Filtri di ricerca: memorie

(Sono qui censite tutte le memorie dove si trova traccia o cenno ad ua strage, anche sottoforma di nome di una o più vittime. Per questo motivo alcune memorie, come ad esempio i sacrari per i caduti delle guerre o le onorificenze alle città, sono inclusi più di una volta)

1494 monumenti per 1173 episodi
693 cippi per 641 episodi
2267 lapidi per 1737 episodi
511 onorificenze a città per 472 episodi
579 onorificenze a persone per 426 episodi
919 commemorazioni per 865 episodi
205 musei per 194 episodi
750 luoghi della memoria per 562 episodi
323 memorie di altro tipo per 242 episodi
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Musei


Totale: 205
  • (2014) Lucca, Casa del Boia
    Lucca, Casa del Boia, mostra sul partigiano Paoli Brunero, 2014.
    PIEVE DI COMPITO CAPANNORI 28.07.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA MARANGOLA, MONTENERODOMO, 28.11.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA CASALE, MONTENERODOMO, 30.11.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    LOCALITÀ SERRA, MONTENERODOMO, 4.12.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA CASALE, MONTENERODOMO, 04.12.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA COLLI, MONTENERODOMO, 6.12.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA MARANGOLA, MONTENERODOMO, 8-9.12.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    RIONE S. VITO, MONTENERODOMO, 27.12.1943
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    MONTENERODOMO, 15.01.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    MACCHIA, MONTENERODOMO, 17.01.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA FONTICELLE, MONTENERODOMO, 18.01.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    RIONE S. MARTINO, MONTENERODOMO, 02.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    MONTENERODOMO, 06.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA LISCIA PALAZZO, MONTENERODOMO, 09.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA PIZZI, MONTENERODOMO, 10.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    MONTENERODOMO, 14.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA CASCERIE, MONTENERODOMO, 27.02.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA FEUDO, MONTENERODOMO, 24.03.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA VALLONE CUPO, MONTENERODOMO, 25.03.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    CONTRADA VALLONE CUPO, MONTENERODOMO, 02.04.1944
  • (2006) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    MONTE PIDOCCHIO, MONTENERODOMO, 13.04.1944
  • (1997) Palestrina
    2 giugno 1997 è aperto al pubblico il Museo della Resistenza e degli 11 Martiri dedicato alle vittime civili della guerra, cadute nel territorio di Palestrina. Esso è stato allestito dalla Fondazione Cesira Fiori e dalla locale sezione dell'ANCR. Il museo, attualmente occupa 2 locali a pianterreno del casolare di campagna in località Vigesimo, presso il quale il 28 maggio del 1944 fu compiuto, dalle truppe di occupazione tedesche, l'eccidio per rappresaglia di 11 inermi cittadini. Il museo consiste in una mostra permanente composta di 20 pannelli nei quali sono ricostruite con testo e foto le principali vicende che hanno accompagnato, dal 1922 al 1946, la presa del potere da parte del fascismo, il consolidamento del regime, l'economia della zona prenestina, la guerra, la distruzione di Palestrina a seguito dei bombardamenti alleati, la Resistenza, la conquista della Repubblica. Vengono anche ricordati, con pannelli e lapidi, altri cittadini di Palestrina, vittime della ferocia della guerra. Il Museo si trova in Loc. Vigesimo - Via Pedemontana.
