Foce del Centa, Albenga, 12.01.1945

(Savona - Liguria)

Foce del Centa, Albenga, 12.01.1945

Foce del Centa, Albenga, 12.01.1945
Descrizione

Località Foce del Centa, Albenga, Savona, Liguria

Data 12 gennaio 1945

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 12

Numero vittime uomini 9

Numero vittime uomini adulti 8

Numero vittime uomini anziani 1

Numero vittime donne 3

Numero vittime donne adulte 3

Descrizione: Abbo Germana, Ferrari Giovanni, Ferrari Erminia e Leonelli Alice vengono arrestati a Villanova d’Albenga il 24-12-1944 per presunto favoreggiamento dei partigiani; il medesimo giorno viene arrestato anche Vasile Pietro. Nei giorni successivi è la volta di Moresco Giuseppe, arrestato il 26-12-1944, di Rossella Leandro, arrestato il 23-12-1944 e di Viaggio Iginio, arrestato ad Arnasco il 28-12-1944. Per quanto riguarda le altre vittime, il loro arresto avviene in data imprecisata.
Dopo essere stati arrestati, il 9-01-1945 tutti e 12 gli ostaggi vengono trasferiti dalle Case Incis nella palazzina Ester Siccardi, sede della Brigata Nera. Qui, per conferire una base giuridica alle future fucilazioni, vengono giudicati da un tribunale militare presieduto da Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division e di cui facevano parte, tra gli altri, il maresciallo Strupp in qualità di accusatore, Luberti Luciano e il sottufficiale Fuchss in veste di interpreti.
Il 12-01-1945 Luberti Luciano, dopo aver ricondotto le vittime alle Case Incis, comunica loro che saranno trasferite nel carcere Sant’Agostino di Savona per scontare la pena loro inferta. Tuttavia, invece di essere scortati alla stazione ferroviaria, essi vengono condotti e rinchiusi in un bunker presso la foce del Centa. A quel punto uno alla volta vengono condotti all’esterno per essere fucilati a colpi di mitra.
Alla scena assiste, nascosto in un canneto, il partigiano Pesce Luigi (“Luassu”), il quale si trovava in quel luogo per scoprire che cosa accade alla foce del Centa.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Per quanto riguarda Alessandri Luigi, le fonti risultano discordanti circa il luogo di nascita: secondo Guido Malandra egli sarebbe nato a Ranzo (IM), mentre secondo Aicardi e Moscardini a Borghetto d’Arroscia (IM).
Le fonti risultano nuovamente discordanti circa il nome di battesimo di Ferrari Giovanni: Malandra lo menziona come tale, invece Aicardi e Moscardini lo citano come Ferrari Alessandro.

Il reparto italiano è probabilmente un distaccamento della 34a Brigata Nera, suddivisa in 5 compagnie con reparti stanziati anche ad Albenga

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria dei fatti non è condivisa.

Scheda compilata da Dario Ferrero, Fabio Mocco
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-09-11 11:23:10

Vittime

Elenco vittime

Abbo Germana, n. 29-10-1916 ad Albenga (SV), residente ad Albenga (SV), ortolana.
Alessandri Luigi, n. 08-07-1901 a Ranzo (IM), residente a Villanova d’Albenga (SV), commerciante.
Ferrari Giovanni, n. 30-05-1870 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), cestaio, padre di Ferrari Erminia.
Ferrari Erminia, n. 28-06-1904 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), casalinga, figlia di Ferrari Giovanni.
Leonelli Alice, n. 04-06-1927 ad Alassio (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), casalinga.
Moresco Giuseppe, n. 03-02-1917 a Genova (GE), residente ad Albenga (SV), meccanico, poi riconosciuto come partigiano combattente appartenente alla SAP Mazzini di Albenga
Navone Gerolamo, n. 28-01-1911 a Villanova d’Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), agricoltore.
Rossella Leandro, n. 28-03-1926 ad Albenga (SV), residente ad Albenga (SV), manovale.
Scrigna Bartolomeo, n. 02-08-1923 ad Albenga (SV), residente a Villanova d’Albenga (SV), contadino.
Tomatis Adolfo, n. 07-11-1913 ad Arnasco (SV), residente ad Arnasco (SV), fornaio.
Vasile Pietro, n. 01-02-1917 a Terranova di Sicilia (CL), residente ad Albenga (SV), meccanico.
Viaggio Iginio, n. 18-05-1891 ad Arnasco (SV), residente ad Arnasco (SV), carrettiere.

