poste presso la Fortezza del Priamar e nel sacrario del cimitero di Zinola (eccetto Cassani Pietro, la cui salma venne trasferita presso il cimitero

  • lapide a Zinola, cimitero

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Zinola, cimitero

    Descrizione: Le vittime sono ricordate in due lapidi (l\'una in bronzo con una scultura in acciaio, l\'altra in marmo) poste presso la Fortezza del Priamar e nel sacrario del cimitero di Zinola (eccetto Cassani Pietro, la cui salma venne trasferita presso il cimitero

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Peluffo Stefano venne decorato con la medaglia d’argento al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Instancabile cospiratore, fu tra i primi ad iniziare la lotta contro i mazifascisti e con azione persuasiva ed entusiasta svolgeva effic

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Annualmente la città di Savona ricorda la strage del 1º novembre 1944. In particolare, nei decennali della Liberazione, per commemorare l\'evento, vengono organizzati incontri e/o giornate di studio. Per il 70esimo della Liberazione, si segnala l\'iniziat

  • luogo della memoria a Savona

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Savona

    Descrizione: A Comotto Luigia venne intitolata una via a Savona.

  • luogo della memoria a Cuneo, Corso Soleri 1

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Cuneo, Corso Soleri 1

    Descrizione: Alla memoria di Garelli Paola venne intitolata a Cuneo una Scuola primaria

  • luogo della memoria a

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Descrizione: A Lanzoni Francesca vennero intitolati il distaccamento di Tosse-Noli-Spotorno della Brg. SAP Pes, un circolo UDI ed una via a Savona.

  • luogo della memoria a Savona

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Savona

    Descrizione: A Peluffo Stefano fu intitolato un distaccamento della Brg. Falco di Savona, una via ed il circolo della Federazione Giovanile Comunista Italiana nel quartiere della Consolazione a Savona.

Bibliografia


A.N.P.I. Savona (a cura di Gianni Toscani), Partigiani martiri della Resistenza. Sulle vie della memoria. Le lapidi dei partigiani in provincia di Savona, Cairo M.tte, L. Editrice s.r.l., 2012.
AAVV, Stefano Peluffo: scelte per amore della libertà, in “Quaderni Savonesi”, anno 18, n. 40, pp. 71-73.
Guido Malandra, I caduti savonesi per la lotta di Liberazione, Anpi di Savona, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2004.
Guido Malandra, I Volontari della libertà della II zona partigiana ligure (Savona), Anpi di Savona, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2005.
Le martiri della provincia di Savona. Ricerca degli alunni scuola media “Guidobono” Legino, Tipolito “Pramar”, Savona, 1997.

Sitografia


Cfr. Capitolo II (1944), episodio n. 1 (“La guerra”) del DVD-documentario a cura dell\'Isrec di Savona intitolato Europa-Italia-Savona. Guerra e Resistenza 1943-\'44-\'45, regia di Marta Arnaldi, riprese di Massimo Fornasier e testi di Giosiana Carrara.
Paola Garelli (Mirka), in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana [http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=244], url consultata il 28 settembre 2018
Franca Lanzone, in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana [http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=253], url consultata il 28 settembre 2018
Stefano Peluffo (Mario), in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana [http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=279], url consultata il 28 settembre 2018

Fonti archivistiche

Fonti