    PALESTRINA 28.05.1944
  • (1975) Casa Cervi in loc.Campi Rossi di Gattatico (RE
    La Casa Cervi in loc.Campi Rossi di Gattatico (RE) diviene subito dopo la guerra in maniera spontanea luogo di memoria, dove il padre Alcide accoglie i visitatori fino alla sua morte (1970). La casa e il podere sono acquistati dalla Provincia di Reggio Em
    POLIGONO DI TIRO, REGGIO EMILIA, 28.12.1943
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 16.10.1944
  • (anno imprecisato)
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 24.10.1944
  • (anno imprecisato) Caserma “Piave” di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 29.10.1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 28.10.1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 06.11.1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 21.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, OTTOBRE 1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 13.10.1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 02.01.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    POZZUOLO DEL FRIULI, 07.01.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    PRIVANO, BAGNARIA ARSA, 21.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    AIELLO, 21.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    TRIVIGNANO UDINESE, 21.01.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    MORSANO, STRADA STATALE, CASTIONS DI STRADA, 21.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    ALTURE, RUDA, 25.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CHIAICIS-CHIAULIS, VERZEGNIS, 21.07.1944
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    TAPOGLIANO, CAMPOLONGO, 07.03.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE, PALMANOVA, 16.03.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    VIA SLICETTO, CERVIGNANO, 15.02.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CERVIGNANO, 22.03.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    CASERMA PIAVE PALMANOVA 03.04.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    RONCHI, TERZO DI AQUILEIA, 09.04.1945
  • (anno imprecisato) Caserma Piave di Palmanova
    Presso la Caserma “Piave” di Palmanova, dove oggi sono ancora visibili quattro delle celle dove venivano eseguiti torture e interrogatori, per iniziativa del Comune, della Provincia di Udine e della Regione Friuli-Venezia Giulia è prevista la realizzazione del Museo Regionale della Resistenza. Nella parte esterna della Caserma è stata inoltre apposta una lapide in ricordo dei caduti riportante l’iscrizione “Qui, entro la cerchia della caserma “Piave” divenuta nel 1944 fino alla liberazione / del 1945, triste strumento di repressione e di morte al servizio dei nazifascisti, / centinaia di patrioti e di ostaggi furono costretti a immani sofferenze e supplizi / conclusisi per molti col martirio e con la morte. // Fra queste mura, uomini liberi e generosi in cospetto a torturatori e carnefici / seppero patire e morire affinché la prepotenza straniera e la oppressione interna / non dovessero più contaminare queste terre. // A monito e ammaestramento delle nuove generazioni // Il comune di Palmanova e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia."
    OSPEDALE DI GRADO, GRADO, 08.04.1945
  • (anno imprecisato) Carignano
    Nel museo civico c’è una sezione dedicata ai 9 impiccati http://www.comune.carignano.to.it/Museo/Sec_XIX.html#thumb
    CARIGNANO, 07.09.1944
  • (anno imprecisato) Stazzema
    Museo storico della resistenza di Sant’Anna di Stazzema.
    SANT’ANNA DI STAZZEMA 12.08.1944
  • (anno imprecisato) Torino
    Museo diffuso della Resistenza
    POLIGONO DI TIRO DEL MARTINETTO, TORINO, 15.03.1945
  • (anno imprecisato) Caspoli di Mignano Monte Lungo
    Historicus
    CAMPOZILLONE MIGNANO MONTE LUNGO 04.11.1943
  • (anno imprecisato) Mignano Monte Lungo
    Museo Storico Comunale
    CAMPOZILLONE MIGNANO MONTE LUNGO 04.11.1943
  • (anno imprecisato)
    Nella casa/museo di Casteldelci era stata creata una sezione di storia contemporanea relativa agli eventi bellici. In esso aveva particolare risalto la strage di Fragheto. In seguito a decisione dell'amministrazione appena decaduta (giugno 2014) parte de
    PONTE 8 MARTIRI (PONTE CARRATTONI), RIMINI, 08.04.1944
  • (anno imprecisato) Caspoli di Mignano Monte Lungo
    Museo “Historicus”
    RIPA ALTA MIGNANO MONTE LUNGO 23.09.1943
  • (anno imprecisato) Mignano Monte Lungo
    Museo storico comunale
    RIPA ALTA MIGNANO MONTE LUNGO 23.09.1943
  • (anno imprecisato) Caspoli di Mignano Monte Lungo
    Museo Historicus
    RIPA ALTA MIGNANO MONTE LUNGO 27.10.1943
  • (anno imprecisato) Mignano Monte Lungo
    Museo Storico Comunale
    RIPA ALTA MIGNANO MONTE LUNGO 27.10.1943
  • (anno imprecisato) Caspoli di Mignano Monte Lungo
    Museo “Historicus”
    VIA FRATTE MIGNANO MONTE LUNGO 29-30.10.1943
  • (anno imprecisato) Mignano Monte Lungo
    Museo Storico Comunale
    VIA FRATTE MIGNANO MONTE LUNGO 29-30.10.1943
  • (anno imprecisato) Serviglaino
    Museo della memoria del campo di Servigliano
    PIAZZA DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO SERVIGLIANO 02.10.1943
  • (anno imprecisato) Salussuola
    Museo Laboratorio dell'Oro e della Pietra – Salussola (Il progetto del Museo nasce da una ricerca interdisciplinare dell’Università di Torino per la valorizzazione della zona della Bassa Serra e della zona archeologica dell’antica Victimula, presso San S
    SALUSSOLA, 06-09.03.1945
  • (anno imprecisato) Condove
    Museo della Resistenza d Condove http://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/condove/museo-valsusino-della-resistenza
    CASERMETTE, CONDOVE, 07.04.1945
  • (anno imprecisato) Rubiana
    Dall’estate del 2000 dentro la casa cantoniera è stato inaugurato un ecomuseo della Resistenza.