Elenco vittime civili 11

Abbo Germana,
Alessandri Luigi,
Ferrari Giovanni,
Ferrari Erminia,
Leonelli Alice,
Navone Gerolamo,
Rossella Leandro,
Scrigna Bartolomeo,
Tomatis Adolfo,
Vasile Pietro,
Viaggio Iginio,

Elenco vittime partigiani 1

Moresco Giuseppe

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Brigata nera reparto imprecisato

Tipo di reparto: Brigata Nera

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alfred Fuchss

    Nome Alfred

    Cognome Fuchss

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Fuchss Alfred, sottufficiale della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Friederich Strupp

    Nome Friederich

    Cognome Strupp

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Gerhard Dosse

    Nome Gerhard

    Cognome Dosse

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Hans Nüsslein

    Nome Hans

    Cognome Nüsslein

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Nüsslein Hans, sottufficiale della Feldgendarmerie trupp.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 80/34. Infanterie-Division

  • Luciano Ghio

    Nome Luciano

    Cognome Ghio

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Ghio Luciano, conosciuto come “Pisano”, infiltrato tra i partigiani e collaboratore della Feldgendarmerie.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

  • Luciano Luberti

    Nome Luciano

    Cognome Luberti

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Luberti Luciano, caporalmaggiore nella Wehrmacht ed interprete della Feldgendarmerie trupp; conosciuto come il “boia” di Albenga.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Wehrmacht reparto non precisato

  • Romeo Zambianchi

    Nome Romeo

    Cognome Zambianchi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Zambianchi Romeo, appartenente alle Brigate Nere e conosciuto come il “vice boia”.

    Note procedimento Contro i militari tedeschi Dosse Gerhard, capitano del 1° Battaglione del Grenadier-Regiment 80 della 34a Infanterie Division, nonché vero responsabile e organizzatore della presente e delle altre stragi avvenute ad Albenga, presso la foce del Centa, Strupp Friederich, maresciallo della Feldgendarmerie trupp, Nüsslein Hans e Fuchss Alfred, sottufficiali della Feldgendarmerie trupp, viene aperto un procedimento penale nel 1945. Tale procedimento viene però accantonato fino al 1994, quando la Procura militare della Repubblica di Torino apre un nuovo procedimento penale «contro ignoti militari», il quale viene tuttavia archiviato nel 1995 e poi nuovamente riaperto nel 1996. Prendono dunque il via nuove indagini, dalle quali emerge che il maresciallo Strupp è deceduto nel 1993, il sottufficiale Fuchss è deceduto nel 1971, mentre il sottufficiale Nüsslein muore durante lo svolgimento delle indagini. Per quanto riguarda l’ex capitano Dosse, ancora in vita, contro di lui viene avviato un processo per «reato continuato di violenza con omicidio contro privati italiani» (a causa della carenza di prove schiaccianti, l’accusa viene ristretta alla morte delle 12 vittime del 12-01-1945 e non di tutte e 59 le vittime decedute presso la foce del Centa). Il 13-11-2006, infine, il Tribunale militare di Torino emana la sentenza definitiva condannando Dosse Gerhard all’ergastolo ma, essendo ormai 98enne, non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Ghio Luciano (“Pisano”), arrestato nel mese di luglio 1945, il 24 dello stesso mese viene processato dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona, la quale lo condanna a 30 anni di reclusione, ridotti poi a 20 a seguito dell’amnistia Togliatti. Nel 1953 la pena viene ulteriormente ridotta grazie all’indulto del governo Pella. A Natale del medesimo anno Ghio Luciano viene rimesso in libertà grazie ad un’ulteriore amnistia. Luberti Luciano, il “boia” di Albenga, viene arrestato il 14-07-1945 a Ventimiglia (IM), mentre cercava di raggiungere Marsiglia per entrare a far parte della Legione straniera. Il 24 dello stesso mese prende il via il processo contro di lui e il 26 la Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona condanna l’imputato alla fucilazione alla schiena. Il 04-03-1948 tale condanna a morte viene tuttavia ritenuta incostituzionale dalla Corte d’Appello di Genova e tramutata nel carcere a vita. Nel 1953 Luberti Luciano ottiene un’ulteriore riduzione della pena grazie all’indulto del governo Pella finché, a Natale del medesimo anno, non viene rimesso in libertà grazie ad un’ennesima amnistia. Zambianchi Romeo, il “vice boia”, viene processato e condannato alla fucilazione alla schiena dalla Corte d’Assise straordinaria istituita a Savona per i reati di collaborazionismo. La condanna viene eseguita il 21-04-1946.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto Brigata nera reparto imprecisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Albenga, foce del Centa

