Foce del Centa, Albenga, 18.02.1945

(Savona - Liguria)

Foce del Centa, Albenga, 18.02.1945

Foce del Centa, Albenga, 18.02.1945
Descrizione

Località Foce del Centa, Albenga, Savona, Liguria

Data 18 febbraio 1945

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 6

Numero vittime uomini 6

Numero vittime uomini adulti 5

Numero vittime uomini anziani 1

Descrizione: Le vittime, residenti tutte in paesi nelle vicinanze di Albenga, vengono arrestate dalla Feldgendarmerie nel tentativo di arginare, tramite azioni particolarmente dure, gli aiuti forniti dagli abitanti dei medesimi paesi alle formazioni partigiane, in rapida avanzata verso la costa. Singolare risulta l’arresto di Isoleri Gino: nonostante appartenesse ad una famiglia a lungo legata all’amministrazione fascista, egli venne accusato di aver intrattenuto un rapporto d’affari (risalente a diversi anni prima) con un capo partigiano.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere.
Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia.
Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia.
Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

Annotazioni: Il reparto italiano è probabilmente un distaccamento della 34a Brigata Nera, suddivisa in 5 compagnie con reparti stanziati anche ad Albenga

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria dei fatti non è condivisa.

Scheda compilata da Dario Ferrero, Fabio Mocco
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-08-30 15:31:59

Vittime

Elenco vittime

Cavallera Severino, n. 01-05-1926 a Cuneo (CN), residente a Villanova d’Albenga (SV), muratore.
De Lorenzi Piero, n. intorno al 1904 a Vendone (SV), residente a Vendone (SV), contadino. Riconosciuto come partigiano combattente.
Isoleri Gino, n. 26-05-1905 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), commerciante.
Mosso Ennio, n. 01-11-1904 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), barbiere.
Nano Francesco, n. 19-01-1927 a Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), residente a Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), contadino.
Sapello Giovanni Battista, n. 23-11-1883 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), pensionato.

Elenco vittime civili 5

Cavallera Severino,
Isoleri Gino,
Mosso Ennio,
Nano Francesco,
Sapello Giovanni Battista

Elenco vittime partigiani 1

De Lorenzi Piero

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Brigata nera reparto imprecisato

Tipo di reparto: Brigata Nera

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alfred Fuchss

    Nome Alfred

    Cognome Fuchss

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Fuchss Alfred, sottufficiale della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Friederich Strupp

    Nome Friederich

    Cognome Strupp

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Gerhard Dosse

    Nome Gerhard

    Cognome Dosse

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Hans Nüsslein

    Nome Hans

    Cognome Nüsslein

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Nüsslein Hans, sottufficiale della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Luciano Ghio

    Nome Luciano

    Cognome Ghio

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Ghio Luciano, conosciuto come “Pisano”, infiltrato tra i partigiani e collaboratore della Feldgendarmerie.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

  • Luciano Luberti

    Nome Luciano

    Cognome Luberti

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Luberti Luciano, caporalmaggiore nella Wehrmacht ed interprete della Feldgendarmerie trupp; conosciuto come il “boia” di Albenga.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Wehrmacht reparto non precisato

  • Romeo Zambianchi

    Nome Romeo

    Cognome Zambianchi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Zambianchi Romeo, appartenente alle Brigate Nere e conosciuto come il “vice boia”.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Brigata nera reparto imprecisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Albenga, foce del Centa

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, foce del Centa

    Descrizione: Una lapide, situata ad Albenga presso la foce del Centa e collocata sul sito di un bunker, ricorda tutte le vittime qui decedute, comprese le 12 in questione.

Bibliografia


Riccardo Aicardi, Mario Moscardini, Albenga 1944-45: i martiri della foce del Centa, in Storia e Memoria, vol. 17, fascicolo 2, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2008.
A.N.P.I. Savona (a cura di Gianni Toscani), Partigiani martiri della Resistenza. Sulle vie della memoria. Le lapidi dei partigiani in provincia di Savona, Cairo M.tte, L. Editrice s.r.l., 2012.
Giosiana Carrara, Stragi nazifasciste di civili nella provincia di Savona, in Savona in guerra (1940-’43)(1943-’45). Militari e vittime della provincia di Savona caduti durante il secondo conflitto mondiale, ISREC di Savona, Savona, Marco Sabatelli editore, 2013.
Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti (a cura di Franco Gimelli), voll. I-II, Roma, Carocci editore, 2005.
Guido Malandra, I Volontari della libertà della II zona partigiana ligure (Savona), Anpi di Savona, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2005.
Pierpaolo Rivello, Le stragi nell'albenganese del 1944 e 1945, Torino, Sottosopra edizioni, 2011.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Cfr. 5° episodio del II capitolo del DVD-documentario a cura dell\'Isrec di Savona intitolato Europa-Italia-Savona. Guerra e Resistenza 1943-\'44-\'45, regia di Marta Arnaldi, riprese di Massimo Fornasier e testi di Giosiana Carrara.