    COLLE DEL LYS, RUBIANA, 02.07.1944
  • (anno imprecisato) Coazze
    Ecomuseo della Resistenza di Coazze
    FORNO DI COAZZE E GRANGE GARIDA, COAZZE, 16.05.1944
  • (anno imprecisato) Condove
    Museo della Resistenza di Condove. http://www.vallesusa-tesori.it/it/luoghi/condove/museo-valsusino-della-resistenza
    MOCCHIE, CONDOVE, 20.12.1943
  • (anno imprecisato) San Pietro Infine
    Il vecchio paese di San Pietro Infine, abbandonato dopo la guerra, è il cuore del Parco della Memoria Storica della Regione Campania. Ospita un Centro Visite Multimediali.
    LA FORCELLA, SAN PIETRO INFINE, 11/11/1943
  • (anno imprecisato) San Pietro Infine
    Il vecchio paese di San Pietro Infine, abbandonato dopo la guerra, è il cuore del Parco della Memoria Storica della Regione Campania. Ospita un Centro Visite Multimediali.
    CERRETO, SAN PIETRO INFINE, 9-10/11/1943
  • (anno imprecisato) San Pietro Infine
    Il vecchio paese di San Pietro Infine, abbandonato dopo la guerra, è il cuore del Parco della Memoria Storica della Regione Campania. Ospita un Centro Visite Multimediali.
    STRADA PROVINCIALE DELL’ ANNUNZIATA LUNGA-PETRIERA, SAN PIETRO INFINE, 10/11/1943
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    BADIOLA CASTIGLIONE DELLA PESCAIA 12-17.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    CAMPIGLIOLA MANCIANO 20.05.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    CAPANNONE FILETTA PITIGLIANO 13.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    CASETTA CITERNI SCARLINO 10.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de ’Barberi 61, Grosseto.
    FILIBERTO MANCIANO 14.03.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    LA SGRILLA MANCIANO 28.05.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    LA STELLATA MANCIANO 02.03.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    LORENTANO SANTA FIORA 25.10.1943
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    MANCIANO 27-28.05.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    MONTIANO MAGLIANO IN TOSCANA 14.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    MONTIERI 20.01.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente sulla Resistenza e Liberazione a Massa Marittima presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti, 69 Massa Marittima.
    POGGIO TOSOLI, MASSA MARITTIMA, 21.11.1943
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    POGGIO MURELLA MANCIANO 13.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    POTASSA GAVORRANO 11.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    POZZARELLO E PORTO SANTO STEFANO MONTE ARGENTARIO 27.02.1944
  • (anno imprecisato)
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SAN GIOVANNI DELLE CONTEE SORANO 11.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    SAN LEOPOLDO E MARINA DI GROSSETO 12.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SAN QUIRICO SORANO 12.06.1944
  • (anno imprecisato)
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SAN QUIRICO SORANO 14.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SORANO 13.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, ISGREC
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile presso la sede dell’Isgrec in Via de’ Barberi 61, Grosseto.
    TRE PONTI-MONTIANO MAGLIANO IN TOSCANA 13.06.1944
  • (anno imprecisato) Prato, Figline
    Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline di Prato.