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, foce del Centa

    Descrizione: Una lapide, situata ad Albenga presso la foce del Centa e collocata sul sito di un bunker, ricorda tutte le vittime qui decedute, comprese le 12 in questione.

  • lapide a Albenga, foce del Centa

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, foce del Centa

    Descrizione: Una lapide, situata ad Albenga presso la foce del Centa e collocata sul sito di un bunker, ricorda tutte le vittime qui decedute, comprese le 12 in questione.

  • lapide a Albenga, via Trieste, chiesa Sacro Cuore

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, via Trieste, chiesa Sacro Cuore

    Descrizione: Una lapide sita ad Albenga, presso la chiesa del Sacro Cuore in via Trieste, ricorda Abbo Germana, Moresco Giuseppe, Rosella Leandro e Vasile Pietro.

  • lapide a Albenga, via Trieste, chiesa Sacro Cuore

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, via Trieste, chiesa Sacro Cuore

    Descrizione: In ricordo di Abbo Germana, Moresco Giuseppe, Rosella Leandro e Vasile Pietro.

  • lapide a Albenga, località Leca, piazza Torino

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Albenga, località Leca, piazza Torino

    Descrizione: In ricordo di Abbo Germana, Moresco Giuseppe, Rosella Leandro e Vasile Pietro.

Bibliografia


Riccardo Aicardi, Mario Moscardini, Albenga 1944-45: i martiri della foce del Centa, in Storia e Memoria, vol. 17, fascicolo 2, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2008.
A.N.P.I. Savona (a cura di Gianni Toscani), Partigiani martiri della Resistenza. Sulle vie della memoria. Le lapidi dei partigiani in provincia di Savona, Cairo M.tte, L. Editrice s.r.l., 2012.
Giosiana Carrara, Stragi nazifasciste di civili nella provincia di Savona, in Savona in guerra (1940-’43)(1943-’45). Militari e vittime della provincia di Savona caduti durante il secondo conflitto mondiale, ISREC di Savona, Savona, Marco Sabatelli editore, 2013.
Giorgio Gimelli, La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti (a cura di Franco Gimelli), voll. I-II, Roma, Carocci editore, 2005.
Guido Malandra, I Volontari della libertà della II zona partigiana ligure (Savona), Anpi di Savona, Genova, Prima soc. Coop. a r.l., 2005.
Pierpaolo Rivello, Le stragi nell'albenganese del 1944 e 1945, Torino, Sottosopra edizioni, 2011.

Sitografia


Cfr. 5° episodio del II capitolo del DVD-documentario a cura dell\'Isrec di Savona intitolato Europa-Italia-Savona. Guerra e Resistenza 1943-\'44-\'45, regia di Marta Arnaldi, riprese di Massimo Fornasier e testi di Giosiana Carrara.

Fonti archivistiche

Fonti