    FIGLINE PRATO 06.09.1944
  • (anno imprecisato) Palazzo Comunale di Montenerodomo
    Mostra fotografica permanente realizzata nell’ambito del progetto “Per non dimenticare…la nostra memoria” a cura del gruppo di progetto coordinato da Gesualdo Carozza; alcune foto sono state gentilmente concesse da Mr. Macy Whitehead dell’American Friends Service Commitee (AFSC), anno di realizzazione della mostra 2006. La mostra ha ad oggetto la distruzione a seguito dell’occupazione tedesca durante la II Guerra Mondiale e la ricostruzione del Comune di Montenerodomo, ed è ubicata al Palazzo Comunale, pian terreno, Piazza Benedetto Croce, n. 1 Montenerodomo. Essa testimonia anche la ricostruzione del paese più a valle rispetto alla sua collocazione originaria; interi rioni, infatti, non furono più ricostruiti come nel caso del rione “Le colle”, uno dei rioni più popolosi della Montenerodomo degli inizi del ‘900. Il paese venne riedificato anche grazie all’aiuto dei volontari della AFSC, organizzazione pacifista quacchera che sarebbe stata insignita del premio Nobel nel 1947 e che partecipava al progetto di ricostruzione dei villaggi abruzzesi distrutti dalla guerra.
    RIONE PORTELLA, MONTENERODOMO, 8.11.1943
  • (anno imprecisato) Prato, Figline
    Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline di Prato.
    SAN MARTINO A COIANO PRATO 06-08.09.1944
  • (anno imprecisato) Castagnito, piazza della chiesa
    Monumento in ricordo di Cassinelli e di altri nel monumento in piazza della chiesa a Castagnito, promosso da ente pubblico.
    CASTELLINALDO, 23.02.1945
  • (anno imprecisato)
    Nella casa/museo di Casteldelci era stata creata una sezione di storia contemporanea relativa agli eventi bellici. In esso aveva particolare risalto la strage di Fragheto. In seguito a decisione dell'amministrazione appena decaduta (giugno 2014) parte dei pannelli relativi alla strage sono stati collocati presso la canonica della chiesa di Fragheto gestita dall'associazione Sine Modo di Padova. Altri materiali e il centro di documentazione sono in attesa di trovare nuova ed adeguata sistemazione.
    GATTARA, CASTELDELCI, 25.07.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ARCIDOSSO 09.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ARCIDOSSO 18.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    BAGNO DI ROSELLE GROSSETO 18.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    BAGNOLO SANTA FIORA 01.03.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CAMPAGNATICO 09.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CAMPANINI MONTEROTONDO MARITTIMO 28.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CAPANNONE ROCCASTRADA 19.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61,
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CASAL DI PARI CIVITELLA PAGANICO 21.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CASTEL DEL PIANO 17.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CASTIGLIONE DELLA PESCAIA 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CENTRO RIFORNIMENTO QUADRUPEDI GROSSETO 11-13.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CIVITELLA PAGANICO 20.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    COLOMBAIA MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    COLOMBAIA MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    COMMENDA MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    COMMENDA MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    COSTE BOTRELLI MASSA MARITTIMA 23.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CROCINA MONTIERI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    FONTE DEL RICCIANO SORANO 11.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    GERFALCO MONTIERI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    GROSSETO 12.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    IL CROCINO ROCCASTRADA 20.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ISTIA D’OMBRONE GROSSETO 16.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    LA FONTE ROCCASTRADA 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    LA TORRETTA MONTIERI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MACCHIA ALTA CINIGIANO 20.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MAIANO LAVACCHIO MAGLIANO IN TOSCANA 22.03.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MANCIANO 27.02.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MASSA MARITTIMA 17.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    MASSA MARITTIMA 17.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto
    MARRUCHETI CAMPAGNATICO 18.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MONTEMURLO MONTIERI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MONTIERI BIONDI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MONTIERI MASTRI 26.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    MOSCHINI MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    MOSCHINI MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    CIVITELLA PAGANICO 14.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    POGGETTI NUOVI GROSSETO 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    PRATA, MASSA MARITTIMA, 20.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’ Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    PRATA, MASSA MARITTIMA, 20.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    PRATO A BALDO MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.
    PRATO A BALDO MASSA MARITTIMA 24.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ROCCALBEGNA 09.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ROCCALBEGNA 11.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ROCCASTRADA 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ROCCASTRADA 16.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    ROCCASTRADA 19.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Ogni anno, in occasione della Festa della Liberazione, le autorità comunali, in collaborazione col locale Comitato 25 aprile, sono solite deporre una corona d’alloro al monumento ai partigiani e al cippo di Ponte del Ricci.
    ROCCASTRADA 21.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SANTA COSTANZA MASSA MARITTIMA 12.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune, via Parenti 69, Massa Marittima.
    SANTA COSTANZA MASSA MARITTIMA 12.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SASSOFORTINO ROCCASTRADA 23.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SCANSANO 14.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SEMPRONIANO PAPINI 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SEMPRONIANO ZANNONI 15.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    STERTIGNANO CAMPAGNATICO 07.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    STICCIANO ROCCASTRADA 18.06.1944
  • (anno imprecisato) Grosseto, Via de’Barberi 61
    Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.
    SUGHERICCI ROCCASTRADA 12.06.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    BASILICA – LE TOVAGLIOLE SANSEPOLCRO 16.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    BASILICA SANSEPOLCRO 17.08.1944
  • (anno imprecisato)
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    CÀ MARCELLI SANSEPOLCRO 24.08.1944
  • (anno imprecisato) Cavriglia, Castelnuovo dei Sabbioni
    Museo delle Miniere e del Territorio MINE di Castelnuovo dei Sabbioni.
    CAVRIGLIA 04.07.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    CIGNANO SANSEPOLCRO 11.07.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    CIGNANO SANSEPOLCRO 17.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    CIGNANO SANSEPOLCRO 28.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    CONDOTTO SANSEPOLCRO 03.06.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    FARNETO ALTO SANSEPOLCRO 16.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    GRAGNANO SANSEPOLCRO 03.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    GRICIGNANO SANSEPOLCRO 29.07.1944
  • (anno imprecisato) Cavriglia, Castelnuovo dei Sabbioni
    Museo delle Miniere e del Territorio MINE di Castelnuovo dei Sabbioni.
    LE MATOLE CAVRIGLIA 11.07.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    MONTAGNA SANSEPOLCRO 17.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    MONTAGNA SANSEPOLCRO 17-18.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    MONTAGNA SANSEPOLCRO 18.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    MONTAGNA-BASILICA SANSEPOLCRO 21.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    PARADISO-PRATI ALTI SANSEPOLCRO 17-18.08.1944
  • (anno imprecisato) Cavriglia, Castelnuovo dei Sabbioni
    Museo delle Miniere e del Territorio “Mine” di Castelnuovo dei Sabbioni.
    POGGIO ALLE VALLI CAVRIGLIA 07-08.07.1944
  • (anno imprecisato) Cavriglia, Castelnuovo dei Sabbioni
    Museo delle Miniere e del Territorio di Castelnuovo dei Sabbioni.
    SAN PANCRAZIO CAVRIGLIA 08.07.1944
  • (anno imprecisato) Bucine, San Pancrazio
    Museo della Memoria di San Pancrazio.
    SAN PANCRAZIO BUCINE 29.06.1944
  • (anno imprecisato)
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    SANSEPOLCRO 03.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    SANTA FIORA SANSEPOLCRO 31.07.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    SANTA LUCIA SANSEPOLCRO 25.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    SANTARSA SANSEPOLCRO 24.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    TAMBURELLO SANSEPOLCRO 26-29.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    TOVAGLIOLE SANSEPOLCRO 18.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    VALLORSAIA-SANTARSA SANSEPOLCRO 23.08.1944
  • (anno imprecisato) Sansepolcro
    Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro.
    VANNOCCHIA SANSEPOLCRO 24.08.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente nella sala consiliare di Massa Marittima.
    NICCIOLETA MASSA MARITTIMA 13.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa Marittima, Municipio
    Mostra permanente nella sala consiliare di Massa Marittima.
    CASTELNUOVO DI VAL DI CECINA 13-14.06.1944
  • (anno imprecisato) Massa
    Museo della Resistenza di Massa.
    ANTONA MASSA 11.11.1944
  • (anno imprecisato) Massa
    Museo della Resistenza di Massa
    MASSA 02.12.1944
  • (anno imprecisato)
    Museo Audiovisivo della Resistenza di Massa-Carrara e La Spezia - La strage di Forno è ricordata nella videoinstallazione permanente del museo tramite immagini e brani d’interviste al comandante partigiano Pietro Del Giudice e a Franco Del Sarto, sopravvissuto alle fucilazioni del 13 giugno in località S. Anna. Gli integrali delle interviste sono presenti nell’archivio del museo.
    FORNO MASSA 13.06.1944
  • (anno imprecisato)
    Museo-centro di documentazione di Villamarzana
    VILLAMARZANA 15-10-1944
  • (anno imprecisato) Massa
    Museo della resistenza di Massa.
    ROCCA MASSA 15.10.1944
  • (anno imprecisato)
    Museo Audiovisivo della Resistenza di Massa-Carrara e La Spezia - La strage delle Fosse del Frigido è ricordata nella videoinstallazione permanente del museo tramite immagini e brani d’interviste al comandante partigiano Pietro Del Giudice Gli integrali delle interviste sono presenti nell’archivio del museo.
    SAN LEONARDO AL FRIGIDO MASSA 16.09.1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    ARCO 28-6-1944
  • (anno imprecisato)
    Museo del Territorio della Alta Val Aulella.
    REGNANO CASTELLO CASOLA IN LUNIGIANA 23.11.1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    BOLZANO 29-8-1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    BOLZANO 6-7-1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    FONZASO 10-8-1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    LIMONE SUL GARDA 28.06.1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    NAGO 28-6-1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    RIVA DEL GARDA 28-6-1944
  • (anno imprecisato)
    Il Museo alto Garda (MAG) presso la Rocca di Riva ha riservato una parte dei suoi spazi all’allestimento di una mostra dal titolo Achtung banditen! La Resistenza nel Basso Sarca 1943-1945, interamente dedicata ai fatti del 28 giugno e alle vicende della Resistenza partigiana locale.
    ROVERETO 28-6-1944
  • (anno imprecisato) Morfasso, Sperongia
    Oltre al monumento che sorge in località Rio Farnese e che rappresenta il luogo centrale della memoria dell’eccidio, si segnala il Museo della Resistenza Piacentina di Sperongia di Morfasso, all’interno del quale si trova una teca espositiva dedicata all’eccidio di Rio Farnese, con cimeli storici quali le rudimentali manette utilizzate per legare i polsi dei prigionieri al momento dell’uccisione.
    RIO FARNESE, BETTOLA, 12.01.1945
  • (anno imprecisato) Cesena
    Cesena: una via è intitolata a Foschi.
    BRILLE DI PIEVESISTINA CESENA 01.07.1944
  • (anno imprecisato) Calice al Cornoviglio, castello Malaspina
    Il rastrellamento dell'8-11 ottobre 1944 è ricordato nel Museo della Brigata Val di Vara presso il castello Malaspina di Calice al Cornoviglio.
    CALICE CASTELLO, CALICE AL CORNOVIGLIO 11.10.1944
  • (anno imprecisato) Calice al Cornoviglio, castello Malaspina
    Il rastrellamento dell'8-11 ottobre 1944 è ricordato nel Museo della Brigata Val di Vara presso il castello Malaspina di Calice al Cornoviglio.
    BORSEDA E DEBEDUSE, CALICE AL CORNOVIGLIO 08.10.1944
  • (anno imprecisato) Centro Tematico dei Monti della Riva a Trignano di Fanano (Modena)
    L'episodio è ricordato nella Sezione "Storie di uomini in guerra sulla Linea Gotica" del Centro Tematico dei Monti della Riva a Trignano di Fanano (Modena)
    PIANA DI TRIGNANO, FANANO, 28.09.1944
  • (anno imprecisato) Casteldelci
    Nella casa/museo di Casteldelci era stata creata una sezione di storia contemporanea relativa agli eventi bellici. In esso aveva particolare risalto la strage di Fragheto. In seguito a decisione dell'amministrazione appena decaduta (giugno 2014) parte dei pannelli relativi alla strage sono stati collocati presso la canonica della chiesa di Fragheto gestita dall'associazione Sine Modo di Padova. Altri materiali e il centro di documentazione sono in attesa di trovare nuova ed adeguata sistemazione.
    FRAGHETO CASTELDELCI 07.04.1944
  • (anno imprecisato) Esine
    Museo della Resistenza in Valgrigna, presso i locali del municipio di Esine.
    PIAZZA GARIBALDI, ESINE, 06.02.1945
  • (anno imprecisato) Salerno
    Il Museo dello Sbarco di Salerno e di Salerno Capitale conserva, tra i suoi cimeli, la divisa del maggiore Capone.
    CASTAGNETO DI CAVA CAVA DEI TIRRENI 16.09.1943
  • (anno imprecisato) Alta Val Sangone
    Ecomuseo della resistenza in Alta Val Sangone – Sentieri della memoria
    GIAVENO, 29.11.1944
  • (anno imprecisato) Torino
    Museo diffuso della Resistenza
    POLIGONO DI TIRO DEL MARTINETTO, TORINO, 05.04.1944